dalla rivista http://rebellion-sre.fr/

Libertarismo: estremo centro?


Si dice spesso che la Francia potrebbe essere gli Stati Uniti con trenta anni di ritardo; che ciò sia vero o no è comunque proficuo per studiare le grandi correnti ideologiche americane.E' il caso del libertarismo che, anche se pressochè sconosciuto in Europa, già esercita la sua influenza sull'alta borghesia e una parte dell'underground
"internettiano".L'argomento è vasto e l'articolo che segue sarà quindi una breve panoramica.


Le basi: Ayn Rand, la scuola austriaca di economia, i Chicago Boys.



L' origine ideologica del libertarismo è principalmente americana. Il movimento si basa sulle idee della scrittrice Ayn Rand, molto famosa nella terra dello zio Sam, ma quasi sconosciuta in Europa. Tra queste, oltre ai temi liberali classici, c'è soprattutto l'idea di rimuovere le tasse e sostituirle con un contributo volontario per le spese di uni stato minimo.

Questo concetto di stato minimo è chiamato miniarchismo. Anche se si parla spesso di estrema sinistra o di estrema destra, il libertarismo potrebbe essere invece descritto come l'estremo centro, poichè esso sostiene la massima libertà individuale possibile (un concetto associato con la sinistra americana) e anche la massima "libertà" economica (nozione associata soprattutto alla destra). In realtà ciò ha come conseguenza un liberalismo, che insorge contro l'assistenza sociale da parte dello Stato per i poveri, ma anche contro il sostegno alle imprese. In materia economica, le idee di questo movimento sono chiaramente neoliberiste, poichè citano come riferimento i Chicago Boys e la scuola austriaca, associato alla svolta degli anni 1980 e alla liquidazione del keynesismo, accusato di essere un socialismo mascherato (si dice che Keynes sia anche più odiato da questa corrente rispetto a Marx!).
Da un punto di vista filosofico tutto si basa sul principio dell'individuo e della libertà individuale come un diritto naturale: l'essere umano è concepito come un atomo indipendenti, in qualche modo sospeso nel vuoto. Molti libertari rivendicano di essere anti-politica, considerando che la politica è un sistema di schiavitù da parte dello Stato. Un'altra idea madre è che tutta la società e tutti i rapporti tra gli individui devono essere regolati da contratti, in un ambiente di competizione e concorrenza. Infine, i libertari celebrano la morale dell'egoismo razionale, virtù superiore in contrasto con la gelosia e l'invidia. Questa è la filosofia chiamata "oggettivismo". Ancora una volta va detto che Ayn Rand scrisse molte opere per difendere le sue idee la maggior parte delle quali sono bestseller negli Stati Uniti.

Recenti sviluppi: un riciclaggio di idee prese agli avversari

Ed è soprattutto la ripresa della lotta di classe, ma in forma modificata, molto diversa dal concetto originale marxista: per molti libertari questa lotta è ben presente, nel mondo antico come in quello odierno, ma non tra classi sociali come di solito s'intende (proletari contro borghesi, borghesi contro nobile ...), ma tra tutti i gruppi che vivono nello Stato (funzionari, capitalistico sovvenzionati, beneficiari dell'assistenza sociale ...) e la classe produttiva (il settore privato , dipendenti e azionisti insieme), che è vittima di esso, attraverso la tassazione diretta o indiretta verso il settore pubblico (che è per loro una appropriazione indebita, un furto). Numerosi libertari rivendicano anche il loro materialismo, considerato che solo l'individuo ha un'esistenza reale e che è l'unico referente in termini di morale o di valore, il resto non è altro che concetti idealisti pericolosi e concetti costruttivisti.

C'è anche l'appropriazione dell'anarchismo sotto forma di anarcocapitalismo, che è la visione libertaria più radicale: non più uno stato minimo ma uno stato inesistente, dal momento che in questa visione le stesse funzioni sovrane dovrebbero essere assunte da imprese in un contesto concorrenziale; anche il sistema giudiziario è privato ( come le prigioni )tutti possono battere moneta, niente più polizia a beneficio di milizie private ecc....Contrariamente a molti aderenti ad ideologie simili, essi si oppongono al diritto d'immagine ed ai brevetti e si pronunciano anche contro l'attentato alla libertà d'espressione che secondo loro sarebbe rappresentato dalla legge contro la diffamazione o il ricatto, considerato che quest'ultimo non sarebbe altro che un commercio legittimo di informazioni. Ovviamente questa visione della società rende ai loro occhi l'anarchismo originale ( comunismo libertario ) più "simpatico" ed essi non esitano ad appropriarsi della figura di Proudhon o di Kropotkin per atteggiarsi a libertari ante litteram, sottolineando il loro anticomunismo e la loro diffidenza verso il mondo del lavoro.

La fragile base dei miti libertari.


Adesso vedremo qui alcuni esempi di queste ipotesi:

"Il settore privato è sempre più efficace e redditizio del pubblico".


Non è necessario stare a riflettere a lungo sull'assurdità di questo a priori, basta solo constatare come ad esempio la Francia attiri investimenti stranieri in buona parte grazie alla qualità delle sue infrastrutture, gestite in grande maggioranza ( almeno finora ) dal settore pubblico. E ancora l'esempio del settore privato sanitario negli Stati Uniti è rivelatore: fallimento nel mantenimento delle strutture, rifiuto delle cure ai poveri per mancanza di liquidità, che è non solo ingiusto ma anche stupido, perchè ciò permette la recrudescenza di epidemie e malattie che potrebbero essere facilmente tenute sotto controllo ( ad esempio il colera ). Riguardo alle ferrovie britanniche, la liberalizzazione è stata una tale catastrofe che il governo è stato costretto ad una parziale marcia indietro. Inoltre si pretende di poter affermare che un settore con maggiore concorrenza consente di abbassare di abbassare i prezzi, ma dopo che il servizio dell'elettricità in Francia è stato aperto alla concorrenza, di questa diminuzione non vi è il minimo segno.


"Le crisi economiche del passato sono dovute all'intervento dello Stato e non al capitalismo stesso".


Qualunque sia la crisi, passata o presente, i libertari la presentano sempre come causata dall'intervento dello stato, a dispetto di ogni logica: anche secondo Wikiberal: "gli autori liberali sono concordi nel fare dello stato il responsabile della crisi, ma avanzano differenti cause specifiche: per milton Friedman è da incolpare la politica deflazionistica, per Ludwig von Mises e Murray Rothbard è la politica inflazionistica, per Jude Wanniski è la legge protezionista sulle tariffe doganali che è da incolpare.". Sono interpretazioni fortemente contraddittorie, nessuna delle quali evidenzia una crisi di sovrapproduzione o una crisi speculativa, che sono le due cause principali del crack; si può vedere in ciò una forma di malafede dato che i princìpi della crisi al cuore del capitalismo sono riconosciuti dalla maggior parte degli economisti liberali.


"Se ognuno è proprietario di una frazione della natura, la natura è protetta."


Questo argomento, benchè raramente evidenziato, è particolarmente ridicolo ( o tragico, se venisse il giorno in cui fosse applicato ): si pretende che la distruzione della natura sia dovuta al fatto che non vi sia proprietà privata su di essa, come se il proprietario di un animale, di una pianta fosse per questo obbligato ad occuparsene correttamente, per il suo interesse: che dire di tutti i cani e gatti abbandonati o picchiati a morte ogni anno? Chi mi impedirebbe di uccidere il raro panda che possiedo per vendere la carne a ricchi eccentrici? O far pagare la tortura di tale animale per mio profitto?* Senza contare che si sta considerando la natura come un oggetto, una cosa dell'uomo, oltre il valore degli esseri senzienti e ed il patrimonio comune del pianeta.


"L'egoismo è un potere creativo, l'invidia è un vizio distruttivo»


Ancora una volta questa opposizione è abbastanza speciosa, dato che è molto difficile distinguere tra l'invidia e la gelosia dall' egoismo, dal quale molto spesso si generano. E inoltre perchè non considerare che questo tipo di sentimenti possono condurre alla creazione e al genio: non sono essi una forte sorgente di motivazione per numerosi scienziati ed artisti? Così come opere poetiche e letterarie immense sono state generate da tali sentimenti? In aggiunta a queste idee, i libertari non considerano che paradossalmente il liberismo totale conduce alla negazione dello stesso liberalismo: in effetti in una società perfettamente liberista, non avremmo regolamentazioni sulla concorrenza e l'appoggio statale ai nostri cari "creatori di ricchezza". In questa situazione, cosa impedirebbe ad un qualunque ricco uomo d'affari di mettersi daccordo con altri suoi concorrenti per impedire ad un nuovo venuto dinamico di concorrere? Si potrebbe fare ben poco per impedirlo, ed infatti i periodi di maggiore concentrazione industriale e di affermazione dei monopoli si sono rivelati essere quelli dove le idee liberali erano dominanti. In realtà è stato dopo le crisi del XIX e del XX secolo che sono apparsi i grandi trust. Allo stesso modo chi potrebbe impedire l'insider trading e le manovre speculative senza una politica di leggi e controlli sui mercati?

D'altra parte cosa comporterebbe uno stato minimo? In ultimo, con la giustizia e la polizia finanziata dalle donazioni di qualche generoso donatore, come si potrebbe evitare che questi "servizi" primari non diventino strumento di dominio di pochi oligarchi ( l'esempio di molti paesi dell'ex URSS è a questo proposito rivelatore )?

Non c'è bisogno di molta immaginazione per capire cosa sarebbe una società dove nulla impedisce il ricatto e la diffamazione: un qualsiasi uomo ricco potrebbe rendere la vostra vita un inferno pubblicando menzogne su tutte le riviste e svelando la vostra vita privata apertamente davanti a tutti. E questo senza menzionare le conseguenze dello stesso genere che scaturirebbero dalla privatizzazione della moneta e della giustizia.

Questi pochi spunti di riflessione possono essere utili per studiare e combattere queste idee che, anche se a volte ci sembrano remote, sono poi la base dove scavano un certo numero di presunti esperti ed economisti della propaganda borghese europea. Ma più ancora esse sono, paradossalmente, un'arma di fronte ai liberali ipocriti che sono maggioritari nel nostro continente: sempre pronti a piangere sulla burocrazia e sugli aiuti sociali di cui beneficia il popolo, ma stranamente silenziosi riguardo alle enormi spese che lo stesso stato elargisce loro tramite gli aiuti alle imprese ( 110 miliardi nel 2013**) o che ha dispensato alle banche nel 2008-2009. Infine, l'anarcocapitalismo, che forse è il nostro più grande nemico ideologico, potrebbe essere stranamente un alleato tattico, nella misura in cui combatte la violenza e la capacità di coercizione delle oligarchie insieme allo stato borghese***.



Pierre Lucius



NdT:
* mi permetto di aggiungere, come esempio ancora più evidente dell’assurdità di quanto sostenuto dai libertari, le vastità di terreni abbandonati e lasciato incolti, ma di proprietà… fin quando qualche Stato con un governo serio non li espropria e li affida a chi è in grado di valorizzarli, utilizzarli coltivandoli e trarne sostentamento.

** credo che il dato si riferisca alla Francia

*** ammetto di non sapere chi sia l’autore dell’articolo, né che relazione abbia con la rivista e con l’organizzazione, ma su quest’ultima considerazione dissento nella maniera più totale.

Le Libertarianisme : l'extrême-centre ?