è questo il nome di chi, appena ventenne, scampò (come dichiara in una sua lettera) alla strage di Bologna. Quel giorno stava andando a trovare i suoi genitori a Melissa, località tristemente famosa per i fatti del 1949 (occupazioni di terre, i nobili che chiamano le forze dell'ordine, tre morti). Pochi giorni dopo il miracolato in questione partecipa alle manifestazioni per avere verità sulle stragi e per aprire gli archivi dei servizi segreti. E poche settimane dopo riceveò dalle clade amni di un poliziotto, un identikit col suo volto con l'indicazione che c'è qualcuno che gli voleva male e di stare attento.
Ecco chi dà fastidio: chi nonostante ciò che di (quasi) doloroso gli è successo, vuol sapere, in merito, non capendo, il cretino, che è diventato un simbolo per tutti, che proprio lui non può dissentire dalla dottrina ufficiale. Ma che fa scherziamo, le vittime che si ribellano? il mondo alla rovescia.
Martedì scorso è partita l'iniziativa dei comitati per il sì di tutti coloro che sostengono il governo pur non essendo del Pd. Questo comitato, capeggiato dal ministro dell'Interno, Alfano, sostiene che chi dice no è contro il governo. Si può anche non sostenere il no, ma la posizione più contraria alla verità è proprio di chi fa parte del governo e non da la sì ( e al governo) ragioni adeguate. Non vorrei mai accostare ciò che Alfano e Renzi non spiegano alla voglia di verità di chi è stato offeso, ignorato, ucciso.




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