Annotazioni su un ignorante che pretende di insegnarci la storia.
In effetti esiste un “Gruppo Spinelli” che si pone l’obiettivo di rilanciare il progresso di integrazione europea. Di questo gruppo fanno parte, tra gli altri, Guy Verhofstadt, Daniel Cohn Bendit, Jacques Delors, Joschka Fischer, Pat Cox, Ulrich Beck e Amantya Sen. Certamente tutti costoro sono delle nullità al confronto di Maurizio Blondet, universalmente noto nei più influenti ambienti politici dell’Universo. Magari a qualcuno potranno non piacere i personaggi che ho nominato, ma ciò non toglie che si tratti di personaggi di una caratura piuttosto importante e certamente non ignoti in ambito politico e istituzionale.
Sembra proprio il contrario, almeno a giudicare dagli aderenti al Gruppo Spinelli, ma si sa, ciò che non piace al Blondet è sempre di scarso valore. Riguardo alle solite lagne sul 25 aprile, qualcuno potrebbe ricordargli che senza il 25 aprile magari a Ventotene ci finiva lui, a fare i bagni di mare.
Non risulta nessuna evidenza della affiliazione di Angela Merkel alla Stasi. Per inciso, risultano invece molte evidenze degli alti incarichi di Vladimir Putin nel KGB.
Hollande massone? Può darsi, ma l’accusa proveniente dal paese di Berlusconi suona un po’ come il bue che dà del cornuto all’asino.
I due non conoscevano Spinelli? Fa piacere che Blondet sia così bene informato sui retro pensieri altrui. Magari un giorno ci dirà come ha fatto a capirlo. Un “si è visto” non è proprio una dimostrazione di tipo euclideo.
Ogni paese ha i suoi eroi e certamente non si può pretendere che Francia e Germania abbiano gli stessi eroi nostri, ma non mi risulta che in Germania si ignori la storia, per esempio, del gruppo Weiße Rose,o che i francesi sputino sulla guerra di Liberazione o guardino con fastidio al Generale De Gaulle. Per inciso i partiti italiani non sono nati nel 1945: il partito socialista nasce nel 1893, il partito comunista nel 1921, il partito popolare nel 1919. Ho cercato il termine “delinquescenza” sul dizionario Treccani: non c’è. Credo che il Blondet necessiti di lezioni di italiano, oltre che di storia. E per finire quello che dà sinceramente fastidio è la continua lagna del Blondet nei confronti di chi gli ha portato la libertà e la democrazia. Se ne andasse un po’ dal suo amico Erdogan e la smettese di fracassarci i maroni.
Vedo che il signor Blondet è anche antisemita: complimenti! Ma forse non sa che Spinelli è stato espulso dal Partito Comunista nel 1937, che Ernesto Rossi non faceva parte del PCI, ma del movimento Giustizia e Libertà e che Eugenio Colorni era socialista. Tra l’altro Colorni, che dopo il 1941 venne trasferito a Melfi, non collaborò alla redazione del Manifesto, ma ne scrisse l’introduzione e ne curò la diffusione. Molta più influenza ebbe sua moglie Ursula Hirschmann, ebrea pure lei e socialdemocratica, sia detto per edificazione del Blondet e dei suoi accoliti e turiferai.
Interessante la chiosa finale sul viaggio di nozze della Merkel con la sua Fräulein: dunque secondo Blondet la Merkel sarebbe omosessuale. Lo ignoravo.





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