

"Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)


Questa volta č veramente un disastro (per il patrimonio).
La basilica![]()


Terremoto, duramente colpito il nostro patrimonio artistico e culturale
Vittorio Sgarbi a Radio Cusano Campus: "Situazione drammatica"
Roberto Arduini
Il terremoto di magnitudo 6.5 che alle 7.40 di domenica 30 ottobre ha devastato il centro Italia ha lasciato segni indelebili sul nostro patrimonio artistico e culturale. Per parlarne Vittorio Sgarbi, critico d’arte, č intervenuto su Radio Cusano Campus, nel corso del format ECG. “La situazione č drammatica”, ha detto Vittorio Sgarbi parlando dei danni provocati dal terremoto al nostro patrimonio artistico e culturale.
Vittorio Sgarbi, al telefono con Radio Cusano Campus, ha parlato dei danni al nostro patrimonio artistico e culturale generati dalla violentissima scossa di terremoto che ieri alle 7.40 ha fatto di nuovo tremare l’Italia centrale: “Io sono a Pieve Torina, un posto particolarmente colpito. La situazione č drammatica, il Papa non fa un cazzo tutto il giorno, se c’č Dio con tutte queste chiese si diventa atei, perché crollano solo le chiese, tu ti metti a pregare il patrono quando poi il patrono non tiene in piedi neanche la sua chiesa. La prevenzione č importante per gli edifici nuovi, difficile per gli edifici storici, č importante che il governo abbia garantito la ricostruzione,la ricostruzione č l’unica speranza che questi paesi possano rinascere,come č capitato a Nocera Umbra. Renzi- aggiunge Vittorio Sgarbi parlando dei danni provocati dal terremoto al nostro patrimonio artistico – ha dichiarato che non ci sono problemi per il reperimento dei finanziamenti per la ricostruzione, che sarŕ molto onerosa. Invece di fare nuvole del cazzo, potranno utilizzare i soldi per ricostruire questi paesi”.
Vittorio Sgarbi su quanto capitato a un grande numero di chiese nel centro Italia: “E’ inquietante quello che č accaduto, per chi crede soprattutto. Se uno non crede se ne fa una ragione, ma se uno crede si chiede che cazzo di patrono abbia, se non č capace neanche di tenere in piedi la propria chiesa. Vuol dire che Dio si fa i cazzi suoi. Il crollo della cattedrale di Norcia č un danno enorme, non č crollato un santuario qualunque,ma uno dei piů importanti santuari della cristianitŕ. Se crolla San Benedetto uno diventa ateo, č uno di quei posti in cui pensi che il cielo possa metterci una buona parola. Per ricostruire tutto ci vorranno tra i tre e i quattro miliardi di euro secondo me, per la ricostruzione artistica ma non solo”.
Sui complottisti del web che hanno parlato di una ‘falsificazione’ della magnitudo, Vittorio Sgarbi non ha usato mezzi termini: “Dicono delle stronzate, non č che se la magnitudo č piů bassa il governo non paga, il governo deve pagare comunque, il governo deve rispondere, non deve fare delle nuvole del cazzo, non č che la magnitudo dice o meno quello che deve pagare lo stato, chi dice questo č un coglione. Comunque oggi Renzi č stato molto chiaro e ha detto che i soldi ci sono”.
Terremoto, Vittorio Sgarbi sui danni al patrimonio artistico - tag24.it
"Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)


Terremoto, quando il sisma colpisce l'arte (Photostory) - ansa.it
Le mani dei vigili del fuoco proteggono la statua della Madonna rimossa dalla facciata pericolante
della chiesa di Paganica (l'Aquila) recuperata dalle macerie del terremoto del 6 aprile 2009 - © ANSA
"Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)


Davvero triste. Per le persone prima di tutto poi per il patrimonio culturale.
Ma quanti figli del Perozzi in giro...
Travel is fatal to prejudice, bigotry, and narrow-mindedness...
Chi abbandona gli animali č un bastardo!


Rubano dipinto del '600 da chiesa distrutta dal terremoto. Il Parroco: Hanno violentato una comunitŕ.
Si tratta del "Perdono di Assisi', tela datata 1631 del pittore francese Jean Lhomme, che lavoro' anche per il Papa Urbano VIII
Un quadro del '600 č sparito dalla chiesa di Nottoria, un borgo nei pressi di Norcia quasi cancellato dal sisma. I carabinieri stanno indagando per il furto del 'Perdono di Assisi', tela datata 1631 del pittore francese Jean Lhomme, che lavoro' anche per il Papa Urbano VIII.
E' un'opera non celebre tra il grande pubblico ma ben nota agli storici dell'arte che si sono sempre incuriositi su come sia arrivata fino a Norcia, scarseggiando notizie esatte sulla presenza dell'artista transalpino in Valnerina. Comunque sia, il dipinto, che ha il suo valore storico, e' stato portato via.
Avrebbero agito persone esperte. Secondo una ricostruzione "lo hanno staccato dal supporto, lo hanno messo in terra, quindi hanno tagliato lateralmente la tela per separarla dalla cornice", riferisce il parroco di Norcia, don Marco Rufini, da cui dipende anche la chiesa di Nottoria. "Le nostre chiese sono distrutte e sono piene di opere d'arte - aggiunge - Ora, ferita si aggiunge a ferita, al dramma del terremoto si aggiunge questo atto vigliacco e a modo suo simbolico".
Rubano dipinto del '600 da chiesa distrutta dal terremoto. Il Parroco: Hanno violentato una comunitŕ - Video - Rai News
"Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)


Terremoto, viaggio nel bunker delle opere salvate: "Cosě ridiamo vita all’arte"
La storia. Nelle campagne tra Spoleto e Terni c'č un grande capannone che ospita quasi mille capolavori recuperati dalle chiese colpite dal sisma.
Fabio Tonacci
Spoleto. Visti cosě, a terra, da vicino, con quella patina biancastra che si č formata sui volti, sembrano ancor piů sofferenti. Ottocento anni di storia sorvegliati giorno e notte in cinque saloni dove il termometro rimane fisso sui 20 gradi. Le tele del sedicesimo secolo, le croci d'argento, le statue della Madonna, gli altari, i tabernacoli, i rosoni. Tutto ciň che č stato salvato dalle macerie della Val Nerina, l'hanno portato qui. Adagiato su tappetini di plastica. Avvolto nelle pellicole millebolle. Sistemato su scaffali di metallo.
Sono 960 quelle che i vigili del fuoco e i carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale hanno recuperato finora, insieme ai tecnici del ministero dei Beni Culturali. Ogni opera ha una scheda, con la data del salvataggio, il luogo del prelievo, lo stato di conservazione. L'Incoronazione della Vergine dipinta da Jacopo Siculo nel 1541: salvata il 5 novembre dalla chiesa di San Francesco di Norcia, stato buono. La Crocefissione dipinta da Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio, alta quattro metri, datata 1606: salvata il 7 novembre dall'Abbazia di Sant'Eutizio, uno squarcio sulla tela. I due rosoni della chiesa di San Salvatore di Campi di Norcia: salvati il 18 novembre, 40 pietre da ricomporre. Il crocefisso di legno del XV secolo appeso nella cattedrale di Santa Maria Argentea di Norcia: salvato il 10 novembre, spezzato in cinque parti, restauro urgente. Ogni scheda, una promessa di resurrezione.
Prima o poi le rivedremo nel posto dove devono stare, queste opere. Nel frattempo stanno qui, nel bunker antisismico costruito dalla Regione Umbria una decina di anni fa come rifugio temporaneo per l'arte in caso di terremoto. Ci siamo entrati, con la promessa di non rivelarne l'esatta ubicazione né fornire i dettagli del sistema di sicurezza che lo protegge. Č la prima volta che lo utilizzano per il motivo per cui č stato progettato, perché fino alla scossa del 24 agosto non ce n'era stato bisogno. Lo usavano come archivio. Il 21 settembre hanno portato qui tre sculture della chiesa di Santa Maria Assunta di Castelluccio, poi un crocifisso di legno, poi due campane dell'oratorio di Norcia. Sembrava finita lě, o quasi. Invece c'č stato il 26 ottobre, e poi il 30 ottobre. Il migliaio circa di oggetti ora custoditi provengono da 37 siti umbri: 35 chiese, il museo della chirurgia di Preci, il museo civico della Castellina di Norcia. E ne continuano ad arrivare.
Il sistema di areazione garantisce una temperatura costante di 20 gradi, e un tasso di umiditŕ del 55 per cento, ideale per conservare il legno antico. La prima sala, dopo il portone in acciaio, la chiamano "il pronto soccorso". Agganciate ai pilastri in cemento armato ci sono quattro aspiratori blu, che servono per togliere la polvere delle macerie. "Appena ci portano un'opera, ne verifichiamo lo stato di conservazione e lo schediamo", spiega Margherita Romano, funzionaria della Soprintendenza umbra e storica dell'arte. Č una delle mamme di questo posto, maneggia croci e cristi con la delicatezza con cui si abbraccia un neonato. Su uno scaffale di acciaio che pare il letto di un autopsia c'č quello che resta del crocifisso ligneo della cattedrale di Norcia. Il tronco č spezzato in due, la testa č staccata dal viso e sugli occhi si č formato uno strato di muffa blu ("colpa dell'umiditŕ cui sono stati esposti dopo i crolli, che ha creato anche la patina biancastra"), la barba e i capelli sono in frantumi.
Inutile chiedere alla signora Romano quale sia l'oggetto piů pregiato, o quanto valga in milioni di euro il patrimonio contenuto nella pancia del deposito: per lei tutto vale tantissimo e non ha "figli" preferiti. "Certo, quando hanno preso il bassorilievo della Madonna Bianca di Ancarano, a Norcia, realizzata dal fiorentino Francesco di Simone Ferrucci, mi sono emozionata", ricorda, mentre solleva il cellophane che copre i lineamenti di Maria. "La fase dell'emergenza purtroppo si č prolungata", spiega la soprintendente umbra, Marica Mercalli, che gestisce il deposito grazie a una convenzione tra il Mibact e la Regione. "Le opere rimarranno almeno per i cinque anni della durata del mandato della soprintendenza speciale costituita nel cratere. Creeremo anche un laboratorio di restauro per i primi lavori di messa in sicurezza e di conservazione. Avere un deposito cosě č fondamentale per intervenire in momenti di emergenza, magari lo avessero tutte le Regioni". Anche le opere d'arte hanno bisogno di un rifugio dove sfollare.
Terremoto, viaggio nel bunker delle opere salvate: "Cosě ridiamo vita all’arte" - Repubblica.it
"Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)


Che tristezza Tomŕs, io sono umbra-marchigiana , oltre a piangere amici e parenti , piango anche per le opere perdute . grazie per questo 3d .
_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giň)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()


Ma quanti figli del Perozzi in giro...
Travel is fatal to prejudice, bigotry, and narrow-mindedness...
Chi abbandona gli animali č un bastardo!


_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giň)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()