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Discussione: "Hitler era cattolico"

  1. #91
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    Predefinito Rif: "Hitler era cattolico"

    In un momento di massima tensione fra Chiesa Cattolica e Terzo Reich, quando appunto avvenne la famosa visita di Hitler a Roma, l'allora Papa Pio XI non ebbe remore ad affermare:

    Ed un’altra osservazione vogliamo pure fare, e questa è un richiamo alla grande e gloriosa memoria di Leone XIII. Ripensando alla recente apoteosi in questa stessa Roma, preparata ad una croce nemica della Croce di Cristo, a questa vulnerazione del Concordato ed alle altre cose sopra accennate, non sembrava soverchio neanche a Noi lo sperare un riguardo almeno alla Nostra canizie; si volle invece andar oltre ruvidamente. E questo richiamo: facciamo sia per onorare la memoria veramente onoranda di quel grande Pontefice, sia per metterCi davanti allo spirito di quel magnanimo perdono, ed imitarne, come di tutto cuore facciamo, il nobilissimo esempio, pregando altresì il buon Dio che si degni illuminare le intelligenze e muovere i cuori nel senso della verità e della giustizia, che sono anche le sole vere e solide basi del benessere degli individui e dei popoli ancora, mentre sta scritto nel libro divino: Miseros facit populos peccatum.

    Allocuzione "Con grande, profondo"


    Anche in questo caso, urge sottolineare come la Santa Sede fu sempre disponibile al dialogo e alla riconciliazione, mentre, dall'altra parte, l'atteggiamento fu molto più ostinato e poco aperto.
    Infatti, riguardo alla visita di Hitler in Italia:

    "Stamane, riferisce Ciano il 19 aprile all'Ambasciata di Berlino. parlando con il Segretario di Stato, ho riportato il discorso sull'eventuale visita del Fuhrer al Papa. Il porporato si è mantenuto riservato. Egli però si è detto convinto che il Signor Fuhrer non farà mai la pubblica dichiarazione pretesa dal Pontefice. Ho osservato che se il Signor Fuhrer dimostrasse il serio proposito di fare visita al Santo Padre, forse il Pontefice s'indurrebbe, alla fine, a dare prova di spirito conciliante. Il Cardinale Pacelli mi ha dato l'impressione di condividere il mio parere."

    ASDMEI, Affari politici (1931-1945), Germania, b.49 (1938), fascicolo 2, Viaggio di Hitler in Italia

  2. #92
    puttuio!
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    Predefinito Rif: "Hitler era cattolico"

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Vuoi sapere perchè il Papa non denunciò "camere a gas" o robe del genere? Semplicemente perchè non aveva alcuna prova sicura che esistessero.
    Citazione Originariamente Scritto da pseudovector Visualizza Messaggio
    Che non sapesse non ci credo proprio.
    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Come no? Ci sono più documenti storici che provano che Pio XII più volte chiese agli Alleati le "prove" di quanto sostenevano in merito e questi mai gliele fornirono.

    Ah perchè tu credi che prima della guerra ci fossero delle "deportazioni" di ebrei su larga scala? repapelle: ostridicolo:
    Citazione Originariamente Scritto da pseudovector Visualizza Messaggio
    e chi sta parlando di deportazioni?
    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Tu?
    Citazione Originariamente Scritto da pseudovector Visualizza Messaggio
    No.

    Mi pare evidente che stavate parlando di deportazioni e camere a gas, e non di leggi raziali. Ha ragione Gio, caro pseudovector, sei saltato di palo in frasca.

    Cerchiamo di discutere correttamente. L'argomento è interessante e utile per tutti quanti credo.
    L'imitazione è la più sincera forma di adulazione.(Charles Caleb Colton)

  3. #93
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    Predefinito Rif: "Hitler era cattolico"

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Secondo te quindi perchè Pio XII chiedeva le prove agli Alleati, senza ottenerle? Il Sommo Pontefice, secondo te, chiedeva informazioni che già aveva? Questo è assurdo pensarlo.
    Diciamo che trovi sgradevole pensarlo.

    Bene. Allora, ripeto, non vedo il problema.
    Il punto è la chiesa, pur potendo, non fece resistenza alla promulgazioni di leggi razziali. È vero che le condannò in generale, ma con toni blandi e senza efficacia.
    Oltretutto la maggior parte dei vescovi era favorevole al regime e decisamente antigiudaica.

  4. #94
    cancellato
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    Predefinito Rif: "Hitler era cattolico"

    Citazione Originariamente Scritto da :Esther: Visualizza Messaggio
    Mi pare evidente che stavate parlando di deportazioni e camere a gas, e non di leggi raziali. Ha ragione Gio, caro pseudovector, sei saltato di palo in frasca.

    Cerchiamo di discutere correttamente. L'argomento è interessante e utile per tutti quanti credo.
    gli argomenti erano due e erano ovviamente separati.

    (a domani)
    Ultima modifica di pseudovector; 20-07-10 alle 17:37

  5. #95
    ...
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    Predefinito Rif: "Hitler era cattolico"

    Citazione Originariamente Scritto da pseudovector Visualizza Messaggio
    Diciamo che trovi sgradevole pensarlo.
    Sarebbe sgradevole pensare che il Vaticano, pur sapendo quelle cose, a differenza degli altri Stati, chiedeva a loro per far finta di non sapere (come loro)?



    Se è c ome tu dici, che la chiesa essendo ben diramata doveva sapere, come mai nessuno chiese ad essa? :mmm:

    A me sembra che abbia ragione Gio': è semplicemente assurdo pensare tutto ciò, altro che sgradevole.
    Ultima modifica di Cuordy; 20-07-10 alle 18:03
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


    "Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.

  6. #96
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    Predefinito Rif: "Hitler era cattolico"

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Ho letto il tuo post e ci sono molte cose che condivido, ma devo farti due appunti: la nomina a Cancelliere di Hitler fu voluta principalmente da Franz Von Papen, che apparteneva all'ala reazionaria e di destra del Zentrum, il partito cattolico tedesco di allora.
    Dopo il discorso al Reichstag di Hitler nel quale il Fuehrer riconobbe pubblicamente la necessità di un Concordato e il ruolo fondamentale e decisivo della Chiesa Cattolica nella società, i vescovi cattolici revocarono le precedenti interdizioni ai sacramenti per gli iscritti al NSDAP.
    E' noto infatti che gli stessi membri dello Zentrum partei votarono a favore dei pieni poteri ad Adolf Hitler.
    Carl Schmitt, noto giurista tedesco, aderì al NSDAP proprio in quel clima e contesto storico di compromesso e al tempo stesso adesione dei cattolici tedeschi col e al nazionalsocialismo.

    Non credo sia proprio il caso di parlare di alleanza. All'epoca, la Chiesa Cattolica in Germania sottolineò più volte la sua distanza con gli ebrei, proprio per rimarcare agli occhi dell'autorità che quelle di Der Stuemer e di alti esponenti del nazionalsocialismo su presunte affinità fra cattolici ed ebrei erano balle.
    D'accordo su Papen (che peraltro oscillava sempre tra appartenenza allo Zentrum e affiliazioni a gruppi nazionalconservatori come l'Herrenklub, senza mai prendere una posizione netta)
    Il concordato fu voluto anche da Pacelli, che bisognerebbe ricordarlo, era una autorità indiscussa in seno all'episcopato tedesco. Forse solo Von Galen poteva fargli da contraltare, ma la sua forza sarebbe apparsa dopo.
    Quando Pacelli era divenuto già Pontefice e quindi " inattaccabile".
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  7. #97
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    Predefinito Rif: "Hitler era cattolico"

    Citazione Originariamente Scritto da pseudovector Visualizza Messaggio
    Diciamo che trovi sgradevole pensarlo.
    Secondo te qualcuno chiede a qualcun altro informazioni che ha già? Ovviamente, no.
    Io non trovo sgradevole pensarlo: neanche "credo" alle camere a gas perchè, secondo me, se la prova dell'utilizzo di queste è una confessione estorta sotto tortura e parecchio contraddittoria, fatta per lo più in occasione di un processo-farsa come quello di Norimberga (farsa che, oltre tutto, Pio XII in tempi non sospetti, prima ancora che terminasse il secondo conflitto mondiale, disse che si doveva evitare), allora siamo di fronte ad una "non-prova".
    Ma, ammesso e NON concesso, che siano state effettivamente utilizzate le camere a gas come strumento di tortura e morte da parte del Terzo Reich, allora dobbiamo trarre la stessa conclusione: la Chiesa, così come tanti altri, non sapeva e, di fronte a ripetute e insistenti richieste del Pontefice agli Alleati, non venne adeguatamente informata.

    Il punto è la chiesa, pur potendo, non fece resistenza alla promulgazioni di leggi razziali. È vero che le condannò in generale, ma con toni blandi e senza efficacia.
    Oltretutto la maggior parte dei vescovi era favorevole al regime e decisamente antigiudaica.
    Essere anti-giudaico per motivi teologici, religiosi e confessionali non significa essere anti-semita: come ti è già stato detto, sono due cose diverse.
    La Chiesa pre-conciliare è sempre stata a favore di una moderata legislazione anti-giudaica e questo fu il motivo per cui anche in Italia non ci fu una condanna totale delle leggi razziali.
    Però la Chiesa ha sempre sottolineato che le leggi di separazione fra ebrei e non ebrei dovevano essere dettate comunque da uno spirito di carità e giustizia e, soprattutto, da motivazioni religiose e spirituali più che razziali.
    Se a te questa visione non sta bene, è un problema tuo, non della Chiesa.

  8. #98
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    Predefinito Rif: "Hitler era cattolico"

    Ma anche se fosse stato cattolico, a me, COSA CAXXO CAMBIAVA???
    Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!

  9. #99
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    Predefinito Rif: "Hitler era cattolico"

    Citazione Originariamente Scritto da Popolare Visualizza Messaggio
    Ma anche se fosse stato cattolico, a me, COSA CAXXO CAMBIAVA???
    Per i diffamatori cambia e molto.
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


    "Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.

  10. #100
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    Predefinito Rif: "Hitler era cattolico"

    La storia ha dimostrato che la grande epurazione razziale voluta da Adolf Hitler fu in realtà una grande persecuzione religiosa.


    Il dittatore tedesco affermò in più di un'occasione: «E' una questione decisiva, non è possibile essere cristiani e tedeschi insieme: o si è l'uno o si è l'altro!»

    Tra il 1933 e il 1936 il pontefice Pio XI inviò ben 34 lettere di protesta al governo del Reich finchè, vedendosi inascoltato, pubblicò il 14 marzo 1937 la grande Enciclica contro il nazismo, Mit brennender Sorge, che iniziava con queste parole: «Con cocente preoccupazione e crescente sgomento osserviamo il doloroso cammino della Chiesa... Chi pone la razza o il popolo o lo stato sopra di tutto, anche dei valori religiosi, e li adora idolatricamente, deforma ed inverte l'ordine delle cose create e volute da Dio». Insieme al Papa insorsero contro il nazismo, i vescovi tedeschi. Nelle sue prediche domenicali egli denunciò sistematicamente come antiumano ed anticristiano il programma eugenetico di Hitler, diretto ad eliminare tutti gli infermi inguaribili o i minorati mentali. Intanto in Germania e nei Paesi occupati cominciarono a sorgere i campi di concentramento (Lager), dove in pochi anni troveranno martirio e morte milioni di innocenti, tra cui un innumerevole parte di cristiani. Già negli anni 1940-41, nel solo campo di Dachau, erano concentrati diverse migliaia di sacerdoti cattolici, quasi tutti uccisi nel campo o durante i cosiddetti «trasporti invalidi in altri campi», durante i quali venivano segretamente eliminati. Nella spedizione del 31 ottobre 1941 partirono da Kostantinow più di 2.800 sacerdoti, ma a Dachau ne arrivarono solo 130: tutti gli altri erano stati eliminati durante il viaggio. All'interno dei campi nazisti la peggiore crudeltà era diretta contro le persone religiose, sia cristiane che ebree; a riguardo va rimarcato che il famigerato dottor Schilling aveva organizzato un «centro sperimentale contro la malaria», usando come cavie i sacerdoti, specialmente se polacchi, contro i quali nutriva un odio particolare. Per le guardie dei Lager, «prete e cane» erano sinonimi. I sacerdoti erano sottoposti a lavori pesantissimi ed inutili e spesso, morivano per infarto cardiaco. La Polonia fu il tragico simbolo, ad ondate successive, sia della persecuzione nazista che di quella comunista. Nel 1939, in seguito al Patto Molotov-Ribbentropp, il suolo polacco fu invaso da Ovest dalle truppe naziste e da Est da quelle comuniste; il totalitarismo vi rimase fino al 1989 quando, in seguito alla rivolta popolare del sindacato cattolico Solidarnosc, il regime comunista cominciò a crollare. Secondo calcoli attendibili, 3650 preti e religiosi polacchi finirono nei campi di concentramento nazisti, specialmente in quelli di Dachau e di Auschwitz e di essi più di tre quarti vi morirono per stenti, o vi furono uccisi. Nel campo di Auschwitz i nazisti concentrarono gli ebrei catturati in tutte le nazioni occupate dal Reich e ne fecero una strage immane, eliminandone nelle camere a gas dai quattro ai sei milioni. Fu un vero genocidio. Ad Auschwitz furono uccisi anche più di tre milioni di cattolici polacchi, in gran parte proprio perché cattolici e, fra questi, un quinto di tutti i preti di Polonia. L'olocausto ci fu dunque sia per gli ebrei che per i cristiani.

    Circa la persecuzione comunista va detto che già nel 1939 più di mezzo milione di cattolici polacchi erano stati deportati in Siberia e di essi nessuno ha mai più saputo quale fine essi abbiano fatto. Nel 1945, alla fine della guerra, i sovietici invasero nuovamente la Polonia, imponendole il cosiddetto «governo provvisorio» comunista che, oltre a derubarla di quasi tutta la produzione agricola, impose al popolo l'ateismo marxista. Tra gli anni 1945 e 1947 un centinaio di sacerdoti, tra i più attivi in campo religioso e sociale, scomparvero misteriosamente e, molto probabilmente, morirono martiri. Sull'esempio del nazismo, anche il comunismo scatenò una dura repressione legale contro la Chiesa, confiscando le proprietà, le scuole e le opere di carità, trasformandole in Organizzazioni anticristiane. Poi si passò all'arresto dei vescovi che si opponevano al comunismo: nel 1953, in particolare, fu arrestato il cardinale Stefan Wyszynski, insieme a molti vescovi e 900 sacerdoti. Nel 1955 furono incarcerati più di 2000 tra preti e laici che si opponevano all'ateismo di stato. La polizia comunista arrivò all'assurdo trafugando l'icona della Madonna nera di Czestochowa (assurta a simbolo della fede cattolica polacca), per sottrarla alla venerazione dei fedeli!

    Quando negli anni '80 il movimento cattolico anticomunista Solidarnosc, forte di 10 milioni di sostenitori, scese nelle piazze in difesa della libertà sociale e religiosa della Polonia, la Madonna Nera era già stata «liberata» dal popolo. E fu proprio in questo clima di fervore e di tensione che l'ateismo comunista «donò» alla Chiesa l'ultimo martire polacco: il sacerdote Jerzy Popieluszko. Nel 1989, grazie proprio alla spinta decisiva di Solidarnosc (supportata da Giovanni Paolo II il Grande), il comunismo sovietico sarebbe crollato come un albero marcio, prima in Polonia e poi negli altri stati del blocco sovietico, anche se le sue radici atee e violente sono rimaste qua e là e affliggono tuttora intere nazioni (Cina, Corea del Nord, Cuba, Vietnam) ove proliferano dittatura, persecuzione, miseria.

    Il comunismo sovietico non si limitò a perseguitare i cristiani in patria, ma propagò a tutti gli stati assoggettati all'impero di Mosca il suo livore anti-religioso. A partire dalla Lituania, popolata in gran parte da cattolici, le cui scuole religiose vennero confiscate, l'insegnamento della religione dichiarato «attività anti-sovietica» e perseguito con l'arresto e la deportazione. Le festività religiose furono abolite e i libri religiosi sequestrati e distrutti. La persecuzione colpì duramente e i cattolici lituani scrissero al Papa, nel 1947, la seguente missiva: «Nel solo mese di giugno del 1941 i sovietici hanno arrestato 40.000 lituani: uomini, donne, vecchi e bambini; li hanno caricati su carri bestiame e li hanno deportati in Siberia. Con i nostri occhi abbiamo visto i corpi di chi non riusciva a sopravvivere agli stenti, gettati ai bordi delle strade». Si calcola che, su una popolazione di quasi 4 milioni di abitanti, un milione e mezzo di lituani sia «sparito» nei Gulag comunisti della Siberia. Analogo «trattamento» fu riservato ai cristiani in Romania, Cecoslovacchia, Ungheria, Bulgaria, Germania Est, Albania, Jugoslavia. In tutti questi Paesi i comunisti, una volta impossessatisi del potere, perseguitarono sistematicamente le Chiese, in particolare quella cattolica: tutte le Chiese, le scuole e gli ospedali cattolici venivano confiscati; gli Ordini religiosi dichiarati fuori legge; moltissimi cristiani, specialmente sacerdoti, arrestati, torturati fino alla morte, senza lasciare traccia di sé.

    Particolarmente atroce fu la persecuzione in Romania, nelle cui carceri il regime comunista sperimentava metodi di tortura bestiali, specialmente sui giovani studenti cattolici e sui seminaristi rinchiusi in prigione per la loro fede. Nel carcere di Potesti, 130 km ad Ovest di Bucarest, i ragazzi venivano percossi a sangue, poi costretti a pulire i pavimenti imbrattati di sangue e di sporcizia con uno straccio tenuto tra i denti; il cibo era loro servito nello stesso vaso usato per defecare. Chi vomitava era costretto a ingurgitare il proprio vomito. I giovani erano spesso privati del sonno: chi si addormentava veniva svegliato a colpi di tubo di gomma assestati sulle piante dei piedi e, per punizione, veniva costretto a camminare per ore ed ore nel cortile del carcere senza potersi fermare un istante. Questa tortura giungeva quasi sempre a togliere la conoscenza e in qualche caso portava alla morte. Alto il tributo di sangue pagato anche dalla Cecoslovacchia, di cui si ricordano in particolare i 7000 sacerdoti internati nei campi di lavoro forzato e la splendida figura di Suora Zdenka Schelingova. Sorpresa ad aiutare la fuga dall'ospedale di Bratislava di un sacerdote che doveva essere deportato in Siberia, fu condannata a 16 anni e rinchiusa nel carcere di Praga, dove subì quotidianamente torture disumane: appesa a testa in giù e picchiata per ore ed ore. Ridotta così in fin di vita, morì tre mesi dopo il rilascio. Dal 1968, dopo la cosiddetta «Primavera di Praga» soffocata nel sangue dai carri armati russi, la persecuzione comunista riprese più violenta. Si tentò l'eliminazione totale dei vescovi, mediante uccisione, imprigionamento o deportazione in Siberia. Migliaia di martiri si contano anche in Bulgaria, tra i quali si distingue la nobile figura del vescovo di Russe, il beato mons. Eugenio Bossilkov, giustiziato dopo inumane torture nel 1952. Crollato il comunismo si tracciò il bilancio dell'immane persecuzione: quasi tutti i vescovi albanesi uccisi tra torture dolorosissime; su un totale di 256 preti ne erano rimasti solo 27, mentre decine di migliaia di cristiani risultavano uccisi.

    http://www.7doc.it/sociologia/32490-...xx-secolo.html
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