









io da ragazzino, estate torrida e finestre aperte quasi sempre.
notte, silenzio assoluto ...
versi sommessi di un vicino malato da tempo ....
grida dei familiari ... "dai respira ... respira" .... per qualche minuto ... poi la disperazione di questi, anche il loro cane guaiva
come se fossi stato là anch'io
Truth is a paradox and relativism his compass.


invece se passi mesi a lavorare in ospedale, la prendi come una cosa "normale" anche perche' pensi anche, se vuoi diventare infermiere od OSS, che lasciarsi andare ad emozioni sia poco professionale.
"il paziente del letto 8 e' deceduto" e passi annanzi. anzi, pensi brutalmente di avere del lavoro in meno, e che il deceduto si sia liberato da un'agonia, per cui invece ti senti sollevato. io, a fine turno, andavo a letto e dormivo come se nulla fosse. poi per carita' e' soggettivo.








là erano solo terminali.
altro che emozioni, là se i pazienti creavano "fastidi " (chiamavano troppo gli infermieri) gli sparavano subito oppiacei così potevano star tranquilli a far le parole crociate.invece se passi mesi a lavorare in ospedale, la prendi come una cosa "normale" anche perche' pensi anche, se vuoi diventare infermiere od OSS, che lasciarsi andare ad emozioni sia poco professionale.
Truth is a paradox and relativism his compass.