Stavo pensando che anche in questi lidi (quindi tralasciando il cristianesimo) si può parlare e ragionare sul peccato originale.
Cosa ne pensate?


Stavo pensando che anche in questi lidi (quindi tralasciando il cristianesimo) si può parlare e ragionare sul peccato originale.
Cosa ne pensate?
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...




Se sei nata qui vuol dire che già avevi un accumulo karmico che ti ha impedito la ricongiunzione.
Tutti siamo nati con questo "fardello".
Se c'è un fattore che accomuna ogni essere umano su questo mondo alla luce delle tradizioni orientali è proprio, come mi insegni, il primo "atto " che ha mosso il karma e che tutti, indistintamente, riguarda.
In termini più romantici, immaginiamo la lavagna nuova ed intonsa e pura e piena di ogni possibilità narrativa del nostro primo giorno di scuola...dopo il primo segno di gessetto, seguito dagli altri, essa - per quanto si usi con forza e disciplina il cancellino - non ritornerà più com'era prima del primo segno, com'era nella sua originalità.
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


Non esiste alcun "primo atto", dato che la creazione è un atto eterno ed avviene fuori da ogni temporalità. Soprattutto noi non sappiamo da dove veniamo, cosa eravamo "prima" , SE eravamo qualcosa, la nostra mente è prigioniera della struttura temporale e non sappiamo ragionare senza un "prima" e un "dopo", senza una causalità (la lavagna pulita che ad un certo momento viene "segnata")
Le cose non stanno così come potrebbe apparire. Potremmo provenire da chissà quale realtà "altra", per noi inimmaginabile, potremmo essere uomini dopo essere magari più volte regrediti nel regno animale per chissà quali ragioni, e soprattutto....OGGI siamo uomini e donne, ma nel manifesto non esistono solo uomini e donne...ma angeli, demoni, dei, creature dell'invisibile di vario tipo, nei cui regni noi potremmo aver transitato in una delle innumerevoli tappe che conducono all'evoluzione.
Siamo figli della Vedova...o della Prostituta?
Nel grande e incessante gioco dinamico della trasmigrazione tutto è possibile, tutto può essere stato.
Domandarsi dell'"atto primo" è francamente puerile. La nostra ignoranza è abissale.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Xunzi sosteneva che la natura umana e' problematica e necessita di correzione, ma non attribuiva tale stato di cose a un peccato o roba simile.
L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio


"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)




Se c'è una cosa su cui le tradizioni spirituali orientali convergono (salvo declinazioni e specifiche di grado diverso) è che, al netto della concezione del tempo, c'era un "prima" e ci sarà un "dopo", eterni, in cui la legge del karma, rispettivamente, non poteva essere attivata (il luogo/non luogo puramente spirituale senza alcun condizionamento della natura duale,in assenza di atto idoneo ad innescare i cicli) e si risolverà in una cessazione liberatoria degli stessi ritorni karmici.
Mi sorprende molto sentire che non vi è secondo te un processo di causa ed effetto tra gli atti che muovono il karma e non risolvono la dualità, di modo che si possa accettare l'esistenza di un atto originale - al di fuori del mero ambito spiritual, divino e metafisico che non è soggetto al samsara - che abbia iniziato il processo.
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


Se non vi fosse problematicità o se semplicemente si prendesse atto della stessa in maniera neutral, non si capirebbe l'innata tensione dell'essere umano alla trascendenza e/o alla ricerca della Verità: evidentemente una sorta di "distacco" (se non ci piace parlare di caduta) è indissolubilmente legata al nostro concepimento.
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


Ma è OVVIO, scusa...la Tradizione parla a gente immersa nella temporalità e non in grado di concepire qualcosa fuori di essa. Ecco la ragione dell'uso di "prima" e "dopo": non si può prescinderne.
E' altrettanto OVVIO che in quest'ottica si narri di un momento senza macchia karmica e di successivi momenti in cui questa verginità originaria è infranta. Altresì OVVIO che si narri di un ritorno alle origini in cui vi sarà liberazione dal servaggio.
Ma in realtà già nell'oltrepassare la sfera della mente il senso del tempo scompare....bisognerà vedere a quel punto come l'asceta vedrà la cosa dalla sua nuova ottica, sempre che ne abbia una nel suo divenire il centro dell'universo. Ho idea che le cose viste da là siano un tantino differenti....![]()
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(Sutra di diamante)