Se è ben chiara e definita con un punto-e-a-capo, che non ammette declinazioni ulteriori, l'incompatibilità tra anarchia e religione, mi chiedo invece se e come le varie correnti dell'anarchismo possano agire gli ambiti della spiritualità (deprivata, in una sorta di kenosis, dell'Ente personale o dei derivati teofisici e/o metafisici).
Ho in mente queste parole di Stirner il quale sembrerebbe, dalla sua prospettiva individualista, chiudere il discorso.
"Solo quando sono sicuro di me e non vado più in cerca di me stesso, sono veramente mia proprietà: io ho me stesso, per questo faccio uso e godo di me. Io non posso mai rallegrarmi di me, invece, finché penso che devo ancora trovare il mio vero io e che chi vive in me non sono io, ma è Cristo o qualche altro io spirituale, cioè qualche fantasma, per esempio il vero uomo, l'essenza dell'uomo e simili. (L'unico e la sua proprietà)“.
Cosa ne pensate?




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