Non più sulla classica buccia di banana, che nei convegni non s'usa buttare a terra ma su quell'altra sostanza, altrettanto ecologica e vagamente profumata che si cerca d'evitare negli alpeggi, pare sia incespicato ieri il nostro baldo Ducetto che, microfono alla mano, dopo aver incantato la platea dei suoi accoliti con vane ed irrealizzabili promesse condite da futuribili minacce del "dopo diluvio", si è sperticato in - a mio modesto avviso - improvvide dichiarazioni autolesionistiche riguardanti la gestione dei rifiuti romani.
Cioè quella gestione che solo fino a 4-5 mesi addietro era governata da una amministrazione a maggioranza piddina.
Cioè del suo partito.
Cioè di quel partito che, fino a prova del contrario, si dice, si presume, si indaga se sia coinvolto, intrallazzato o colluso con certi ambienti poco "puliti" per non dir di peggio.
A me interessa poco se l'attacco sia rivolto al nuovo "nemico" sindaco di Roma (un nemico, quando si è in difficoltà, se non c'è lo si inventa...) o se invece, come presumo, questa estemporanea ulteriore sparata sia conseguenza di un evidente stress fisico e psichico che si può osservare e constatare nel personaggio.
Lo abbiamo notato venerdì sera... quei sorrisetti nervosi, quegli scatti improvvisi ancorché immediatamente repressi, il continuo inseguire la telecamera, la rabbia interiore di dover controllare e reprimere la naturale esuberanza di fronte alla "sapienza costituzionale" che lo costringeva talvolta a scendere sul terreno dell'avversario anche se, poi, era sempre pronta la scappatoia della NON RISPOSTA e del parlare d'altro.
Un ometto nervoso, sempre più nervoso. Isolato, e circondato da nemici sempre più numerosi soprattutto fra i suoi non più disposti a seguirne i vaneggiamenti del tipo "i voti si prendono a destra".
Un uomo così, con il potere totale che detiene, comincia ad essere pericoloso.
Lo vediamo dalle promesse che fa pur di accaparrare consensi, tutte buone cose apparentemente ma che, qualora approvate e in caso di elezioni anticipate, sarebbero una pesantissima zavorra per il successore.
Per il bene di tutti, allora, io spero che questo signore si prenda una settimana di riposo (riposeranno così anche i servitori della carta stampata) lontano da tutti per ritemprare il fisico (quella pancetta esagerata non gli dona) e le meningi nella speranza che, al rientro, sia più rilassato e calmo.
E non spari più stupidaggini.
Kobra




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