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Discussione: Napoli d'agosto

  1. #11
    emiro omofobo meridionale
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    Predefinito Re: Napoli d'agosto

    a parte il fatto che questo video e di almeno un paio di anni fa, generalmente chi viaggia sui ciclomotori senza casco ed in più persone, lo fa in strade secondarie, è molto difficile vedere scene del genere nella riviera di chiaia dove è stato girato il video, inoltre mi sembra molto strano che il passeggero dell'auto si sia accorto dello scooter che arrivava dietro di lui ed abbia avuto il tempo di prendere il telefonino e filmare tutto, ed il fatto che sia stato publicato per primo dal mattino, giornale che benché sia formalmente di Napoli, ha un'atteggiamento razzista nei confronti di Napoli e dei napoletani ancora più estremo della padania e di libero, atteggiamento che si è fatto più esasperato negli ultimi cinque anni, poiché il suo padrone romano di merda caltagirone, è incazzato con il sindaco che giustamente non gli ha fatto costruire l'inceneritore a ponticelli e si oppone al commissariamento di bagnoli, che consentirebbe a caltagiorne di costruire ecomostri sui suoli ex cementir di Bagnoli, quindi ho il fortissimo sospetto che questo video sia una bufala fatta con attori pagati, dato che il mappino non è la prima volta che si invent bufale, basta bìpensare all'accoltellamento in realtà mai avvenuto a sedicenti tifosi dello spartak praga giunti a napoli per la partita di europa league, ai commercianti di porta capuana che difendevano i ladri che avevano scippato la sorella di un immigrato africano, addirittura sonmo arrivati a ripescare la vecchia bufala delle magliette con le finte cinture di sicurezza, sostenendo che erano si un'invenzione dello psichiatra da strapazzo ciaravolo, ma che i napoletani avessero preso spunto dalla sua idea mettendole in commercio davvero
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  2. #12
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    Predefinito Re: Napoli d'agosto

    Citazione Originariamente Scritto da don Peppe Visualizza Messaggio
    tu non sei lo stesso che difendeva la pratica delle impennate, vantandoti di averle fatte da giovane sul tuo scooter truccato?
    Fammi capire come mai non rispettare il codice della strada impennando con uno scooter e truccandogli il motore, mettendo a repentaglio la propria ed altrui incolumitàe solo semplice trasgressione che deve essere praticata da ogni ragazzo, mentre trasgredire il codice della strada andando in più persone su di uno scooter, è un segno di inciviltà, solo perché lo fanno i napoletani.
    Sono incivili sia coloro che truccano gli scooters e fanno le impennate che coloro che viaggiano in più persone su uno scooter senza casco, al limite se i polentoni fanno le impennate con gli scooter truccati
    A dir la verità avevo 14 anni e si parla degli inizi anni '80 e per strada girava il 40% in meno di auto di oggi. I genitori di questo stuolo di figli mi pare ne abbiano anche più di 30 e poi sai benissimo come funge, scooter si casco no ma questo va bene in Nigeria non in Italia... o almeno dovrebbe essere così.
    Una cosa però la scrivo in difesa dei senza casco/multi figli e cioè; se a casa loro nessuno delle autorità pagate dallo Stato fa niente perché dovrebbero seguire regole che non sono richieste?
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  3. #13
    emiro omofobo meridionale
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    Predefinito Re: Napoli d'agosto

    Citazione Originariamente Scritto da BlackSheep Visualizza Messaggio
    siamo in europa
    esmpio di guida sicura dei polentoni di merda, ci tengo a precisare che la cosa mi fa piacere così muioino e si levano dai coglioni





    10 km contromano autostrada A14

    BreBeMi: in contromano in autostrada, tragedia sfiorata

    da notare che tra i polentoni di merda, la pratica di guidare dopo avere bevuto alcolici è così diffusa, che i loro politici di merda la difendono a scopi alettorali

    Zaia: "Lecito guidare dopo 2 bicchieri Non è l'alcol la causa degli incidenti" - cronaca - Repubblica.it

    Il ministro Zaia - NON ABBASSATE IL LIMITE DELL'ALCOL - Sicurezza - Quattroruote.it
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  4. #14
    emiro omofobo meridionale
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    Predefinito Re: Napoli d'agosto

    i like di skifezz sono altamente sgraditi, quindi lo invito a non mettermeni più e ad ignorarmi


    @Lars
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  5. #15
    emiro omofobo meridionale
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    Predefinito Re: Napoli d'agosto

    vorrei fare notare che a Napoli percentualmente rispetto al numero di abitati, ci sono molti meno incidenti mortali rispetto a molte città patane ed a roma, quindi sarebbe bene parlare anche delle stragi del sabato sera e dell'abitudine di guidare in stato di ebrezza più diffusa a nord che a Napoli

    I dati sulle province più pericolose d’Italia: il numero di incidenti comune per comune. Il datablog del Corriere della Sera - Corriere.it

    Incidenti stradali



    I numeri
    |mercoledì 27 gennaio 2016 Le province più pericolose d’Italia
    (con più di una sorpresa)
    e i dati comune per comune


    di Lorenzo Bodrero


    4
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    21






    È diretto sul luogo di lavoro, Ercole Russo, quando a bordo della sua Harley Davidson, la mattina del 16 marzo 2014, perde il controllo durante una curva, l’ultima prima di entrare a Foggia. L’impatto contro il guardrail è violentissimo. Da lì a pochi minuti, ai sanitari del pronto soccorso non rimane altro che certificare la morte del quarantenne. Dodici giorni prima, sempre nei pressi di Foggia, avevano perso la vita altri due conducenti, in due distinti incidenti. Sono tre delle nove vittime della strada registrate nel solo mese di marzo 2014 a Foggia, una provincia da bollino nero in fatto di sicurezza stradale: nel 2014, quella pugliese è risultata la meno sicura d’Italia, peggiorando il risultato dell’anno precedente quando si era classificata al terzo posto.

    Il risultato emerge da una ricerca del Corriere della Sera basata sui dati forniti dall’Istat, secondo cui, in media, sono 4.400 all’anno le vittime di incidenti stradali in Italia nell’ultimo decennio, di cui 3.381 nel 2014 (ultimo dato disponibile). Il computo totale registra uno 0,6% di vittime in meno rispetto al 2013, un calo ben al di sotto della media degli ultimi dieci anni. I dati parziali riferiti ai primi sei mesi del 2015 diffusi dal centro nazionale di statistica fanno inoltre scattare un allarme: la mortalità sulle strade è cresciuta dell’1% rispetto al primo semestre 2014.




    Il viale dei Cipressi di Castagneto Carducci, in Toscana, considerato una delle strade più belle d’Italia e resa celebre dal poeta Giosuè Carducci
    L’inversione di tendenza è da attribuirsi all’aumento di vittime all’interno dei centri urbani: +7,4% nei primi sei mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014. « L’aumento delle vittime è un fenomeno che interessa molti altri paesi Ue, non solo l’Italia», spiega al Corriere Lucia Pennisi, coordinatrice dell’area statistica per l’Aci, «ed è la conseguenza di diversi fattori». Dall’inizio della crisi economica ad oggi vi è stata una ripresa della mobilità. Più auto e camion per le strade, maggior numero di veicoli durante i weekend e le festività. L’utilizzo degli smartphone mentre si guida, non solo per le chiamate quanto per mandare messaggi. Ma anche un aumento di utenti «deboli», come ciclisti e pedoni. Nelle città, secondo Pennisi, «influenzano la sicurezza stradale anche la precaria qualità dei mezzi pubblici e del manto stradale urbano». Inoltre, l’attenzione pare essere calata anche a livello mediatico. «Durante l’introduzione della patente a punti, i media ponevano molta più attenzione sulla sicurezza stradale, se ne parlava di più», conclude Pennisi.


    Le province ad alto rischio

    Per capire quali sono le province a più alto rischio, abbiamo incrociato il numero di vittime con il numero di veicoli immatricolati. L’indice che ne risulta, che chiameremo di «mortalità stradale», non è certamente infallibile — i veicoli per loro natura si spostano, benché i limiti provinciali sono da considerarsi una distanza ragionevole per una percorrenza media — ma è comunque più realistico del considerare il mero numero di vittime e feriti all’interno delle province. In quest’ultimo caso, quella di Roma, con oltre tre milioni e mezzo di veicoli e trecento morti all’anno, risulterebbe sempre la più pericolosa.



    Per il 2014 il bollino rosso va, dunque, alla provincia di Foggia con 13,2 vittime ogni cento mila veicoli. «È un dato significativo che però non tiene conto dell’ampia rete stradale della provincia di Foggia che raggiunge i tre mila chilometri», afferma il consigliere provinciale con delega ai lavori pubblici, Pasquale Russo. Il quale prosegue: «Le risorse a disposizione sono sempre meno, gli stanziamenti dello Stato ben inferiori alle reali necessità, di questo passo ci troveremo costretti a chiudere le strade provinciali meno sicure». Il messaggio di Russo è indirizzato a Roma, «dove le istituzioni prendono dei provvedimenti senza però curarsi delle conseguenze (la riforma Delrio, ndr), noi facciamo il possibile con le risorse a disposizione».

    Alla provincia di Foggia seguono, nella classifica delle più pericolose, Carbonia-Iglesias (12,9) e Belluno (12,4). Tutte ben al di sopra della media nazionale che si assesta a sette morti ogni cento mila immatricolazioni. Delle sei province a più alta densità di automezzi, ovvero superiore al milione di unità, risultano due dati inaspettati: il primato di provincia meno pericolosa spetta infatti a Napoli (4,1 vittime ogni cento mila veicoli), seguita da Milano (4,4), Catania (5,6), Torino (5,8) e Roma (7), mentre quella a più alto rischio è Brescia (9,1).




    La strada statale 18 fra Sapri e Maratea, a cavallo di Campania e Basilicata: uno dei panorami più belli della penisola

    Le province più sicure

    Dall’altro lato della medaglia, sono due le province che hanno registrato un indice di mortalità stradale tra i più bassi nel 2014. Sono quelle di La Spezia (2,2) e di Monza e Brianza (3,1). «Il dato non ci sorprende», ci dice il capo di gabinetto della questura di La Spezia Francesco Bertoneri, «ed è conseguenza di una maggiore attività di controllo sulle strade che ci competono, grazie anche alla partecipazione del reparto prevenzione crimini di Genova». Il pattugliamento però non è tutto, la sicurezza è anzitutto una questione di educazione alla guida. «Come questura e polizia stradale», prosegue Bertoneri, «abbiamo da tempo in atto percorsi di sensibilizzazione nelle scuole superiori indirizzati a chi è in procinto di acquisire la patente per motocicli e autovetture». Il riferimento è al progetto Icaro, una campagna di sicurezza stradale partita nel 2000 e promossa dalla Polizia di Stato in collaborazione con i ministeri dei trasporti e dell’istruzione.

    Gigi Ponti, presidente della provincia di Monza e della Brianza, si sofferma sull’importanza della segnaletica stradale: «La nostra amministrazione e quella che ci ha preceduto hanno posto grande attenzione sulle fasce più a rischio, installando una segnaletica dedicata. Abbiamo quindi investito molto sulle rotonde, su percorsi protetti e semaforizzati per pedoni, cicli e motocicli, sugli attraversamenti pedonali».




    La strada statale 38 del Passo dello Stelvio, che collega in modo pittoresco Lombardia e Trentino Alto Adige

    Si muore d’estate

    Raccogliendo i dati mensili degli ultimi dieci anni si nota quanto i mesi a più alta mortalità stradale siano quelli estivi. I mesi di giugno, luglio e agosto contano per circa il 30% di vittime ogni anno. «È una diretta conseguenza della maggiore mobilità durante i mesi caldi, non tanto per i lunghi soggiorni quanto invece per gli spostamenti durante i weekend», precisa Lucia Pennisi dall’Aci. Agosto è per antonomasia il mese più critico. «Il numero di incidenti però non si discosta molto dagli altri mesi dell’anno, la differenza la fa il numero di vittime per incidente poiché molti veicoli trasportano un numero di persone superiore rispetto alla media», conclude Pennisi.




    Comuni e regioni

    A livello comunale, Roma detiene il primato negativo, perlopiù dovuto a un parco macchine di oltre tre milioni e mezzo di unità. Le 154 vittime del 2014 sulle 3.381 morti avvenute su tutto il territorio nazionale corrispondono a quasi il 5% del totale. Fra tanti dati, oltre all’elevata mortalità presso i grandi centri urbani (Roma, Milano, Napoli, Torino), spicca la dorsale emiliana — che da Piacenza porta fino a Rimini, attraversando le città di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ravenna — e il litorale adriatico.

    Tra le regioni il primato spetta invece alla Lombardia (447 vittime, di cui un decimo nel solo comune di Milano), seguita dal Lazio (371 vittime, di cui quasi la metà a Roma), Emilia Romagna (327 vittime), Veneto (325 vittime) e Piemonte (265 vittime).



    Le infografiche riguardano «tutti gli incidenti stradali verificatisi sulla rete stradale del territorio nazionale, verbalizzati da un autorità di Polizia o dai Carabinieri, avvenuti su una strada aperta alla circolazione pubblica e che hanno causato lesioni a persone, morti e/o feriti, con il coinvolgimento di almeno un veicolo» (Istat).

    Per veicoli/automezzi/immatricolazioni si intendono autobus, autocarri trasporto merci, autoveicoli speciali/specifici, autovetture, motocarri e quadricicli trasporto merci, motocicli, motoveicoli e quadricicli speciali/specifici, rimorchi e semirimorchi speciali/specifici, rimorchi e semirimorchi trasporto merci, trattori stradali o motrici, altri veicoli.
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  6. #16
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    Predefinito Re: Napoli d'agosto

    Citazione Originariamente Scritto da don Peppe Visualizza Messaggio
    i like di skifezz sono altamente sgraditi, quindi lo invito a non mettermeni più e ad ignorarmi @Lars
    Non mi taggare che non ho più voglia di scrivere su questo forum. Non essendo proibito dal regolamento metto tutti i like che voglio a chi voglio.

  7. #17
    emiro omofobo meridionale
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    Predefinito Re: Napoli d'agosto

    Citazione Originariamente Scritto da don Peppe Visualizza Messaggio



    Alla provincia di Foggia seguono, nella classifica delle più pericolose, Carbonia-Iglesias (12,9) e Belluno (12,4). Tutte ben al di sopra della media nazionale che si assesta a sette morti ogni cento mila immatricolazioni. Delle sei province a più alta densità di automezzi, ovvero superiore al milione di unità, risultano due dati inaspettati: il primato di provincia meno pericolosa spetta infatti a Napoli (4,1 vittime ogni cento mila veicoli), seguita da Milano (4,4), Catania (5,6), Torino (5,8) e Roma (7), mentre quella a più alto rischio è Brescia (9,1).
    ci tengo a precisare che non voglio assoultamente giustificare comportamenti incivili come quelli del video, che ritengo vadano duramente repressi, ma brascia è una città patana, eppure ha una percentuale di incidenti mortali rispetto al numero di veicoli circolanti rispetto a napoli, roma tra le città più razziste contro i napoletani, ne ha molti di più di Napoli, quindi sarebbe ora che i media italioti ed i polentoni di merda cominciassero ad occuparsi dei comportamenti di bresciani e romani al volante, che a giudicare dal numero di incidenti mortali molto maggiori, di certo non sono migliori dei napoletani, invece continuano a rompere i coglioni con i napoletani che vanno sullo scooter in più persone e senza casco.
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  8. #18
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    Predefinito Re: Napoli d'agosto

    Citazione Originariamente Scritto da 22gradi Visualizza Messaggio
    A dir la verità avevo 14 anni e si parla degli inizi anni '80 e per strada girava il 40% in meno di auto di oggi. I genitori di questo stuolo di figli mi pare ne abbiano anche più di 30 e poi sai benissimo come funge, scooter si casco no ma questo va bene in Nigeria non in Italia... o almeno dovrebbe essere così.
    Una cosa però la scrivo in difesa dei senza casco/multi figli e cioè; se a casa loro nessuno delle autorità pagate dallo Stato fa niente perché dovrebbero seguire regole che non sono richieste?
    nonostante gli incoscenti incivili che vanno in giro sullo scooter in più persone compresi i bambini e senza casco, i dati istat dicono che Napoli tra le città con un grande parco macchine, è la provincia con meno incidenti mortali rispetto al numero di auto, quindi vuol dire che nelle province con grandi parchi macchine italiane o esiste una percentuale molto maggiore di ricoglioniti ed imbranati, o il comportamento alla guida degli italiani "civili" di roma e della patana, è più pericoloso ed incosciente di quello dei napoletani, malgrado media italioti, tutti in mano ai polentoni ed ai romani ed i vari razzisti di sta minchia, rompano i coglioni solamente sui comportamenti dei napoletani alla guida.
    Sarebbe bene che una volta tanto i media, trasmissioni spazzatura moraliste spacciate per denuncia sociale tipo striscia la notizia, le iene, wallarò, piazza pulita, michele santoro, quinta colonna e merda varia, insieme a coloro che gli danno retta, oltre a pensare a chi viaggia sugli scooter a Napoli, pensansse anche ai comportamenti a cominciare alla guida ad alta velocità in stato di ebrezza da alcol e droga, delle città oltre i garigliano, dove ci sono più incidenti stradali, a cominciare da brescia che ne detiene il record italiano con più del doppio degli incidenti ogni centomila auto che ci sono a Napoli, ed a roma dove ci sono molti più incidenti rispetto a Napoli, ma in italia i polentoni ed i romani non si possono toccare, e lo sputtanamento con tanto di propaganda razzista è valida solo per i napoletani ed i meridionali
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  9. #19
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    Predefinito Re: Napoli d'agosto

    Non avete capito che questo è un segno di civiltà : noi napoletani andiamo in cinque in scooter così ne usiamo uno solo ed inquiniamo meno @Bamba de Kraut
    'U poco abbasta, 'u supierchio avanza @Peppe Sombrero
    Regressista amante della pucchiacca.

  10. #20
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    Predefinito Re: Napoli d'agosto

    Citazione Originariamente Scritto da Lars Visualizza Messaggio
    Non mi taggare che non ho più voglia di scrivere su questo forum. Non essendo proibito dal regolamento metto tutti i like che voglio a chi voglio.
    @Lars skifezz nessun regolamento mi impedisce di tagarti e dirti che mi hai rotto i coglioni invitandoti ad ignorarmi
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