



Va bene, ma allora cosa contestare a fare la globalizzazione, che toglie diritti ad alcuni a vantaggio di altri (in questo caso, almeno nei presupposti, gli "avvantaggiati" dovevamo essere noi)?
"Sono contro tutti i sistemi, il più accettabile è quello di non averne nessuno"
Tristan Tzara
Je m'exalte, je degresse encore... Je vous ai reperdu mon histoire... Non! Non!
(L.F. Céline, Maudits soupirs pour une autre fois)




Forse a causa dell'esiguo numero di parole spese, il mio punto di vista non è risultato chiaro: non è mia intenzione contrapporre a tutti i costi il buon nero al crudele colonizzatore.
Il risultato del processo, al quale senza dubbio hanno preso parte anche le forze dominanti dei paesi sfruttati, è però sotto gli occhi di tutti.
Del resto, il ruolo dei "collaborazionisti" autoctoni era ed è funzionale al dominio occidentale, giacché senza i compratori, in senso lato, non esisterebbero neanche gli organizzatori delle tratte di schiavi.
Naturalmente puoi infischiartene, però non puoi ignorarne le conseguenze.
Quale stabilità? L'esistenza meschina scandita da lavoro, falso tempo libero, vergogna, colpa, timore, emulazione, ansia, coazione a ripetere, repressione mentale prima che fisica?Ma ciò non vuol dire che nella condizione attuale bisogna accettare determinati fenomeni senza battere ciglio, quando si tratta della stabilità dei nostri figli e dei nostri nipoti.
A me non importa ergermi a paladino di uno stile di vita stomachevole verso il quale nutro solo un profondo disprezzo.
Per quanto mi riguarda, non esiste nessun concetto di "nostri" da ignorare.
Chi sono i "nostri"? I lavoratori italiani con l'animo pieno di deferenza, per i quali ogni gesto della quotidianità, dal più piccolo al macroscopico, deve essere compiuto in totale ossequio ai dogmi esistenziali imposti?
Chiunque, in vista di un obiettivo comune -reale, non fantasmatico- voglia unire le sue forze alle mie è ben accetto, senza distinzioni di razza, lingua e provenienza geografica.
"Una salus victis, nullam sperare salutem"


in questo mi trovi pienamente d'accordo. Dove mi trovi meno d'accordo, è che il fatto di essere inter-nazionalisti (il fiumanesimo, per esempio, sosteneva l'internazionalismo solo perché creare le condizioni di mutamenti sociali e socialistici in altre nazioni, rende più facile la realizzazione di questo anche nel proprio mondo) debba coincidere con un'idea di globalismo che annulli qualsiasi riferimento al locale, in primis in termini economici.
Anche qui concordo con te, ma di questi tempi, non si capisce perché, una certa sinistra intellettual-chic ha iniziato a pensare che pensare al benessere dei propri connazionali sia sintomo di alterazioni culturali che portano a tentazioni razziste, cosa assolutamente falsa. Creare le condizioni per aiutare sia chi ti è vicino, che chi è lontano, è la base di qualsiasi visione sociale, socialista e libertaria.Per quanto mi riguarda, non esiste nessun concetto di "nostri" da ignorare.
Chi sono i "nostri"? I lavoratori italiani con l'animo pieno di deferenza, per i quali ogni gesto della quotidianità, dal più piccolo al macroscopico, deve essere compiuto in totale ossequio ai dogmi esistenziali imposti?
Chiunque, in vista di un obiettivo comune -reale, non fantasmatico- voglia unire le sue forze alle mie è ben accetto, senza distinzioni di razza, lingua e provenienza geografica.
Almeno, per me.
"Sono contro tutti i sistemi, il più accettabile è quello di non averne nessuno"
Tristan Tzara
Je m'exalte, je degresse encore... Je vous ai reperdu mon histoire... Non! Non!
(L.F. Céline, Maudits soupirs pour une autre fois)




Anche qui i termini vanno chiariti una ovata per tutte! Quella che tu chiami sinistra radical chic non è affatto sinistra! Ancora, questi movimenti o partiti o correnti di pensiero, che tu chiami sinistra, non sono interessati nè al bene degli italiani nè tantomeno a quello degli stranieri, sono semplicemente interessati a fare un pò di elemosina quà e là per mantenere le divisioni sociali ben chiare e distinte.




Anarchia e comunismo hanno il compito di creare una società libera e prospera per tutti, o sbaglio? Per rispondere a Josef, in parte ha ragione, nel senso che la sinistra radical-chi strumentalizza gli emigranti per far passare una certa immagine di se', ma questo poi comporta proproi quelle divisioni che andrebbero osteggiate.
"Sono contro tutti i sistemi, il più accettabile è quello di non averne nessuno"
Tristan Tzara
Je m'exalte, je degresse encore... Je vous ai reperdu mon histoire... Non! Non!
(L.F. Céline, Maudits soupirs pour une autre fois)