Ué, ué, guagliú, currite, curríte!
E frena, frena, maronna mia,
che mo ci schiattiamo!
La sonda Schiaparelli si schianta su Marte a 300 km orari. Triste fine dell’impresa europea, dove la ricerca italiana, in particolare napoletana, giocava un discreto ruolo. Peccato. Eppure ciononostante il nostro premier (e non solo lui) ha il coraggio di parlare di ’superpotenza culturale’, a proposito di un paese in cui l’analfabetismo è alto e in aumento e dove la scienza è sconosciuta e addirittura oggetto di diffidenza.
E’ una truffa tipicamente italiana anche quella di fare propri i successi di secoli fa, come se il Rinascimento fosse cosa nostra. In tutti i campi, anche nell’arte culinaria, basandosi su ricette che altri hanno elaborato, come nel caso del formaggio parmigiano. Così si è creato il mito della cucina italiana, come se fosse una realizzazione attuale e non invece ereditata da altri lontani nel tempo. Come se i cinesi si vantassero di loro realizzazioni copiate da quelle occidentali. Tempo e spazio si equivalgono.
Se gli italiani guardassero con realismo e umiltà la propria condizione decaduta, potrebbero trovare la capacità di reagire ed evolvere, come i nostri antenati fecero nel passato. Invece auto-illudersi, inventando meriti inesistenti, non spinge a progredire e rafforza l’attitudine truffaldina che ci caratterizza da tempo e che alla fine ci discredita agli occhi degli altri e anche ai nostri, per chi vuol guardare.