Da poco è iniziato un processo che definirei il risveglio della democrazia in Occidente. L’avvio è stato il voto sulla Brexit e l’elezione di Trump ne è la continuazione (non a caso si fa chiamare Mr. Brexit). E’ il ritorno della democrazia classica, quella che gli inglesi hanno costruito lentamente nei secoli con pazienza e passione, superando ostacoli interni ed esterni e conservando istituti e simboli della loro storia, senza buttare niente. Non parlo quindi della democrazia di tradizione francese, nata dalla rivoluzione che invece ha distrutto tutto, istituzioni, simboli e valori, reinventati con arrogante astrattattezza illuministica, liberté, égalité, fraternité, e proiettati presuntuosamente sull’intera umanità, senza rispetto per le radici proprie e altrui e che ha alimentato altre analoghe rivoluzioni, come quella comunista, che grandi lutti, distruzioni e caos hanno portato in giro per il mondo.
Cosa è successo oggi? Niente di speciale, semplicemente il popolo, inglese prima e americano poi, hanno ripreso con decisione in mano i propri destini, con scelte coraggiose, per affrontare adeguatamente le sfide della globalizzazione che stanno scuotendo il mondo, ma scandalizzando i bigotti della democrazia illuminista, dura e pura, che trovano inconcepibile che il popolo ignorante esprima una sua volontà, contro il pensiero dominante elaborato dagli intellettuali illuminati, il più bello del mondo. ’Populismo’ infatti chiamano con disprezzo l’esercizio della democrazia questi signori, che vedono in pericolo la loro aristocratica egemonia. La democrazia, quella vera, non gli entra proprio nella testa.
Cosa succederà ora? Gli europei hanno la possibilità di confluire nel movimento che si è avviato, facendo propria la tradizione della democrazia reale e abbandonando i culti ideologici che fino ad oggi hanno ottenebrato le menti. Un salto di qualità nella vita politica e civile è ora possibile. Una ripresa della migliore cultura occidentale è più che mai necessaria in questo difficile momento di confronto fra culture, religioni, etnie diverse. Il paradigma egualitario illuminista ha dato infinite prove di inadeguatezza e pericolosità e va decisamente abbandonato, prima che faccia altri danni. La globalizzazione non può basarsi su astratte idee livellatrici, ma deve invece consentire alle tradizioni di sopravvivere e rinascere, incontrandosi con altre realtà su pochi valori condivisi.




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