La sede «rossa»
Sull’altro versante dello schieramento, però, le cose non cambiano di molto. La più «rossa», e famosa, sezione del Pci, poi Pds, poi Ds e infine Pd, è quella di via dei Giubbonari, alle spalle di Campo de’ Fiori, una piccola Stalingrado nel centro di Roma, dove si è iscritto — tra i mille che sono passati, da Achille Occhetto a Sandro Curzi — anche l’ex capo dello Stato Giorgio Napolitano e dove una volta comparve a sorpresa persino Silvio Berlusconi. La sede del Pd è, anche questa, in un immobile di proprietà del Comune e qui — almeno qui — il problema non è il canone d’affitto stracciato:
per stare lì, infatti, i dem dovrebbero pagare (dati ufficiali alla mano) 14.910,48 euro l’anno. Tutto bene, se non ci fosse un conto arretrato da far spavento: il Pd, infatti, è da tempo «moroso» e deve al Campidoglio la bellezza di 170 mila euro.