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    Predefinito Il sisma e l'arte devastata

    Il terremoto nel Centro Italia devasta anche l'arte: chiese e centri storici sfregiati ad Amatrice e Accumoli


    Con le sue case medievali ancora in piedi dopo secoli e terremoti, le chiese potenti, le mura, i conventi e soprattutto il particolare impianto urbanistico che ricostruisce la graticola che fu il martirio di San Lorenzo, la cittadina di Amatrice era considerata un piccolo capolavoro tutto da studiare. Tanto che proprio in questi giorni un gruppo di lavoro della Facoltà di architettura Roma avrebbe dovuto consegnare al sindaco un lavoro di censimento delle abitazioni di epoca medievale. Ma anche il vicino paese di Accumoli, con una storia che risale ai primi decenni del Mille, e poi attraversa i secoli passando sotto i Medici (a loro fu venduta nel 1643 per 19.800 ducati) e quindi al regno di Napoli, vantava mura, porte medievali, resti di bastioni, chiese, palazzi. Con il Medioevo su cui felicemente si erano innestate testimonianze barocche. Un quadro "grave", sottolineano dal ministero della cultura, anche perché riguarda un territorio "molto vasto, ricchissimo di beni culturali diffusi".

    Un patrimonio di cultura italiana, importante prima di tutto nel suo complesso perché caratterizza in modo inconfondibile il territorio, che il terremoto della notte scorsa ha devastato senza pietà, ferendo ad Amatrice la splendida e austera Basilica di San Francesco e la Chiesa di Sant'Agostino, sbriciolando senza speranza la storica porta di pietra arenaria accanto a S. Agostino, lesionando e distruggendo case e testimonianze uniche, facendo collassare il museo civico. Sorte condivisa da Accumoli.

    E poi da Arquata del Tronto, che vantava rare porte ad arco acuto datate al '600. A Norcia è stata ferita la Basilica e non sono state risparmiate le mura. Mentre la scia di orrore ha toccato anche Urbino, dove nella Cattedrale, già lesionata in passato, sono apparse nuove piccole crepe. E controlli dovranno essere fatti anche nel delizioso borgo di Scheggino. A Roma, dove le scosse hanno fatto paura, il primo ad essere controllato è stato naturalmente il Colosseo, per fortuna risultato a posto.
    Ma se l'icona dei monumenti italiani è stata risparmiata, il danno per la rovina di tante piccole grandi testimonianze di storia e di arte di Lazio, Marche, Umbria, persino Abruzzo è grave. E se la priorità in queste ore va com'è giusto alle persone, anche la macchina per il recupero del patrimonio è scattata all'alba, con le unità di crisi delle regioni coinvolte già all'opera per organizzare i soccorsi e i carabinieri dei beni culturali che già presidiano le chiese sventrate, le abbazie, per impedire a ladri, vandali, sciacalli, di razziare quadri, candelabri, pale d'altare.

    "L'esperienza dell'Aquila e poi dell'Emilia è stata fondamentale - sottolinea all'ANSA il prefetto Fabio Guttuso Carapezza, voce del Mibact all'interno del Comitato Operativo Nazionale - c'è una direttiva di Franceschini che raccoglie quelle esperienze e che articola tutte le fasi del soccorso, in modo che si possa fare una valutazione dei danni ed intervenire anche prima del restauro definitivo, per esempio con cerchiaggi di campanili e torri prima che crollino". La parola d'ordine è fare squadra, puntando "all'interazione di tutte le forze in campo". Un modello di intervento, assicura, "che questa volta consentirà di percorrere tutte le fasi del recupero, senza ricorrere a commissari straordinari".

    Oggi intanto al ministero di via del Collegio Romano, la bandiera a mezz'asta in segno di lutto, è stata una giornata febbrile. Di corsa sono rientrati tutti i tecnici specializzati che erano in ferie. E si sono riunite le unità di coordinamento regionali di Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo, per fare il punto su quello che c'è da fare e come organizzare le squadre. Mentre domani si riunirà l'Unità di crisi nazionale del Mibact. Ci vorrà ancora un pò per avere accesso ai luoghi più colpiti, spiega il segretario generale Antonia Pasqua Recchia, ma nei luoghi più lontani dall'epicentro, come nell'alto Lazio e in Abruzzo, i tecnici sono già al lavoro. Nel Lazio, la regione più colpita, si stanno individuando i luoghi dove ricoverare i beni da restaurare o mettere in salvo, si valuta la possibilità di usare caserme. "Saremo più rapidi possibile", assicura. Anche per l'arte, l'esperienza lo insegna, non si può perdere tempo, tanto più che sulle chiese scoperchiate incombe ora il rischio pioggia.

    Alessandro Viscogliosi, il prof della Sapienza che coordina il progetto sulle case medievali di Amatrice, è smarrito. In questi giorni, racconta, avrebbe dovuto essere lì, con i suoi studenti, lo ha fermato un problema di salute. Da casa controlla sgomento le foto delle macerie, non se ne fa una ragione. "Amatrice - spiega - è una città medievale fondata ex novo, come Cittàducale e Leonessa, ma il suo impianto urbanistico è il più interessante di tutti, un capolavoro, speriamo si siano conservate almeno le case medievali". Anche lui con i suoi studenti non si tira indietro: "Siamo tecnici, e offriamo tutta la nostra disponibilità, anche quella dei dottorandi".

    Il terremoto nel Centro Italia devasta anche l'arte: chiese e centri storici sfregiati ad Amatrice e Accumoli - http://www.huffingtonpost.it/
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    Predefinito Re: Il sisma e l'arte devastata

    Terremoto, Franceschini: "293 beni culturali colpiti solo nella zona più ristretta,
    la sfida è ricostruire i borghi"


    Un primo punto della situazione sui beni artistici danneggiati dal sisma. "Le priorità sono salvare vite e dare alle comunità colpite la maniera di proseguire la loro vita. Ma per poter fare un buon lavoro di recupero dei Beni Culturali bisogna attivarsi già nella fase di rimozione delle macerie". E domenica l'incasso di tutti i musei statali italiani sarà devoluto per la ricostruzione del patrimonio culturale danneggiato.


    In macerie la chiesa di Villa San Lorenzo, ad Amatrice

    Simona Casalini

    Vite devastate, vittime che aumentano di ora in ora e anche l'Arte in macerie, Amatrice ne è il simbolo: dal Museo Civico alla Chiesa di Sant'Agostino, alla Basilica di San Francesco, e anche la storica Biblioteca, la Porta Romana, la Torre civica e la Porta Ascolana, crepe e macerie nel patrimonio culturale della cittadina. E si teme per le sue circa tremila opere d'arte catalogate in città.

    "Ci sono 293 beni immobili di valore culturale crollati o gravemente danneggiati nel raggio di 20 km dall'epicentro del terremoto tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo", dice il ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini, in una conferenza stampa in cui nel pomeriggio, al Collegio Romano, ha fatto un primo punto della situazione sul patrimonio artistico e culturale danneggiato dal sisma e sulle misure già in atto per preservarlo in vista di ricostruzioni e restauri. "Ma il numero è destinato ad aumentare - ha detto il segretario Generale del Mibact, Antonia Pasqua Recchia- perché l'azione del sisma si espande lungo le falde e non in un cerchio geometrico intorno all'epicentro". "50 di questi siti sono già stati oggetto di un primo sopralluogo da parte dei carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale - ha aggiunto il generale del Comando carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico, Fabrizio Parrulli- e sono in gran parte crollati".

    E non solo Amatrice: dalla trecentesca Chiesa di Santa Croce alla Torre medioevale di Arquata del Tronto, all'Eremo della Madonna della Stella vicino Spoleto, dalle crepe del Duomo di Urbino, ai danni alla Basilica di S. Benedetto e le mura di Norcia, ai crolli nel monastero di Santa Chiara a Camerino e nella chiesa della Collegiata in provincia di Macerata, ovunque è devastazione.

    "Già nelle ore immediatamente successive al terremoto, grazie alla direttiva del 25 aprile 2015 per le emergenze in caso di calamità naturale, figlia dell'esperienza del terromoto in Emilia, ci siamo attivati con i carabinieri del Tpc, che sono gli unici autorizzati al momento dalla protezione Civile ad arrivare nelle zone più colpite, che sono ancora interdette per motivi di sicurezza anche ai nostri tecnici", ha spiegato il ministro, sottolineando che il Mibact "ha la perfetta consapevolezza che in tragedie del genere le priorità sono nei primi giorni salvare vite e dare alle comunità colpite la maniera di proseguire la loro vita". "Ma - ha aggiunto- per poter fare un buon lavoro di ricostruzione dei Beni Culturali bisogna attivarsi subito, già nella fase di rimozione delle macerie: perché le macerie di edifici di valore culturale sono indispensabili per il loro restauro e contengono spesso opere d'arte".

    "Dai comuni colpiti ci chiedono una ricostruzione dei borghi storici che sia fedele all'immagine che nei secoli questi centri storici hanno conservato, credo che sia una sfida che dovremmo raccogliere", aggiunge Franceschini. E sottolinea: "Si può ricostruire garantendo anche la sicurezza antisismica. Quei luoghi devono tornare ad essere così come sono stati fino al qualche ora fa". Alcuni di questi, "come Amatrice erano nella lista dei borghi più belli d'Italia. E' una sfida, ma l'Italia la deve a quelle comunità".

    Le possibilità di ricostruire, "ci sono" aggiunge il ministro "il percorso è difficile e lungo, ci sarà da mettere insieme le necessità di beni pubblici, beni ecclesiastici, beni privati", dunque "una grande sfida", ribadisce Franceschini, ma bisogna raccoglierla. Tanto più che l'Appennino, fa notare, "ha già un problema di borghi abbandonati da chi è senza lavoro".

    E in mattinata il ministro aveva annunciato che "tutti gli incassi dei musei statali della prossima domenica 28 agosto saranno destinati ai territori terremotati", invitando tutti gli italiani ad "andare nei musei in segno di solidarietà" per interventi sul patrimonio culturale danneggiato dal sisma.

    Terremoto, Franceschini: "293 beni culturali colpiti solo nella zona più ristretta, la sfida è ricostruire i borghi" - Repubblica.it
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    Predefinito Re: Il sisma e l'arte devastata

    Terremoto, i danni al patrimonio culturale - http://www.nationalgeographic.it/


    Arquata del Tronto è uno dei paesi più colpiti, ma la Rocca non ha subito danni gravi
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

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    Predefinito Re: Il sisma e l'arte devastata

    Terremoto, Sgarbi: ‘3500 pezzi d’arte su cui intervenire’

    ‘Distinguere tra beni artistici e vite umano non ha significato’


    Veduta di Amatrice prima del terremoto
    Immagine dal sito https://upload.wikimedia.org/

    Vittorio Sgarbi è intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus. Sul terremoto che ha colpito il centro Italia: "Distinguere tra beni artistici e vite umane è una questione che non ha significato. Un monumento che cade può cadere per sempre e morire, e portare con sé memoria di tantissime persone. Oppure può essere gravemente ferito, e quindi è come una persona che è stata trovata sotto le macerie e portata all'ospedale, quindi bisogna cercare di intervenire per portarla alla sanità. Distinguere le cose è una questione retorica: è evidente che le persone sono più importanti delle pietre, ma le pietre sono una parte della loro anima, una parte della loro vita, quindi la questione annosa, meglio la vita della vita o la cappella sistina, si pone in queste occasioni ma non ha una soluzione”.

    “Soltanto un folle – prosegue il famoso critico d’arte - potrebbe costringere tra i due a scegliere. In questo caso c'è poco da scegliere, sono travolti entrambi, con la differenza che i morti sono morti per sempre, i feriti dovranno essere guariti mentre case ed edifici potranno essere abbandonati per l'eternità oppure rimessi in piedi come prima, ricostruendo le città che sono state colpite, evitando che si cancelli tutto con le ruspe per costruire dei villaggetti dove trasferire le persone. La questione del conflitto tra la vita delle persone e i monumenti è inconsistente, sono due problematiche che devono essere affrontate. Nel momento in cui ci sono i morti sotto le rovine è inutile parlare dei monumenti, ma tra qualche giorno inizierà ad essere affrontato anche questo discorso".

    La situazione al momento secondo Vittorio Sgarbi: "Ci sono, inventariati da una mia amica sovrintendente, cento chiese e tremilacinquecento pezzi d'arte di diversa importanza, tutti da recuperare e rimettere in ordine. Poi oltre alla questione delle opere mobili c'è quella delle opere di costruzione architettonica, che chiede di rifare un Paese ex novo. Trasferirlo altrove? Lasciare quelle zone come una specie di paese delle rovine? In passato è già capitato, a Noto. E la Noto nuova, tra le altre cose, è bellissima. Bisogna decidere quale metodo di ricostruzione scegliere. La scelta giusta è quella di ricostruire i paesi come erano e dove erano, senza distinguere i beni privati dai beni pubblici. A Gemone e a Ventone è stata fatta la scelta di una ricostruzione integrale, attuata anche a Nocera Umbra. A Salemi, invece, fu costruita una nuova città a pochi chilometri dalla vecchia, e ora è come una grande periferia".

    Sgarbi non manca di fare polemica: "Serve una authority del restauro, non solo un'autorità anticorruzione. Non è possibile che ogni volta che ci sia un problema si evochi il nome di Cantone. Serve un'autorità del restauro che impedisca di buttare giù con le ruspe in nome della fretta, come capitò a Ferrara, città che invece vanno rimesse in piedi. A Ferrara vedi diventare polvere degli edifici in nome di una violenza peggiore del terremoto, per colpa di criminali che decisero di mettere la dinamite per far crollare ciò che invece poteva essere ristrutturato e fare una cosa nuova che quando sarà completa sarà un orrore. C'è la mancanza di una regola, perché non c'è una autorità di riferimento che dica cosa si può fare e cosa non si può fare. I paesi in questo caso devono rimanere dove sono, ricostruiti con modalità antisismiche. Sono d'accordo col sindaco di Amatrice".

    Sgarbi è pronto ad impegnarsi in prima persona: "Non me lo hanno ancora chiesto, ma in qualche modo contribuirò a dare una serie di indicazioni sperando che vengano seguite. A Ferrara mi risero in faccia, anche una parte della popolazione composta da gente barbara e volgare era contenta di veder saltare il comune con la dinamite. Spero che questo non capiti più. Io so bene quello che vorrei fare, spero che chi verrà chiamato in causa lo sappia come me". Sugli introiti dei musei destinati ai terremotati: "Pura demagogia. I musei dovrebbero essere sempre gratis per tutti".

    Terremoto, Sgarbi: ‘3500 pezzi d’arte su cui intervenire’ - http://www.italiachiamaitalia.it/
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    Predefinito Re: Il sisma e l'arte devastata

    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

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    Predefinito Re: Il sisma e l'arte devastata

    Terremoto, l’arte salvata dai detriti

    Dalla Madonna di Cola dell’Amatrice ala Croce processionale di Pietro Vannini. Senza danni le 84 opere recuperate del Museo civico.


    Paolo Conti

    Sono 84, tutte quelle registrate, le opere d’arte messe ieri in salvo ad Amatrice dal Museo Civico intitolato al grande artista locale, Cola Filotesio, detto Cola dell’Amatrice, pittore, scultore e architetto che entrò in contatto con Bramante e Raffaello: la struttura è in gran parte crollata. Salva la sua tavola «Madonna con bambino e san Giovannino», salvi anche il reliquiario della Filetta, la Croce processionale di Pinaco e la Croce processionale di Preta di Pietro Paolo Vannini, la pala della Crocefissione con i santi Francesco e Caterina, legata all’ambiente del cinquecentesco Jacopo Siculo.

    Nessun bene è fortunatamente danneggiato: gli 84 pezzi sono ora ricoverati nella scuola del Corpo forestale di Cittaducale per una prima analisi. Recuperata anche la copia della Sacra Sindone conservata a San Francesco di Borgo a Arquata del Tronto, messa in salvo con un tabernacolo policromo e due teche, tutte opere in legno, ora nel deposito diocesano del duomo di Sant’Emidio ad Ascoli Piceno.

    Spettacolari le operazioni, tutte in zona rossa: squadre di rilevamento dei Beni culturali, i Vigili del fuoco in accordo con la Protezione civile e l’assistenza del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale. Il primo intervento è stato affidato ai restauratori dell’Istituto Superiore di Conservazione e Restauro. La tecnica ricorda i ricoveri clinici: prima ispezione generale, rilevamento dei danni, scheda tecnica utile per il futuro ripristino. Il ministro Dario Franceschini ha parlato di «passione, professionalità e spirito di sacrificio» di chi ha partecipato ai lavori di recupero.

    Terremoto, l’arte salvata dai detriti - Corriere.it - © RIPRODUZIONE RISERVATA
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  7. #7
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    Predefinito Re: Il sisma e l'arte devastata

    Beh, in Italia purtroppo è difficile trovare una zona in cui un terremoto non porti conseguenze oltre che alla popolazione anche all'arte.
    Ma quanti figli del Perozzi in giro...
    Travel is fatal to prejudice, bigotry, and narrow-mindedness...
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    Predefinito Re: Il sisma e l'arte devastata

    Terremoto, mostra itinerante sul pittore di Amatrice.
    Sgarbi: "Un auspicio di rinascita".


    Il critico con Maroni presenta le opere del maestro Cola dell'Amatrice che saranno esposte a Milano, Mantova, Ascoli Piceno e l'Aquila


    Luca De Vito

    E' quasi sconosciuto al grande pubblico, ma le sue opere hanno un inestimabile valore artistico. Per questo Vittorio Sgarbi, con l'aiuto di Regione Lombardia, ha deciso di organizzare una mostra per far conoscere Cola dell'Amatrice, pittore e architetto, un maestro del XVI secolo nato proprio nel comune della provincia di Rieti distrutto dal terremoto. "Un'operazione metaforica straordinaria - ha spiegato Sgarbi - la resurrezione dell'immagine del pittore che porta nel nome il nome di Amatrice, come l'auspicio della rinascita di una comunità dalle macerie causate dal terremoto. Un modo per non far spegnere i riflettori sulla città distrutta".


    Cristo in casa di Marta e Maria

    La mostra verrà organizzata tra il 7 e il 10 dicembre e sarà suddivisa in quattro città. A Milano, presso la casa museo Bagatti-Valsecchi dove verranno esposte tre opere tra le più significative del Cola. A Mantova, presso il palazzo Te, ad Ascoli Piceno presso la Pinacoteca Civica e all'Aquila nella Basilica di San Bernardino. Eccetto Milano, le altre tre città sono accomunate dall'essere tutte città colpite da terremoti, oltre ad essere molto importanti nella storia di Cola dell'Amatrice, un pittore che Sgarbi definisce "quasi all'altezza di Raffaello". Con un biglietto da 10 euro sarà possibile visitare tutte le mostre, anche se dalla Regione stanno anche pensando alla possibilità di lasciare l'ingresso gratuito.

    "L'obiettivo di questa mostra non è raccogliere fondi, è il far conoscere l'arte e la cultura italiana", ha detto il presidente della Regione Roberto Maroni. "Abbiamo voluto cogliere la splendida proposta di Sgarbi perché ci sembra il modo migliore perché la cultura faccia la propria parte", ha aggiunto l'assessore lombardo alle Culture Cristina Cappellini.

    Terremoto, mostra itinerante sul pittore di Amatrice. Sgarbi: "Un auspicio di rinascita" - Repubblica.it -
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    Predefinito Re: Il sisma e l'arte devastata

    Che grande tragedia speriamo solo che non siano solo parole , ma che stavolta facciano sul serio . Quante parole Torquemada , sarebbe che stavolta i politici mantenessero le promesse .
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
    L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele

  10. #10
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    Predefinito Re: Il sisma e l'arte devastata

    Citazione Originariamente Scritto da Kaouthia Visualizza Messaggio
    Beh, in Italia purtroppo è difficile trovare una zona in cui un terremoto non porti conseguenze oltre che alla popolazione anche all'arte.
    Hai ragione Kaouthia , ma se si facessero le case con il sistema antisismico e non con la sabbia e un pò di cemento ci sarebbero sicuramente meno danni sia per l'arte che per la popolazione, insomma dovrebbero finire di rubare e costruire come si deve, hanno fatto vedere case costruite bene che hanno avuto pochi danni .
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
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