Mi pare che l’Europa occidentale sia dominata dalla sinistra e dalla sua ideologia illuminista, individualista, globalista (mondo di individui e non di comunità), anti-localista, anti-nazionalista, distruttrice delle culture storiche, a favore di una cultura unica globale (figlia dell’égalité). Invece l’Europa orientale è il suo contrario, da cui il contrasto che le divide. Il resto del mondo anche sembra andare in direzione ‘orientale’, con i nazionalismi esplosivi del medio oriente, oltre al tradizionale naz. russo. Di conseguenza anche il resto del mondo si sta spostando in quella direzione, come dimostra il fenomeno Trump.

Questo contesto rafforza la coesione e determinazione dei paesi europei dell’est a difendersi dai deliri globalisti autodistruttivi dei paesi occidentali (essenzialmente di Germania e Italia, democrazie giovani e inclini alla perdita di senno, in passato (comunismo > nazifascismo) e anche oggi (globalismo (delirio dell’accoglienza) > nazionalismo (‘populismo’).
Questo disturbo riguarda in misura molto minore gli altri paesi dell’Europa occidentale, che tutti hanno un passato più navigato, che li salva dai deliri infantili, dal prendere sul serio le ideologie di moda, come invece fanno Germania e soprattutto Italia con il delirio dell’accoglienza. Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Francia, Austria e Olanda hanno un passato imperiale e/o di frequentazione del mondo, a differenza dei nostri due paesetti ingenui e provinciali, che prendono tutte le stupidaggini sul serio e avendo purtroppo influenza (almeno la Germania) fanno danni a sé e agli altri.

L’intesa di Visegrad nasce anche dai pericoli reali che corrono quei paesi, confinanti con la Russia dal carro armato facile. Da qui il loro bisogno di difesa militare, la loro pressione sulla NATO per avere truppe sui loro territori e la necessità di un rafforzamento militare. Così facendo però non esprimono solo loro esigenze, ma invece interpretano anche esigenze dei paesi occidentali, delle quali questi non si rendono conto per stoltezza. Questi infatti non hanno carri armati ai loro confini, ma hanno di peggio, sono invasi da orde di giovani maschi, in età di leva, provenienti essenzialmente dai territori arabi. E’ tutta l’Europa in grande pericolo di essere travolta, che ha bisogno di accendere il cervello e prendere coscienza di quanto sta accadendo e di provvedere armandosi e difendendo i propri confini, orientali e meridionali. (Memento Boumedienne ONU 1974).

Analisi grossolana, ovviamente, e molto schematica e polarizzata, come usa mi pare nei forum. Personalmente non mi considero di parte, apprezzando aspetti del globalismo, così come del nazionalismo. O meglio ritengo che le due ideologie debbano convivere, invece di demonizzarsi a vicenda come mi pare succeda. In altre parole sono convinto che dannosi siano gli eccessi, gli ‘ismi’, il fanatismo, mentre positiva sia la capacità di integrare aspetti diversi delle varie prospettive. Quindi non osteggiare o trascurare le istanze locali, ma senza perdere di vista l’integrazione globale, inevitabile, ma da perseguire con estrema cautela. Mi pare che la Gran Bretagna sia buona maestra di questa via, difficile soprattutto per chi è convinto che la verità sia una sola, la propria.