l'anima non serve, serve un posto dove stare
l'anima alle bestie noi pensiamo con il pane
le case vuote puzzano di marcio e di sconfitta
Pensieri, riflessioni....


l'anima non serve, serve un posto dove stare
l'anima alle bestie noi pensiamo con il pane
le case vuote puzzano di marcio e di sconfitta
Pensieri, riflessioni....


Poi, anima o meno, giunge l'angoscia:
"Una salus victis, nullam sperare salutem"


Mi piace il rovesciamento dei valori, cioè quel l'anima alla bestie noi pensiamo con il pane; all'uomo, ma anche agli animali non umani a dire il vero, serve prima di tutto un riconoscimento dei suoi bisogni materiali, cioè cibo, salute e tetto sulla testa. Tutto il resto viene dopo....


Disse infatti Nietzsche:
"Esiste un disprezzo simulato per tutte le cose che in effetti gli uomini considerano più importanti, ossia per tutte le cose più vicine. Si dice per esempio "si mangia per vivere" - una maledetta bugia come quella che parle della procreazione dei figli come vero scopo di qualsiasi voluttà. Viceversa l'apprezzamento delle "cose più importanti" non è quasi mai del tutto autentico: i preti e i metafisici ci hanno abituato a usare a questo proposito un linguaggio ipocritamente eccessivo (...) Una incresciosa conseguenza di questa duplice ipocrisia è comunque che le cose più vicine, come ad es. mangiare, abitare, vestirsi, avere rapporti, non vengono fatte oggetto di costante, imparziale e generale riflessione e trasformazione, ma poiché sono considerate degradanti si distoglie da esse la propria serietà intellettuale e artistica: cosicché l'abitudine e la frivolezza prendono facilmente il sopravvento sugli sconsiderati, specialmente sulla gioventù inesperta. (...)" [Umano, II, II, 5]
"(...) le cose più vicine di tutte vengono dai più viste assai malamente e molto raramente prese in considerazione. (...) Non sapere cosa ci giova, cosa ci nuoce nell'organizzazione della vita, nella ripartizione del giorno, del tempo e nella scelta dei rapporti, nella professione e nell'ozio, nel comandare e nell'ubbidire, nel sentire la natura e l'arte, nel mangiare, dormire e pensare; essere ignoranti e non avere occhi acuti per ciò che è più piccolo e comune - è questo che per tanti anni fa della terra un 'prato di sventura'". [Ibidem, 6].
Leggere anche aff. 16 e 37, se vi piace.
In grassetto la cosa che vi piace meno!
Definisco il cristianesimo l’unica grande maledizione, l’unica grande e più intima depravazione, l’unica immortale macchia d’infamia dell’umanità.
F. Nietzsche, L'Anticristo, 62


Anche Nietzsche mangiava.


Soprattutto la carne.
Definisco il cristianesimo l’unica grande maledizione, l’unica grande e più intima depravazione, l’unica immortale macchia d’infamia dell’umanità.
F. Nietzsche, L'Anticristo, 62