Rif: sulla morte dell'Ego
L'uomo incarna il Tempio attraverso il quale superare il proprio ego.
Secondo Shurè ai tempi di Ramsete chi voleva accostarsi ai Misteri, lo faceva entrando nei templi di Tebe o di Menfi.
Lì, lo Ierofante o Gran Sacerdote del tempio, conosceva il neofito e gli poneva delle domande.
Se riteneva che fosse idoneo al noviziato, lo accettava nel tempio e così cominciava l'addestramento del nuovo venuto.
Solo dopo aver dimostrato di possedere tenacia e perseveranza, veniva accettato per sostenere la prova più difficile: l'Iniziazione.
Questi avrebbe dovuto superare la prova della morte, quella del fuoco, quella dell'acqua e la prova più difficile: vincere se stesso, le sue passioni e i suoi desideri.
Se non avesse superato le prime tre, sarebbe morto, se invece avesse superato le prime tre ma non avesse saputo vincere se stesso, sarebbe rimasto nel tempio come schiavo per tutta la vita.
Nel caso, invece, che avesse affrontato con successo tutte le prove, lo Ierofante lo avrebbe accolto trionfalmente nel Santuario di Iside e lì lo avrebbe vestito con porpora e oro.
Le 7 Iniziazioni
Rif: sulla morte dell'Ego
Se fossi in te GNU io lascerei perdere la Blavatsky: è roba di bassa lega. Di provenienza dubbia.
Rif: sulla morte dell'Ego
Citazione:
Originariamente Scritto da
ELROJO
Si.
:)
...devo scappare (per due settimane)...è stato molto utile (per me) interagire con te.
Spero lo si possa fare ancora.
Mi piacerebbe ad esempio approfondire il concetto di Tradizione e il rapporto tra l'Ego ed essa.
A presto.
Io invece ti lascio uno spunto di tenore differente da tutto quanto abbiamo detto finora....
Abbiamo convenuto con la Tradizione che siamo immersi in un sogno illusorio, una costruzione della grande mente..la quale ha dato origine al cosmo intero nel quale siamo intrappolati...e a cui noi veniamo ammoniti di non credere nè identificarci..
Vediamo la cosa da un'altra prospettiva: tutto questo grandioso sogno è , rappresenta il contenuto, uno dei contenuti di questa grande mente fantastica che proietta ed emana costantemente. Noi amiamo questo cosmo, noi vi siamo profondamente immersi....ma può mai il giocoliere essere separato dal suo gioco? Noi siamo gioco, l'Ego è gioco, il cosmo è gioco...e il gioco promana dal giocoliere, è parte di lui, il gioco E' lui. E noi lo amiamo. Dalla creazione noi conosciamo il creatore, e tutto sommato in essa è lui che amiamo.
Io venero la Natura quale creazione grandiosa: essa è davvero separata da suo padre? Sussiste senza di lui? Non c'è forse una simbiosi misteriosa tra i due? Uno scambio eterno e circolare nella cui spirale essa eternamente prende vita e la dà? Quando io, creatura della Natura , sono immersa in essa misteriosamente respirando la sua vita in me e la sua linfa che mi permea...non sono forse io in quel momento unita anche a colui che nel suo onirico gioco quella Natura sognò? Non sono io in quell'attimo abbandonata a colui del quale alla fine sono un'infinitesima ed estrema promanazione? Non lo sento dentro di me pulsare mentre sogna il suo gioco? Non sono forse io il gioco delle sue mani?
E nel momento in cui mi abbandono a lui...non sono forse eterna in lui? Sua vita, suo volere, suo pensiero oggettivato?
Tutto è uno. Non c'è separazione alcuna. E il sogno sono io, e al sognatore sono sempre appartenuta.
Non posso che sorridere....occultamente. :)
Questa è la via femminile all'assoluto.
Rif: sulla morte dell'Ego
ho aperto questo topic perchè mi è capitato di sperimentare -in una particolare occasione- una sconvolgente sensazione di rinascita e trascendenza... la sensazione di essere agganciato in qualche modo all'universo in un punto fermo del tempo... la sensazione di avere la stessa dignità di tutte le creature della terra... ogni pensiero era colmo di ispirazione... ho colto pensieri che erano rimasti sfuggenti per anni... vivevo un senso di amore, compassione, tolleranza per tutte le cose (viventi e non...e anche quelle non viventi sembravano possedere qualcosa di vivo)... nonchè il fenomeno della dissoluzione dell'Io, nel senso di perdita di percezione della separazione fra Io e ambiente circostante, con una sensazione oceanica di essere ovunque... è questa la morte dell'Ego????
Rif: sulla morte dell'Ego
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Originariamente Scritto da
primahyadum
Se fossi in te GNU io lascerei perdere la Blavatsky: è roba di bassa lega. Di provenienza dubbia.
Il riferimento era ad Horus e al significato del Tempio. Nello stesso Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci l'uomo rappresenta il Tempio di Dio.
Rif: sulla morte dell'Ego
Citazione:
Originariamente Scritto da
dedelind
ho aperto questo topic perchè mi è capitato di sperimentare -in una particolare occasione- una sconvolgente sensazione di rinascita e trascendenza... la sensazione di essere agganciato in qualche modo all'universo in un punto fermo del tempo... la sensazione di avere la stessa dignità di tutte le creature della terra... ogni pensiero era colmo di ispirazione... ho colto pensieri che erano rimasti sfuggenti per anni... vivevo un senso di amore, compassione, tolleranza per tutte le cose (viventi e non...e anche quelle non viventi sembravano possedere qualcosa di vivo)... nonchè il fenomeno della dissoluzione dell'Io, nel senso di perdita di percezione della separazione fra Io e ambiente circostante, con una sensazione oceanica di essere ovunque... è questa la morte dell'Ego????
No, non è la morte dell'Ego ma un'esperienza mistica intensa per quanto effimera e temporanea. Collegata al centro cardiaco Anahata Chakra.
So di che si tratta, è accaduto anche a me.
Fortunato amico.
Rif: sulla morte dell'Ego
Citazione:
Originariamente Scritto da
primahyadum
No, non è la morte dell'Ego ma un'esperienza mistica intensa per quanto effimera e temporanea. Collegata al centro cardiaco Anahata Chakra.
So di che si tratta, è accaduto anche a me.
il tuo ego è duro a morire. e se talvolta muore, risorge dalle sue ceneri come la fenice...
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Originariamente Scritto da
Regina di Coppe
il tuo ego è duro a morire. e se talvolta muore, risorge dalle sue ceneri come la fenice...
Mi domando cosa ne sappia tu del mio Ego, Regina....
E inoltre io non ho detto mai che sto tentando di ucciderlo: non sono un uomo.
E con questo ho già detto molto.
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Originariamente Scritto da
primahyadum
E inoltre io non ho detto mai che sto tentando di ucciderlo: non sono un uomo.
cioè?
Rif: sulla morte dell'Ego
Citazione:
Originariamente Scritto da
dedelind
cioè?
Uccidendo l’EGO..se vuoi sussistere devi consistere altrimenti: aderendo incondizionatamente al puro principio solare olimpico ed immutabile che presiede all’essere poggiante solo su sé stesso.
La donna non è come l’uomo. Le è consentito dalla sua natura raggiungere una universalità cosmica al di là della quale non può andare se non spegnendosi in un puro principio solare che non le appartiene.
Senza di esso…ogni cosa è vana.
Le conclusioni traile tu...