Pagina 4 di 6 PrimaPrima ... 345 ... UltimaUltima
Risultati da 31 a 40 di 58

Discussione: Rossobruni

  1. #31
    Super Troll
    Data Registrazione
    02 May 2006
    Messaggi
    61,633
     Likes dati
    22,911
     Like avuti
    10,894
    Mentioned
    1024 Post(s)
    Tagged
    14 Thread(s)

    Predefinito Re: Rossobruni

    stavo leggendo un pezzo di Preve sul politically correct, devo dire che mi trovo in totale disaccordo sul punto in cui dice che Khomeini è meglio di Pannella e critica il laicismo sovietico e pure quello di Marx ma secondo me è troppo hegelista-gentiliano, per cui ci deve per forza essere una religione collettivista, per cui se non è il cattolicesimo o l'islam è il capitalismo, la statolatria, l'olocausto, e quindi è meglio la religione tradizionale. sarà per il fatto che sono individualistico e social-liberale come formazione (e lui aborriva il keynesismo in quanto capitalistico), ma credo che la religione sia un fatto importante ma personale, e non riesco a elogiare Khomeini nemmeno in rapporto a Bush

  2. #32
    Super Troll
    Data Registrazione
    02 May 2006
    Messaggi
    61,633
     Likes dati
    22,911
     Like avuti
    10,894
    Mentioned
    1024 Post(s)
    Tagged
    14 Thread(s)

    Predefinito Re: Rossobruni

    Citazione Originariamente Scritto da Lars Visualizza Messaggio
    stavo leggendo un pezzo di Preve sul politically correct, devo dire che mi trovo in totale disaccordo sul punto in cui dice che Khomeini è meglio di Pannella e critica il laicismo sovietico e pure quello di Marx ma secondo me è troppo hegelista-gentiliano, per cui ci deve per forza essere una religione collettivista, per cui se non è il cattolicesimo o l'islam è il capitalismo, la statolatria, l'olocausto, e quindi è meglio la religione tradizionale. sarà per il fatto che sono individualistico e social-liberale come formazione (e lui aborriva il keynesismo in quanto capitalistico)
    In origine almeno, come tipo di formazione intellettuale. Poi è dovuto al fatto che ho simpatia più per il protestantesimo e il paganesimo che per il cattolicesimo che sia ratzingeriano o bergogliano o lefevriano. Sull'islam: facciano ciò che vogliono a casa loro, ma qua niente sharia. E non significa essere islamofobi questo.

    Detto ciò, Preve offriva certo spunti interessanti per chiunque.

  3. #33
    Rossobruno cattivone
    Data Registrazione
    15 Dec 2009
    Località
    Morte al liberismo!
    Messaggi
    23,666
     Likes dati
    7,743
     Like avuti
    6,871
    Mentioned
    260 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)

    Predefinito Re: Rossobruni

    Citazione Originariamente Scritto da Lars Visualizza Messaggio
    stavo leggendo un pezzo di Preve sul politically correct, devo dire che mi trovo in totale disaccordo sul punto in cui dice che Khomeini è meglio di Pannella e critica il laicismo sovietico e pure quello di Marx ma secondo me è troppo hegelista-gentiliano, per cui ci deve per forza essere una religione collettivista, per cui se non è il cattolicesimo o l'islam è il capitalismo, la statolatria, l'olocausto, e quindi è meglio la religione tradizionale. sarà per il fatto che sono individualistico e social-liberale come formazione (e lui aborriva il keynesismo in quanto capitalistico), ma credo che la religione sia un fatto importante ma personale, e non riesco a elogiare Khomeini nemmeno in rapporto a Bush
    Hegeliano sì (come, a suo modo, lo era pure Marx) , gentiliano poco o nulla. Preve non ha mai teorizzato stati etici o società chiuse. Parlava, per l'appunto, di "comunità di liberi individui". Quella sull'Ayatollah è stata una provocazione. Poi, se vuoi il mio parere, ritengo molto più criminali gli U$A che non l'Iran. E te lo dice uno che a Teheran non si trasferirebbe mai.
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

    Il sonno della ragione genera i liberali

  4. #34
    Super Troll
    Data Registrazione
    02 May 2006
    Messaggi
    61,633
     Likes dati
    22,911
     Like avuti
    10,894
    Mentioned
    1024 Post(s)
    Tagged
    14 Thread(s)

    Predefinito Re: Rossobruni

    Citazione Originariamente Scritto da LupoSciolto° Visualizza Messaggio
    Hegeliano sì (come, a suo modo, lo era pure Marx) , gentiliano poco o nulla. Preve non ha mai teorizzato stati etici o società chiuse. Parlava, per l'appunto, di "comunità di liberi individui". Quella sull'Ayatollah è stata una provocazione. Poi, se vuoi il mio parere, ritengo molto più criminali gli U$A che non l'Iran. E te lo dice uno che a Teheran non si trasferirebbe mai.
    Nel caso si riferiva al fatto che Khomeini e Ratzinger sarebbero meglio di Scalfari e Pannella, al di là del valore che un giornalista può avere, non pare che Scalfari abbia fatto guerre sante coi vicini.

  5. #35
    ___La Causa del Popolo___
    Data Registrazione
    23 Nov 2011
    Località
    Sovranità politica, indipendenza economica, giustizia sociale
    Messaggi
    41,690
     Likes dati
    56,270
     Like avuti
    28,688
    Mentioned
    1208 Post(s)
    Tagged
    175 Thread(s)

    Predefinito Re: Rossobruni

    Citazione Originariamente Scritto da LupoSciolto° Visualizza Messaggio
    Fa piacere che in quella chiavica denominata "Rifondazione" , ci sia qualcuno che ancora ragiona in maniera lucida ed esemplare. Speriamo che, a conti fatti, non sia costretto a rimangiarsi tutto.

    CONTRO IL SINISTRISMO

    di Ugo Boghetta

    dibattito | RIFONDAZIONE BIELLA
    A me piacerebbe però che chi come Boghetta tira fuori una simile analisi, dicendo pane al pane e vino al vino sulla degenerazione del "sinistrismo" divenuto ormai palla al piede di ogni seria opposizione al dominio del Capitale, sia poi conseguenziale con quanto affermato, e piuttosto che proseguire in inutili, a mio avviso, tentativi all'interno di gruppi e partitini ormai assorbiti a tesi neoliberiste-però-progressiste ( come lo stesso Boghetta li definisce: liberali, con un pò di ecologia e tanti diritti, o capricci, individuali, rifacendosi anche lui alle definizioni che del sinistrismo dà J.C.Michea ) ne uscissero, così come d'altra parte in tutti questi anni hanno fatto, magari su posizioni simili, migliaia di militanti ed ex elettori, che forse a certe conclusioni c'erano arrivati prima e pure senza tante riflessioni ed analisi, semplicemente vivendo la realtà in maniera diretta.
    Potrebbe essere un primo passo per far nascere o rinascere un serio partito socialista, sovranista e anticapitalista.

    P.s.: e se qualcuno ad esempio dicesse: ma che ci vuoi fare con uno che viene dal PRC, o dal FSI o da quello che è? risponderei che in questa epoca bisogna concedere a tutti, o quasi (sono esclusi i leghisti ) il beneficio di un serio e sincero ravvedimento, io non ho dogmi e pregiudiziali con cui marchiare a fuoco le persone.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  6. #36
    ___La Causa del Popolo___
    Data Registrazione
    23 Nov 2011
    Località
    Sovranità politica, indipendenza economica, giustizia sociale
    Messaggi
    41,690
     Likes dati
    56,270
     Like avuti
    28,688
    Mentioned
    1208 Post(s)
    Tagged
    175 Thread(s)

    Predefinito Re: Rossobruni

    https://www.sinistrainrete.info/poli...obrunismo.html

    Lo spauracchio del "rossobrunismo"
    di Moreno Pasquinelli

    rossobrunismoIl quotidiano LA STAMPA, tra i diversi organi di regime, è quello che picchia più duro contro il Movimento 5 Stelle — le spocchiose élite torinesi non hanno ancora digerito l'espugnazione della loro roccaforte.

    Un siluro è sparato anche nell'edizione del 6 dicembre, sia cartacea che elettronica. Il titolo è roboante: "Così Grillo spinge i 5 Stelle a destra". Citando presunte gole profonde si insinua che Beppe Grillo starebbe pensando ad un governo M5S-Lega-Forza Italia (embé?). In verità tutto dipana una deduzione: Grillo avrebbe scoperto che i nuovi poveri prodotti dalla crisi votano per le destre, vedi Brexit e Trump; dunque giusto allearsi con le destre. Al netto della fuffa scandalistica, siamo alle prese con la solita litania anti-populista. Tuttavia LA STAMPA è andata giù più pesante.

    Prendendo spunto dal comizio conclusivo della campagna referendaria svolto da Beppe Grillo a Torino la sera del 2 dicembre, su LA STAMPA del 4 dicembre [Beppe Grillo e la mistica della sconfitta], tal Massimiliano Panarari, snocciola erudite quanto capziose considerazioni teoriche per poi sferrare il fendente: grillismo come rossobrunismo.

    Il pretesto dal quale Panarari prende le mosse è che Beppe Grillo a Torino, dando per scontata la vittoria del Sì al referendum, ha tra le altre cose affermato: "dobbiamo abituarci a essere perdenti contro il mondo". Da questa frasetta —che, detto en passant dimostra quanto anche Grillo fosse andato anch'egli nel panico, cadendo vittima degli incantesimi renziani, quindi quanto fosse lontano dal comune sentire popolare—Panarari deduce che nel Movimento 5 Stelle c'è:

    «... l'epica evocazione della sconfitta. La mistica della battaglia perduta affonda le proprie radici in una vasta tradizione politica antidemocratica, ed è una tipica issue simbolica di confine tra il radicalismo di destra e un certo radicalismo di sinistra, che da qualche tempo si vedono miscelati nel fenomeno del "rossobrunismo". Si pensi alla ricerca della "bella morte" dei repubblichini di Salò, all'esaltazione del suicidio rituale di una certa cultura di destra giapponese (che aveva tra i suoi portabandiera lo scrittore Yukio Mishima), ma anche alla mitologia nazionalista di Slobodan Milosevic».

    Il Panarari —prima di concludere con un patetico inno alla "base illuministica, empirica e incrementale (sic!) del liberalismo"— è addirittura più preciso, sostiene con sicumera che nel Movimento confluiscono di certo diversi filoni ma quello principale sarebbe

    «... l'irrazionalismo delle destre radicali novecentesche... lo sconfittismo eroico, l'idea della lotta solitaria e intrepida (intrisa di superomismo) contro nemici potentissimi e soverchianti (tra cui i famigerati, e non ben precisati "poteri forti" e la finanza); il sovranismo; e l'avversione per la tecnica... un apocalittismo proprio della destra reazionaria».

    Troppa grazia Sant'Antonio, verrebbe da dire.

    Non sappiamo se Grillo abbia letto questo giudizio ontologico, se lo ha fatto di sicuro avrà risposto con una fragorosa pernacchia, più precisamente con il consueto belin, vaffanculo!

    Ma ammettiamo pure che le cose stiano come sostiene Panarari: dove starebbe, entro il contesto concettuale da lui artatamente tracciato, la parte di codice genetico ascrivibile ad una sinistra radicale? Prendendo per buoni il suo metodo analitico, i segni distintivi che ascrive al M5S, si dovrebbe concludere che quest'ultimo sarebbe la reincarnazione postmoderna pura e semplice di certo fascismo mistico ed esoterico. Il rosso infatti è semplicemente assente, oltre l'aria fritta resta solo un nero profondo. Panarari parrebbe in perfetta sintonia con le farneticazioni di certe sette comuniste per cui il grillismo è solo una riedizione del fascismo —vedi: PCL: Movimento 5 Stelle e fascismo.

    Il fatto che vorrei segnalare non è tanto che questa descrizione del complesso fenomeno del "grillismo" è fasulla, miserabile. Ciò che vorrei rimarcare è che con il ricorso al topos del rossobrunismo siamo in presenza di un vero e proprio salto di qualità nella maniera con cui le élite sistemiche rappresentano i loro avversari.

    Fino ad oggi queste élite "politicamente corrette" hanno lanciato, contro tutti i nuovi movimenti antioligarchici, l'anatema del "populismo." Dimostratisi inefficaci la scomunica ed i relativi esorcismi, i pennivendoli borghesi rincarano la dose, radicalizzano l'accusa: dal "populismo" siamo già passati al "rossobrunismo". Potremmo dirla in questo modo: dalla satanizzazione del nemico alla sua hitlerizzazione.

    Il salto è evidente, non fosse per il bersaglio grosso (Beppe Grillo ed il suo movimento) contro cui l'accusa di rossobrunismo è lanciata. Fino a ieri, infatti, essa è stata utilizzata come un marchio d'infamia con cui le élite bollavano alcuni gruppi, sia della sinistra antimperialista che della destra nazionalista che in comune nulla avevano se non considerare l'Impero americano come nemico principale. Eri contro l'ideologia americanista? Difendevi la resistenza dei popoli e delle diverse civiltà contro l'occidentalizzazione? Tanto bastava per beccarti l'accusa di essere rossobruno.

    Qui non si tratta soltanto che un cattedratico, al netto dell'ostentata erudizione, si palesa come un falsario, un professionista dell'intossicazione politica. Qui siamo davanti all'avvisaglia di quello che sarà lo spartito che suonerà l'orchestra di regime d'ora in avanti. Segno del panico che serpeggia tra le élite, del timore di essere spazzate via. Più questo momento si avvicina più essi daranno fondo a tutto il repertorio di scomuniche, di ingiurie e calunnie —senza escludere che le armi della critica possano precedere la critica delle armi.

    Ma cos'è, al di là delle piroette speculative di Panarari, il rossobrunismo? Il Nostro non lo spiega, stabilendo una sbrigativa equipollenza col fascismo. Non è così.

    Tagliando con l'accetta si potrebbe dire che esso è il segno distintivo di quelle correnti ideologiche che teorizzano l'alleanza, il fronte comune, tra i comunisti e una peculiare destra nazionalista contro il comune nemico del capitalismo globale finanziarizzato che vede negli USA il gendarme supremo. Su quali principi, secondo i rossobruni, questa alleanza dovrebbe costituirsi? Sul trinomio: anticapitalismo, nazionalismo e socialismo. Alleanza dove la corrente rossobruna si porrebbe come la cerniera politica tra i due poli del fronte immaginario—nulla a che vedere, quindi, con il fascismo mistico ed esoterico di cui parla a vanvera il Panarari.

    Il discorso sulla genesi storica del "rossobrunismo" si farebbe lungo, e questa non è la sede per ricostruirla nei dettagli. Ma qualche riga va spesa e la metto in nota. [1]

    Qui basti dire, per stare alla cronaca recente, che i rossobrunismo, oltre ad essere una insidiosa volgarizzazione politica, si è rivelato uno spauracchio costruito ad arte da ben identificati settori dell'intellighentia italiana (in combutta con l'intelligence nostrana), ripresi quindi dalla stampa di regime, anzitutto per isolare quei movimenti rivoluzionari di sinistra che essi ritenevano pericolosi.

    Non c'è stata traccia in nessun paese d'Europa, tantomeno in Italia, di un'alleanza tra formazioni comuniste e neofasciste. Per la precisione: non c'è mai stata nemmeno alcuna convergenza, per quanto tattica, tra gruppi della sinistra comunista e antimperialista ed i rossobruni (nazional-comunisti, eurasisti, ecc). Il fatto è che lo spaventapasseri del rossobrunismo, prima è stato agitato dalle grandi testate giornalistiche neoliberiste, poi è stato raccolto dalla gran parte dei passeri di sinistra, quelli "antagonisti" compresi, per colpire e isolare, non senza bassezza morale, la sinistra antimperialista.

    Questo sodalizio tra élite neoliberiste e sinistra "antagonista" è carsico, scompare e riappare, a seconda del contesto politico. Oggi, ad esempio, l'etichetta rossobruna viene appiccicata indistintamente a tutti coloro che hanno condannato le cosiddette "rivoluzioni colorate", a quelli che sostengono la legittima rivolta nel Donbass contro il regime Kiev —il caso della scomunica di certa sinistra "antagonista" verso la Banda Bassotti ha addirittura dello scandaloso.

    Rossobruni sono quindi bollati tutti coloro che oltre ad essere contro la NATO sostengono le ragioni della Russia e Putin. E' vero che la maggior parte dei gruppi neofascisti europei, come pure di certe destre nazionaliste, si dichiara filorussa e anti-islamica (vedi l'inchiesta che abbiamo pubblicato). Ed è vero che sono molti i gruppi di sinistra schierati sullo stesso fronte. Ma non solo non c'è alcuna alleanza trasversale tra essi; i gruppuscoli rossobruni sono del tutto insignificanti. Sarà utile segnalare che il solo paese dove i rossobruni o nazional-bolscevichi hanno una effettiva consistenza è la Russia ma, guarda caso, essendo ferocemente antiputiniani, sono stati messi fuorilegge. Parliamo tra l'altro della corrente di Eduard Limonov, che prima di riavvicinarsi al governo di Mosca ha passato molti anni nelle carceri di Putin.

    Ciò che dimostra non solo quanto aleatoria sia la categoria del rossobrunismo; dimostra come essa sia solo un'arma ideologica delle élite dominanti per hitlerizzare certi suoi nemici.

    Alle vittime della paranoia rossobruna vale la pena ricordare quando lo spauracchio del rossobrunismo venne per la prima volta utilizzato. Si era alla metà degli anni '90, mentre infuriava la guerra civile in Iugoslavia, quella carneficina che si concluderà nel marzo del 1999 con l'aggressione della NATO — e col pieno coinvolgimento del governo D'Alema. Il campo del neofascismo era diviso: alcuni sostenevano, assieme alla NATO e al Vaticano, il secessionismo croato e bosniaco, altri la Serbia di Milosevic. La stessa divisione attraversava la sinistra. La stampa ed i media di regime (ovvero filo-NATO), non si limitarono ad una vergognosa campagna di sputtanamento della causa Iugoslava, quindi di Milosevic. Si doveva calunniare chiunque in Italia avesse simpatie per quella causa, chiunque denunciava lo squartamento della Iugoslavia e rifiutava come ipocrita la martellante campagna sui "diritti umani" con cui l'Occidente camuffava le sue spinte guerrafondaie ed espansionistiche. Ecco quindi che fece capolino il teorema rossobruno: chi stava dalla parte dei serbi e col socialista Milosevic, era bollato come sostenitore della "pulizia etnica" dei cetnici di Arkan, Sesely e Karadzic, qualificati come "il male assoluto".

    Ma la quesione è: ci fu allora un'alleanza tra neofascisti filo-serbi e comunisti-filo-iugoslavi. No, non ci fu.

    Né ci fu quando in Italia la campagna contro il presunto rossobrunismo toccò il suo apice, negli anni 2003-2005, dopo l'invasione anglo-americana dell'Iraq e la eroica resistenza irachena. La campagna di hitlerizzazione non colpì solo i partigiani iracheni, fossero nazionalisti saddamiti o islamisti takfiri—descritti come "tagliagole", "mostri", "belve feroci", quindi equiparati ai nazisti—; prese di mira chiunque in Italia sostenesse come sacrosante le ragioni della RESISTENZA IRACHENA. Il bersaglio fu quindi il Campo Antimperialista, che senza dubbio fu il movimento che con più efficacia, proprio nel cuore dell'Occidente, difese quella Resistenza.

    Si potrebbe scrivere un intero libro sulla campagna di calunnie contro il Campo Antimperialista —voluminosa quante altre mai solo la rassegna stampa di quella valanga di calunnie che che preparò gli arresti di mezzo gruppo dirigente nell'aprile 2004.

    Basti dire che dal settembre 2003 (contestualmente al campo estivo di Assisi che oltre a lanciare la campagna "Dieci euro per la Resistenza irachena" promosse la manifestazione nazionale del 13 dicembre successivo), e per due anni consecutivi, il Campo Antimperialista fu la principale vittima di una martellante campagna di hitlerizzazione, ed il topos fu appunto quello del rossobrunismo. L'insinuazione, la scandalosa imputazione, fu che il Campo era il crocevia, il luogo del connubio politico di comunisti rivoluzionari e fascisti. Anzi, per la precisione, il rossobrunismo venne declinato come "alleanza nazi-islamo-comunista".

    Era vero? No, era completamente falso!

    Fu il sicofante Magdi Allam, con un editoriale del settembre 2003, a coniare questo brand, questo marchio d'infamia. Venne poi raccolto da tutti i media, carta stampata, Tv, radio e ovviamente web —proprio tutti, compresi quelli di sinistra. La campagna di intossicazione, tesa a liquidare il movimento di appoggio alla resistenza irachena, fu sistematica, scientifica, devastante. Che ci fosse dietro la centrale di disinformazione strategica dell'intelligence italiana (ufficio ubicato in via Nazionale in Roma) di Pollari e Pio Pompa lo dimostreranno i fatti, tra cui clamorosi processi e inchieste. Il giornalista al loro servizio e che allora guidava la crociata mediatica contro gli antimperialisti qualificandoli come rossobruni era Renato Farina, poi smascherato come agente dei servizi segreti "Betulla".

    In conclusione provo a ricapitolare:

    (1) Il nazional-bolscevismo o nazional-comunismo (volgarmente rossobrunismo) è sempre stata una corrente politica marginale e irrilevante, anche in Germania, dove nacque. Oggi sopravvive solo in Russia, con addentellati in Donbass e nelle aree russofone di paesi come Ucraina, Lituania, Estonia, Lettonia, Bielorussia, ecc.

    (2) Ma proprio il peculiare caso russo, mostra che la costellazione nazional-comunista è divisa, anzi spaccata: tra chi sta con Putin e chi contro. La comune rivendicazione della tradizione nazionalista cristiano-ortodossa (il mito della "terza Roma") e grande-russa, sia zarista che staliniana, non è sufficiente a tenere uniti i nazional-comunisti.

    (3) Se riemergerà in Occidente il nazional-comunismo potrebbe essere nella forma del mito eurasista o eurasiatico, che postula un impero dall'Atlantico a Vladivostok sotto egemonia russa.

    (4) Non ha mai visto luce, in nessun paese occidentale, quanto auspicato dalle sette nazional-comuniste, cioè una alleanza tra forze della sinistra comunista e gruppi fascisti. Non accadde nemmeno nella Germania di Weimar, a dispetto di certi pennivendoli e storici liberali da strapazzo: è vero che il KPD considerava (grave errore) la socialdemocrazia socialfascista, quindi nemico principale, ma non ci fu mai alcun fronte coi nazisti. Centinaia furono anzi i militanti comunisti morti per avere contrastato l'ascesa del nazismo.

    (5) Per quanto sia evidente che coloro che utilizzano la pecetta del rossobrunismo siano dei somari che non sanno di cosa parlano, va sempre ricordato che essa è stata usata come un marchio d'infamia per isolare e poi punire la sinistra antimperialista che ha difeso con coerenza le resistenze nazionali contro le aggressioni NATO e americane. Marchio del tutto simile a quello di "antisemitismo" usato dal potere contro chiunque condanni il sionismo.

    (6) L'articolo del signor Panarari conferma che i poteri globalisti dispongono di una simbolica quanto tossica tassonomia per bollare con marchio d'infamia i loro nemici.

    Ecco la loro classificazione demonologica:

    - sostieni le resistenze antimperialiste? Sei un potenziale terrorista!

    - denunci il carattere sionista e razzista dello stato israeliano? Sei antisemita!

    - sei contro le élite dominanti: sei populista!

    - sei contro l'Unione europea per la sovranità popolare e nazionale: sei un rossobruno!

    (7) Più si avvicina il momento della fine dell'Unione europea più le élite dominanti intensificheranno la loro campagna di avvelenamento ideologico. Per rendere più efficace la mostrizzazione dei nemici Lorsignori metteranno l'elmetto a tutta la mandria di trombettieri (già attivi o in sonno) preferibilmente con immacolato pedigree di sinistra. E sempre a sinistra Lorsignori attingeranno per arruolare come fanteria ascara i tanti cretini che vi albergano.
    NOTE
    [1] Questa minoritaria corrente di pensiero, volgarmente bollata come "rossobruna", nacque nella Germania di Weimar, non divenne mai un movimento di massa e si divise in diversi gruppi. Venne alla storia, nei primi anni venti sotto il nome di "nazional-bolscevismo" o "nazional-comunismo". Distingueva quel manipolo dei nazional-bolscevichi la tesi che la Germania, per liberarsi dalla catene di Versailles, si sarebbe dovuta alleare con la Russia bolscevica. Di qui la proposta di un'alleanza tra i comunisti tedeschi e le frange anticapitaliste del nazionalismo germanico —da segnalare che ai primi anni venti il nazismo era solo in gestazione. Vale la pena segnalare chi furono i fondatori di quella corrente. Paul Eltzbacher era il solo che venisse dalla destra nazionalista. Gli altri esponenti di spicco, Heinrich Laufenberg e Friedrich Wolffheim erano militanti del Partito Operaio Comunista tedesco (KAPD). Obbligatorio infine ricordare che la maggior parte di questi nazional-bolscevichi, all'avvento del nazismo, passarono tutti alla resistenza e quelli che sopravviveranno alle persecuzioni hitleriane diventeranno tutti cittadini della DDR (Germania orientale).
    La personalità più conosciuta del nazional-bolscevismo tedesco è Ernst Niekisch (1889-1967). Insegnante social-democratico (1919-1922), espulso dall'SPD nel 1926 a causa del suo nazionalismo. Prima entrerà in rapporto con un piccolo partito socialista della Sassonia che si convertirà alle sue idee, successivamente animerà la rivista Widerstand (Resistenza) che avrà una certa influenza sulla gioventù di prima del 1933. Il movimento di Niekisch raggruppava persone provenienti tanto dalla sinistra che dalla destra nazionalista. Dopo il 1933, egli si oppose al nazismo e sarà deportato in un campo di concentramento (1937-1945). Dopo il 1945, andò ad insegnare nella DDR. Nel 1953, passerà all'Ovest. Solo uno di questi gruppi nazional-bolscevichi sostenne il nazismo, il Fichte Bund di Kessemaier, con cui non a caso collaborava il belga Jean Thiriart —lo stesso Thiriart che darà vita dopo la seconda guerra al movimento nazional-comunista col nome di Giovane Europa (rete di cui faceva parte in Italia, negli anni '60, il famigerato gruppo bollato come "nazi-maoista" Lotta di Popolo).
    I tentativi di Thiriart di dare vita ad un movimento strutturato, antiamericano e filo russo —una variante radicale del cosiddetto eurasismo o euroasiatismo— falliranno tutti miseramente.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  7. #37
    Super Troll
    Data Registrazione
    02 May 2006
    Messaggi
    61,633
     Likes dati
    22,911
     Like avuti
    10,894
    Mentioned
    1024 Post(s)
    Tagged
    14 Thread(s)

    Predefinito Re: Rossobruni

    L'unico rossobrunismo che esiste è quello di Limonov e in passato il nazimaoismo di Franco Freda. Il resto sono seghe mentali di Evangelisti, Wu Ming e il Sorcio Fecal

  8. #38
    Ass. Cult. Nuova Gestapo
    Data Registrazione
    09 Sep 2009
    Località
    Mestre
    Messaggi
    9,481
     Likes dati
    1,694
     Like avuti
    985
    Mentioned
    34 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Rossobruni

    Salve, secondo voi è corretto dire che la fazione del Pci più vicina ai rossobruni ovvero la meno avversa era quella di Ingrao?

  9. #39
    Rossobruno cattivone
    Data Registrazione
    15 Dec 2009
    Località
    Morte al liberismo!
    Messaggi
    23,666
     Likes dati
    7,743
     Like avuti
    6,871
    Mentioned
    260 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)

    Predefinito Re: Rossobruni

    Citazione Originariamente Scritto da Astolfo Visualizza Messaggio
    Salve, secondo voi è corretto dire che la fazione del Pci più vicina ai rossobruni ovvero la meno avversa era quella di Ingrao?
    No, assolutamente. Ingrao , nonostante una certa continuità con il pensiero marxista-leninista, ha sempre mantenuto un carattere tendenzialmente libertario e una viva disponibilità nel dialogo con i movimenti. Non è mai esistita una corrente "rossobruna" nel PCI, ma se intendi quella più vicina all'URSS e, di conseguenza, quella più lontana da una concezione diritto-umanista e piagnona...possiamo parlare dei cossuttiani.
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

    Il sonno della ragione genera i liberali

  10. #40
    ___La Causa del Popolo___
    Data Registrazione
    23 Nov 2011
    Località
    Sovranità politica, indipendenza economica, giustizia sociale
    Messaggi
    41,690
     Likes dati
    56,270
     Like avuti
    28,688
    Mentioned
    1208 Post(s)
    Tagged
    175 Thread(s)

    Predefinito Re: Rossobruni

    Citazione Originariamente Scritto da LupoSciolto° Visualizza Messaggio
    Chiedo gentilmente di ignorare taluni idioti di nostra conoscenza, idioti ripetutamente sputtanati da me e Kavalerists. I soggetti in questione, ormai senza più argomenti, hanno preferito battere in ritirata (nazkol) o fingere di non leggere i miei interventi (matteuzzo). Sprecare del tempo con le blatte non credo sia un esercizio molto utile.
    Vero, me ne sono accorto anch'io. Alla fine con certi minus habens ti ci fai pure quattro risate ma poi diventano appiccicosi come le zecche che sono, danno solo noia. A parte dargli qualche sporadica randellata nei denti lascerò la nota blatta-troll a zampettare e sclerare da solo, a girare in tondo dentro Febbre, la sua gabbietta, e a farsi la sua misera vita di perenne bannato.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

 

 
Pagina 4 di 6 PrimaPrima ... 345 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Rossobruni
    Di amaryllide nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 53
    Ultimo Messaggio: 05-04-17, 11:30
  2. Rossobruni? No, rivoluzionari!
    Di Kavalerists nel forum Anticapitalismo, Sovranità, Socialismo
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 04-10-16, 16:24
  3. Risposte: 24
    Ultimo Messaggio: 21-02-14, 21:49
  4. rossobruni per l'aministia
    Di MaIn nel forum Radicali Italiani
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 29-06-13, 20:37

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito