Re: ...e allora Mussolini?
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Ucci Do
Ma guarda che anche gli atei se non erro ed in mancanza di una legge sostengono che i genitori dovrebbero indirizzare il bambino nato ermafrodita rispetto al genere prevalente.
Dove sarebbe lo scandalo e soprattutto la discriminazione?
A casa mia se uno ha una disfunzione va aiutato.
Stavo solo parafrasando una triste espressione di mons. sgreccia a proposito degli omosessuali... :snob: :drinky:
Re: ...e allora Mussolini?
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Lars
Io non credo al terzo sesso. O sei uomo o sei donna.
C'è sempre una terza via... :snob: :drinky:
http://www.movimentolibertario.com/w...6/02/j2-13.png
Re: ...e allora Mussolini?
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Giò
Perché se il tuo intento era confutare quello che ha detto ada sul colonialismo fascista o italiano in generale è evidente che, avendo l'Italia perso le proprie colonie, i "vincitori" sono stati tutt'altro che favorevoli a noi.
No, non era quello l'intento. La mia era un'affermazione esclusivamente di carattere generale. :face4: :drinky:
Re: ...e allora Mussolini?
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Giò
Dipende dalla nazionalità di provenienza e dall'effettivo grado di assimilazione.
L'assimilazione prevede anche una identità di credo religioso, con particolare riguardo alla religione più diffusa o alla religione di stato, quando ne esista una. Nel caso dell'italia, sarebbe dunque la religione cattolica. Tuttavia, in una nazione in cui tali criteri di selezione non sono previsti, non vedo perchè essi debbano invece prevalere nella selezione per l'attribuzione di alloggi di edilizia popolare. Sarebbe contradditorio ammettere gli immigrati (parlo ovviamente di quelli regolari), farli lavorare legalmente, creare famiglia, procurargli infine la cittadinanza e poi non riconoscere loro il diritto di partecipare, con criteri paritari e non ambigui, ai bandi. :ekkekazzo: :drinky:
Re: ...e allora Mussolini?
Praticamente se prendo 200 000 persone dal Burkina Faso, li do un permesso di soggiorno grazie ad un qualche magnifico lavoro sottopagato e li metto in lista per una casa popolare di certo vinceranno sempre la graduatoria, in modo regolare (o meno se le ricchezze patrie sono occultate)
Forse...ma forse eh, c'è anche un problema riguardante il difficile accesso all'edilizia popolare per i ricchissimi italiani che possiedono due auto scassate, un c/c di ventimila euro ed un isee falsato dall'eredità di nonno Pino.
Fortunatamente l'italiano medio ha tradizionalemnte la casa di proprietà, altrimenti il problema esploderebbe.
Ma in ogni caso mi sembrano problemi concreti e bollare tutto come nazismo è deleterio
Re: ...e allora Mussolini?
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Scipione
L'assimilazione prevede anche una identità di credo religioso, con particolare riguardo alla religione più diffusa o alla religione di stato, quando ne esista una. Nel caso dell'italia, sarebbe dunque la religione cattolica. Tuttavia, in una nazione in cui tali criteri di selezione non sono previsti, non vedo perchè essi debbano invece prevalere nella selezione per l'attribuzione di alloggi di edilizia popolare. Sarebbe contradditorio ammettere gli immigrati (parlo ovviamente di quelli regolari), farli lavorare legalmente, creare famiglia, procurargli infine la cittadinanza e poi non riconoscere loro il diritto di partecipare, con criteri paritari e non ambigui, ai bandi. :ekkekazzo: :drinky:
Ti sfugge un piccolo dettaglio: secondo i criteri attuali, anche l'egiziano che ha ottenuto la cittadinanza italiana dopo dieci anni di residenza continuata nel nostro paese viene DOPO l'immigrato regolare residente qui da cinque anni, senza cittadinanza italiana (o UE) e che magari dichiara di non avere casa né qui né al proprio paese d'origine (come questo lo Stato attraverso gli organi preposti possa verificarlo con certezza lo lascio immaginare al tuo buon senso), per non parlare poi dei milioni di euro che gli immigrati presenti in Italia NON dichiarano, falsando di fatto le graduatorie (un esempio su tutti, peraltro ripreso dal Fatto quotidiano, non dal Voelkischer Beobachter: L'Italia al primo posto per l'evasione fiscale cinese - Il Fatto Quotidiano).
Re: ...e allora Mussolini?
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Giò
Ti sfugge un piccolo dettaglio: secondo i criteri attuali, anche l'egiziano che ha ottenuto la cittadinanza italiana dopo dieci anni di residenza continuata nel nostro paese viene DOPO l'immigrato regolare residente qui da cinque anni, senza cittadinanza italiana (o UE) e che magari dichiara di non avere casa né qui né al proprio paese d'origine (come questo lo Stato attraverso gli organi preposti possa verificarlo con certezza lo lascio immaginare al tuo buon senso), per non parlare poi dei milioni di euro che gli immigrati presenti in Italia NON dichiarano, falsando di fatto le graduatorie (un esempio su tutti, peraltro ripreso dal Fatto quotidiano, non dal Voelkischer Beobachter:
L'Italia al primo posto per l'evasione fiscale cinese - Il Fatto Quotidiano).
Le direttive ue attuano il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica, stabilendo che tale parità deve applicarsi sia all'accesso sia alla fornitura di beni e servizi che sono a disposizione del pubblico, inclusi quindi gli alloggi. La direttiva ue è stata recepita in Italia dal d.l. 215/2003.
Peraltro, anche se le domande fatte dagli immigrati costituiscono circa il 50% del totale dei richiedenti, la quota di alloggi effettivamente assegnati a immigrati è, quasi sempre, inferiore all’incidenza percentuale degli immigrati sull’insieme della popolazione (rif.): a Torino il 10% degli alloggi relativi all’ultimo bando è stato assegnato a immigrati, che rappresentano invece il 14% della popolazione; a Genova meno del 5% degli alloggi a disposizione per l’ultimo bando è stato assegnato a immigrati, che rappresentano l’8,3% della popolazione.
Non mancano situazioni molto diverse: a Firenze nel corso degli ultimi due bandi le assegnazioni a immigrati sono state il 17% del totale contro una incidenza sulla popolazione del 14%; nella Provincia di Bologna le assegnazioni a famiglie immigrate tra il 2007 e il 2009 sono passate dal 15,4% al 19,2%, mentre l’incidenza sulla popolazione è del 10,4%.
Non sono, quindi, le cifre massicce che puoi pensare, ma cifre più correlate all'incidenza della popolazione di immigrati sul totale della popolazione residente.
Peraltro, gli immigrati le case se le comprano pure, come potrai ben notare da questa tabella tratta dallo stesso link che ho citato in precedenza:
http://grabilla.com/07210-5a6a9c25-4...964491e057.png
Che poi gli italiani siano santarelli e siano esenti dal problema evasione fiscale, è pia illusione tua, che volentieri ti lascio, come ben documenta l'eurispes. :rolleyes: :drinky:
(...) In base alle stime del report (eurispes), l ’Italia avrebbe un PIL sommerso pari a 540 miliardi. Una cifra enorme se si tiene conto che il PIL ufficiale ammonta invece a 1.500 miliardi di euro. Da sottolineare che ai 540 miliardi ne vanno aggiunti ulteriori 200 che non sono stati inclusi in quanto derivanti dall’economia criminale. 740 miliardi in tutto dunque nell’ambito dei quali, considerando un livello di tassazione del 50%, l’evasione fiscale (da sola) vale 270 miliardi. Fare due conti a questo punto è abbastanza semplice. Secondo i calcoli di Eurispes l’evasione fiscale in Italia varrebbe il 18% del PIL. Se si tiene conto del sommerso in generale si sale invece al 35%. Un dato molto più elevato rispetto a quello pubblicato dall’Istat, secondo la quale, l’economia sommersa in Italia, vale a dire l'insieme di tutte le attività economiche che contribuiscono al PIL ufficialmente osservato, ma che non sono né registrate né tassate equivarrebbe a circa il 17-18 per cento del PIL.
LINK
Re: ...e allora Mussolini?
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Giò
Non tutto ovviamente, ma gran parte delle cose che vi sono scritte sono riportate in modo falso o tendenzioso.
Ad esempio, ti parla dei campi di concentramento allestiti dagli italiani in Libia durante la repressione della guerriglia anti-italiana: è vero che vi furono, ma viene omesso che tali campi di concentramento furono istituiti perché i ribelli senussiti tendevano a nascondersi nei villaggi in mezzo alla popolazione locale (che spesso e volentieri li proteggeva e li spalleggiava) e per evitare di dover massacrare indistintamente civili e combattenti, per quanto quest'ultimi fossero perlopiù irregolari, li si volle separare, mettendo gli indigeni in questi campi. Spesso le condizioni dei campi di concentramento erano pessime per mancanza di mezzi da parte italiana e questo provocò diverse epidemie interne o carenza di alimenti. Non si trattò di campi di sterminio né l'intento era quello di affamare deliberatamente la popolazione locale.
@Giò
Non riesco a capire una cosa. Ma i ribelli avevano il diritto di esistere o no? Giò, tu capisci che si tratta di occupazione o no? Nessuno ha chiamato gli italiani in Libia.
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Giò
Altro esempio è quello dell'impiego di armi chimiche da parte italiana durante la guerra d'Etiopia: è vero che furono usate, ma si omette di dire che a tali armi si ricorse (sbagliando, sia chiaro, dato che il loro uso era vietato dal diritto bellico internazionale all'epoca vigente, nonostante anche altre potenze le avessero utilizzate) per ritorsione contro i metodi abissini (ci furono casi di evirazione dei prigionieri di guerra e di uso dei proiettili con un effetto analogo o identico ai dum dum, entrambe pratiche vietate) e che l'uso di queste armi fu circoscritto e del tutto ininfluente per l'esito delle operazioni belliche.
Eh. Quando ti ho detto che i tedeschi bruciavano i civili russi vivi, torturavano i prigionieri, ammazzavano per uno sguardo in più, non è che mi hai creduto molto, mi hai detto che si tratta di un film strappalacrime e bisogna vedere se fosse tutto vero.
Se uno usa armi chimiche vietate fa anche molte altre cose non consentite, ti pare?
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Originariamente Scritto da
Giò
Ulteriore esempio che ti posso fare è quello su Debra Libanos: è vero che gli italiani eliminarono fisicamente gran parte delle persone presenti in quel monastero (Graziani era stato vittima di un attentato da parte della guerriglia anti-italiana), ma si omette di dire che al suo interno erano state trovate numerose volte armi da combattimento il cui uso era proibito (la guerra era già finita: secondo quanto stabilito dall'occupante italiano, tutti avrebbero dovuto consegnare le armi e chiunque fosse stato trovato indebitamente in possesso di un'arma sarebbe stato fucilato) e più volte si era intimato ai monaci di non dare rifugio ai ribelli.
Oppure, nel caso dei villaggi bruciati, si omette di dire che gli italiani, ogni volta, intimavano preventivamente a quei villaggi la cessazione di atteggiamenti di ostilità bellica o di cooperazione con i ribelli, offrendo in cambio ampia clemenza.
Ancora una volta. Ma secondo te, nessuno avrebbe dovuto a ribellarsi all’occupazione italiana?
Re: ...e allora Mussolini?
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Giò
Certo che mi piace, visto che quell'articolo ha il merito di mettere in luce gli aspetti positivi del colonialismo italiano, a scapito di una vulgata anti-italiana che tende a mettere ingiustamente sullo stesso piano il nostro approccio con quello di altre potenze coloniali, che invece furono molto più brutali nei metodi e rapaci negli obiettivi.
Non ho letto nulla di negativo però. Perché?
Re: ...e allora Mussolini?
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kodiak
La differenza è che nel seguito fortunatamente i più civilizzati arabi non si comportarono come certi popoli slavi est europei nei confronti dei civili appartenenti all'etnia dei vinti.
Ti va di espandere il tuo pensiero?