Buongiorno,
sono nuovo del forum quindi mi presento: Sono un giovane uomo che in adolescenza ha sempre appoggiato gli ideali comunisti e si sinistra, ultimamente ho iniziato a riflettere in modo critico sulle mie convinzioni e sono giunto a questo forum. In particolare mi arrovello sulla idea di internazionalismo che da sempre la sinistra promulga: noto infatti che se da una parte con l'evoluzione culturale e tecnologica le differenze e le distanze tra i singoli individui che popolano la terra si livellano, dall' altra c'è una perdita del senso di appartenenza a una comunità intesa come comunione di valori, storia, tradizioni ovvero una perdita dell' identità che ci rende quello che siamo. E mentre ciò accade come da sempre nella storia umana i popoli più forti schiacciano i più deboli soggiogandoli (tanto per chiarire un esempio è dato dall'americanizzazione che c'è stata in tutto il mondo dopo la 2a guerra mondiale). Sono giunto a pensare quindi che l'idea di nazione che un tempo pensavo essere sbagliata è invece attualissima. Detto questo nel campo politico italiano vedo contrapporsi parti che difendono a spada tratta da un lato la dissoluzione e la diluizione dell' Italia e dell' Europa e dall' altro lato idee che promulgano la chiusura dell'Italia in se stessa o la supremazia genetica di questo o quell'altro popolo. Io penso che sia giusto un integrazione tra questi due modi di vedere: un'organizzazione a scatole cinesi che difenda dapprima gli interessi italiani pur affermando che facciamo parte di insiemi più grandi come l'Europa che occorre supportare, per quanto riguarda la supremazia di un popolo non credo che ci siano differenze stabilite dalla genetica ma che ognuno tramite l'organizzazione, l'efficienza, la passione e la dedizione alla comunità nazionale possa avere la meglio e prevalere ( non scordiamoci che discendiamo dai romani: il faro della civiltà occidentale ma che poi non siamo stati capaci di proseguire sulla loro strada e ora siamo superati da quelli che loro consideravano barbari). Non credo sia giusto schiacciare gli altri popoli (come i nazisti pensavano) ma credo sia obbligatorio competere con loro, credo che una società possa e sia obbligata a essere multirazziale a patto che chi giunge qui si integri, si senta italiano e si adoperi per la nazione (ancora: Roma era una società dove perfino alcuni imperatori erano nati in province lontane).
Infine un altro dubbio è sulle libertà personali che solitamente sono molto ristrette dai movimenti politici di destra e solitamente molto permissive secondo quelli di sinistra:mi riferisco in particolare alle unioni omosessuali,la prostituzione, eugenetica, l'eutanasia, le droghe, l'aborto, etc... non capisco perchè si siano così tanto polarizzate le convinzioni su questi argomenti. Una spiegazione forse dalla parte di destra può essere il mito dell' "uomo forte" che resiste alle tentazioni , rimane "puro" e solo con le sue forze riesce a ottenere quello che vuole: questo seppur encomiabile sul piano etico dovrebbe essere relegato alla educazione morale dei singoli e non essere sancita dalle leggi dello stato che dovrebbe normare la vita pubblica ovvero il primum movens che è alla base dello stato stesso, non quella privata (inoltre durante il ventennio fascista erano legali la cocaina, l'oppio, la cannabis, la prostituzione....molti di quelli che erano considerati "uomini forti" come Hitler,Mussolini, D'Annunzio etc. indugiavano abbondantemente in queste pratiche).
Spero di avere illustrato chiaramente qualche concetto su cui ogni tanto divago e vorrei sapere le vostre opinioni su ciò che ho scritto.
Cordiali saluti.




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