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Re: Credere
Credere in senso di fede? No.
Credere in qualcosa perché è dimostrato come vero, esistente, comprovabile? Si.
Ovvero credere non giustificato vs credere giustificato.
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Re: Credere
Citazione:
Originariamente Scritto da
nordista
Cosi, e certamente non per colpa mia, mi sono trovato a non credere piu' a nulla. Anzi a credere a cose di cui avrei vergogna a parlarne coi miei genitori.
Credo ancora nell'amore solo perche' dopo essere stato convinto che non esiste, ho trovato la mia moglie attuale.
Quindi credi nell'amore puro, slegato da tutto il resto?
Citazione:
Originariamente Scritto da
nordista
A parte questo, conta solo la forza ....il potere, il denaro.
Contano fino a un certo punto. Quando vanno oltre falliscono miserabilmente.
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Re: Credere
Citazione:
Originariamente Scritto da
Ucci Do
Credo in un solo Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili.
Credo in un solo Signore Gesù Cristo, unigenito figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli.
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato, della stessa sostanza del Padre.
Pper mezzo di Lui tutte le cose cono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato secondo le scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre e di nuovo verrà nella Gloria per giudicare i vivi e i morti e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo che è il Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa una santa cattolica e apostolica, professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.
Non so se Dio esista o meno. Comunque mi piacerebbe che esistesse. Quando penso a Dio, vengo sopraffatta da una certa tristezza, a volte molto profonda. Forse per credere in Dio ci vuole qualcosa che io non ho...
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Re: Credere
Citazione:
Originariamente Scritto da
Ucci Do
Credo in un solo Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili.
Credo in un solo Signore Gesù Cristo, unigenito figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli.
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato, della stessa sostanza del Padre.
Pper mezzo di Lui tutte le cose cono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato secondo le scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre e di nuovo verrà nella Gloria per giudicare i vivi e i morti e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo che è il Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa una santa cattolica e apostolica, professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.
Io credo nella Zecca onnipossente
e nel figliolo suo detto zecchino;
nella cambiale, nel conto corrente
e nel soldo uno e quatrino.
Seguita ancora, ma non la ricordo più.
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Re: Credere
Citazione:
Originariamente Scritto da
mary ann
Credete in qualcosa o in qualcuno: in Dio, nell'uomo, nell'amore, nella natura, nella scienza, nel futuro ecc? Credere vi aiuta nella vita o no?
per credere in qualcosa bisogna prima sapere tutto
dal momento che si sa ben poco credere in qualcosa significa solo rifugiarsi nell'ignoranza
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Re: Credere
Citazione:
Originariamente Scritto da
mary ann
Veramente non so come si possa non credere in nulla.
E' possibilissimo, e anche molto rilassante.
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Re: Credere
Citazione:
Originariamente Scritto da
MarinoBuia
per credere in qualcosa bisogna prima sapere tutto
dal momento che si sa ben poco credere in qualcosa significa solo rifugiarsi nell'ignoranza
Scherzi? Nessuno sa tutto, ma molti credono.
E poi, se io so una cosa, che bisogno ho di credere in quella cosa?
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Re: Credere
Citazione:
Originariamente Scritto da
Nettuno80
E' possibilissimo, e anche molto rilassante.
Secondo me, una persona serena e rilassata crede almeno nella vita, il che implica anche altri credo, connessi alla vita, all'uomo, al futuro.
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Re: Credere
Citazione:
Originariamente Scritto da
mary ann
Scherzi? Nessuno sa tutto, ma molti credono.
E poi, se io so una cosa, che bisogno ho di credere in quella cosa?
pensi di sapere, forse lo studio forse l'esperienza ti hanno portato a tale considerazione, ma la mente è limitata di suo e ciò che sai o pensi di sapere è automaticamente limitato
ciò che fuoriesce da tale limite è credenza, per taluni è sufficiente a soddisfare i propri aneliti di conoscenza, per altri è un ulteriore limite
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Re: Credere
Gli Iperborei di Evola | Paolo Casolari
L’homo sapiens abitava il Polo nord 45 mila anni fa, prima della glaciazione: hanno trovato le prove. Sono gli iperborei di Evola. Lo scrive la rivista Science nel suo numero 351 del 15 gennaio scorso. La prova provata è nella forma di una carcassa di mammut, congelata da qualche millennio, che porta molti segni di ferite d’arma da punta e da taglio inflitte sia pre sia post-mortem, unita ai resti di un lupo braccato posto in una posizione separata, di età simile. Entrambi i ritrovamenti indicano che esseri umani sapiens, capaci di cacciare e sezionare una preda, potevano essersi ampiamente diffusi in tutta la Siberia artica almeno dieci millenni prima di quanto si pensasse. https://i1.wp.com/www.centrostudilar...size=617%2C491L’equipe del paleontologo Vladimir V. Pitulko dell’Accademia russa delle scienze di S. Pietroburgo ha trovato prove di presenza umana a 72° Nord all’interno del Circolo polare risalenti a ben 45.000 anni fa (test del radiocarbonio). Mai, in precedenza, si erano registrate tracce di homo sapiens così a Nord. La località si chiama a Sopochnaia Karga ed è in piena Siberia artica (lat. 71,86 – lon. 82.7). Sinora, infatti, tutti i ritrovamenti più settentrionali databili 45 mila anni fa si trovavano a 55 ° N, in Siberia occidentale, mentre più sù, nella Siberia artica, tracce di presenze umane erano stata fatte risalire a 30/35.000 anni fa, ma non erano mai state registrate oltre i 66° N. La notizia è una vera bomba e corrobora le intuizioni del grande tradizionalista Julius Evola esposte nel suo Rivolta contro il mondo moderno. E’ qui, infatti, al Polo Nord, che lo scrittore colloca il paese degli Iperborei che, secondo la geografia sacra di antiche tradizioni “erano il popolo che abitava nella luce eterna, la cui regione era patria dell’Apollo delfico, il puro, il radiante, il dio dell’età dell’Oro”. “E ceppi – cito a memoria – ad un tempo regali e sacerdotali, come quello dei Boreali, trassero questa loro dignità da questa terra apollinea: ciclo dell’essere, ciclo solare, ciclo della luce, tali sono i caratteri che presenta l’Età dell’Oro, ovvero l’Età degli Dei”. Il Nord come luogo simbolico, dunque, per Evola, il cui significato si confonde con quello del luogo della prima età. “Ci si trova dinnanzi – scrive – ad un motivo il quale ha, simultaneamente, un significato spirituale e un significato reale per rifarsi a qualcosa in cui il simbolo fu realtà e la realtà fu simbolo, in cui storia e super storia furono due parti non separate, anzi trasparenti l’una nell’altra”. Evola dunque sostiene che, secondo la tradizione, in epoca paleolitica (meglio, “di alta preistoria”), che viene a corrispondere alla stessa età dell’oro o dell’essere, “la terra polare sarebbe stata una regione situata nel settentrione, nella zona dove oggi cade il polo artico della terra, regione abitata da esseri in possesso di quella spiritualità non umana (oro, gloria, luce, vita) che ebbe in proprio la tradizione uranica allo stato puro e fu la scaturigine centrale delle forme che questa tradizione ebbe altre civiltà, prima fra tutte quella atlantica”. Basti pensare alla tradizione romana e romulea ed al suo calendario “artico” di dieci mesi. O agli scritti del “bramino” indiano Bal Gangadhar Tilak, La dimora artica nei Veda che sostengono, basandosi su inni vedici e l’Avesta, che gli ariani abitassero il Polo Nord prima dell’inizio dell’ultima glaciazione. Ora, di questa “nostra” Tradizione, ne abbiamo evidenze paleontologiche tangibili.