
Originariamente Scritto da
cireno
Adry ha pubblicato un articolo del Sole 24 Ore che a me era sfuggito e che parla del nuovo libro di Masi su Il Lavoro in Italia nel 2025. Nel finale dell’articolo c’è una buona notizia perché ci informa che, alla buon’ora,i grillini stanno scegliendo di usare la testa invece della pancia. Ecco le parole dell’articolo:-
-Quanto e come i Cinque Stelle faranno tesoro del testo proponendo ricette credibili, pure sul nodo pensioni, si scoprirà soltanto quando sarà completata la bozza di programma cui stanno lavorando i parlamentari. Per ora attaccano il Jobs Act e la «precarizzazione» impressa con i voucher. Ma studiano, anche, avvalendosi di voci indipendenti. E questo è unsalto di qualità: dalla “pancia” alla testa.
Io non posso essere che lieto di questa scelta perché quello che ho sempre accusato a questo movimento è proprio di aver usato e fatto appello principalmente alla pancia, cioè al populismo, quindi speriamo davvero che sia giunto il momento della trasformazione…
Prendo spunto dal contenuto della frase riportata per enucleare quel “per ora attaccano il Job Act e la precarizzazione impressa con i voucher” per cercare di capire se l’opposizione al Job Act ha dei motivi seri oppure rientra nella solita propaganda di pancia
Cominciamo dai voucher. Cosa dice l’INPS su questo strumento?
una particolare modalità di prestazione lavorativa la cui finalità è quella di regolamentare quelle prestazioni lavorative, definite appunto 'accessorie', che non sono riconducibili a contratti di lavoro in quanto svolte in modo saltuario, e tutelare situazioni non regolamentate.
Il pagamento avviene attraverso 'buoni lavoro' (voucher).
Ilvalore netto di un voucher da 10 euro nominali, in favore del lavoratore, è di7,50 euro e corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione, salvo cheper il settore agricolo, dove, in ragione della sua specificità, si considerail contratto di riferimento.
Sono garantite la copertura previdenziale presso l'INPS e quella assicurativa pressol'INAIL.
Come in tutti i provvedimenti legislativi c’è sempre una visione di destra e una di sinistra, quindi, solitamente, si finisce con approvare qualcosa che può essere criticato sia da destra che da sinistra.
A mio giudizio i voucher sono il tentativo di ridurre il lavoro in nero ma sembra che invece aumentino la precarizzazione., nel senso che a un datore di lavoro può essere più comodo e tranquillo non assumere a contratto ma farlo attraverso questo strumento. Cambia qualcosa? Certamente si, quindi fermo restando l’utilità dei voucher si tratterebbe di dare agli stessi dei limiti che non permettano alle aziende di approfittarsene.
E veniamo al Job Act
La maggiore accusa che viene portata a questa legge è di aver eliminato l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Cosa dice l’art. 18?
La disposizione fa riferimento alla reintegrazione nel posto di lavoro,costituendo applicazione della cosiddetta tutela reale disciplinando il reintegro con risarcimento e l'indennità in sostituzione della reintegrazionein caso di licenziamento illegittimo (ovvero effettuato senza comunicazione deimotivi, ingiustificato o discriminatorio) di un lavoratore.
Cosa cambia con il JOB ACT?
Per inuovi assunti con contratto a tempo indeterminato con tutele crescenti, il reintegro è previsto solo nel caso di licenziamento discriminatorio e disciplinare se il lavoratore riesce a dimostrare che il motivo apportato dall'azienda per il licenziamento disciplinare non sussiste. Nel caso di licenziamento disciplinare motivato o di licenziamento per motivi economici ilreintegro viene sostituito dal solo indennizzo in denaro, che sarà con l'anzianità del dipendente nell'azienda.
Cambia quindi che per il nuovo assunto a tempo indeterminato l’art.18 non ha più valore
Anche questa legge ha i suoi pro e i suoi contro. E’ stato spiegato dal governo che con questa legge si intendeva favorire l’ingresso nelle aziende di giovani nuovi assunti. Da destra si è criticato il fatto che l’art.18 non venga abolito per tutti e da sinistra si è criticato il contrario,cioè che non verrà applicato anche ai nuovi assunti.
C’è del buono in questo Job Act? In una società liberista come è la nostra è una legge che salvaguarda, solo in parte, i lavoratori. Negli Usa, che noi guardiamo sempre con interesse, un lavoratore viene licenziato semplicemente licenziandolo, e basta. Quindi se è una buona legge o no va a seconda di chi la giudica. Per me è una legge in linea con la società che ci siamo scelti.