Ho seguito la Direzione del PD minuto per minuto e mi ha colpito soprattutto una cosa: che non si è votato in nessun modo per la prosecuzione del governo Gentiloni. Certo Renzi, come sempre abilissimo, ha dato agli oppositori interni tutte le rassicurazioni possibili sui temi a loro cari (congresso ecc.) ma sostanzialmente le cose mi sembra siano rimaste, suppergiù, come erano prima.
Ci sarà però un’assemblea, e questa certamente chiarirà diversi punti che ieri, anche per mancanza di tempo, non si sono potuti che accennare.
Mi ha stupito l’intervento di Orlando, che fino a ieri consideravo un renziano a tutto tondo, e che in pratica ha detto a Renzi,rivolgendosi proprio a lui, che il partito democratico non può essere trasformato in un partito di centro, dove, a suo parere, Renzi lo starebbe portando.
Ho apprezzato l’intervento di Emiliano, da vecchio socialista, e quello di Cuperlo, intelligente come sempre, ma gli interventi che più ho apprezzato, per i contenuti, sono stati quelli di Bersani e di Speranza, senza dimenticare l’ottimo intervento, a braccio, di De Luca centrato soprattutto sulla difesa del Sud e dei suoi giovani senza lavoro.
Il commento immediato non può che essere sulla differenza tra questo partito e TUTTI gli altri partiti italiani. Nel PD si discute, si litiga, ci si confronta, e questo, ha detto bene Renzi, vuol dire democrazia, e questa realtà lo rende assolutamente diverso da chi è comandato da un solo uomo, auto proclamatosi capo, così come succede in Forza Italia, nel M5S. nella Lega e mi sembra anche in Fratelli d’Italia.
Un commento aggiunto è una constatazione: nei partiti di sinistra DA SEMPRE si hanno visioni diverse, intendimenti diversi, obiettivi diversi. Questo non succedeva, quasi, nel vecchio PCI ma oggi il partito comunista è in sonno, quindi...adeguiamoci ai termpi




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