Io sono un galoppino di basso rango (il massimo che finora ho totalizzato è una minaccia di candidatura tappabuchi nel "Quartiere Sovietico" cittadino), ma ho il vizio di avere delle idee più o meno balzane.
Sono notoriamente un ex-neonazifascista terrorista stragista e razzista di Alleanza Nazionale e come militante di questo tenebroso partito (nonché antisemita, complice la sigaretta che mi fumai - ahimè l'amore non guarda i polmoni - l'ultimo 27 gennaio di scuola) ho delle idee balzane e fuori luogo.
L'avversione al liberalismo, l'amore per la libertà, per la tradizione ininterrotta, per la Patria come entità organica che trascende (poveretta lei che si nega questa indubbia patente di civiltà) ogni sorta di documento giuridico sessantenne, una certa idea di Europa e dello Stato e tutta una serie di cose che alle delicate nari dei benpensanti (non ultimi i collaboratori del Presidente della Camera) sanno di zolfo e di altri effluvi meno aulicamente riportabili.
Ora, stante l'inconsistenza di ogni altra fasci-nosa alternativa che non gode il privilegio di appoggiare le sue littorie natiche sui morbidi broccati dei Seggi Parlamentari, nonché quella egualmente seducente di padanamente timbrati deretani sospinti dal mio voto sui già detti soffici cuscini, qualche buon uomo, di qualunque delle numerose sette politiche che talebanamente e lamaisticamente si sorridono e si corteggiano nel disperato tentativo di essere il primo ad infilarlo (il pugnale!) nel proprio avversario, potrebbe spiegarmi perché dovrei sacrificare il tempo che trascorro in questa dolorosa valle di lacrime perduto in due ammalianti occhi grigi al démone della politica attiva, sventolando una bandiera che allo stato dell'arte tutto può, meno che rappresentare la mia sciocca visione del mondo?




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