Mi chiedevo come mai il concetto della possibilità dell'universo simulato sia in genere più accettato dell'idea della possibilità dell'esistenza di dio.
Quando si accenna alla possibilità dell'esistenza di dio iniziano a saltare fuori gnomi folletti e teiere che ruotano attorno al sole, mentre l'unica limitazione all'ipotesi dell'universo simulato è la potenza di calcolo del presunto elaboratore.
Giustamente, già noi stiamo iniziando a simulare sistemi solari, galassie e universi per verificare teorie e "rendere vivi" e vividi dei concetti puramente matematici, tuttavia simulare universi in cui sono presenti esseri senzienti generati dalle leggi fisiche simulate, per non parlare del fatto che questi esseri possano a loro volta simulare universi nel loro universo simulato, è tutta un'altra cosa.
Ora però possiamo supporre che nell'universo dove è presente l'elaboratore che ci simula le limitazioni imposte dalle leggi fisiche siano molto meno stringenti delle nostre, tipo atomi molto più piccoli rispetto ai nostri, che consentano la costruzione di componenti molto più potenti, velocità della luce molto maggiore ecc. .
Chiediamoci ora però quanto ammettiamo che l'universo che ci simula possa essere differente dal nostro, quanto gli esseri (o l'essere) che lo abitano possano essere diversi dall'idea del ragazzo brufoloso genialoide che imposta una simulazione nel suo pc nuovo e possano invece essere simili alla nostra idea di dio, infine quanto l'idea dell'universo creato da dio possa essere simile all'idea dell'universo simulato, cioè se "simulato" e "creato" non abbiano in questo caso lo stesso significato.




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