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Discussione: la morte della patria

  1. #1
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    Predefinito la morte della patria

    ne avrete già parlato magari, ma mi interessa sapere cosa pensate del fatti successivi all' 8 settembre 43'

    il re e il principe ereditario, i vertici dell' esercito e anche diversi soldati si danno alla fuga

    ii più non si schierano e rimangono i una zona grigia cercando di salvare la pelle in attesa della pace

    per fare un pargone i tedeschi sono rimasti uniti fino a che non è stato smbrato lo stato con l' entrata dell' armata rossa a berlino, e queste sono cose che contano nel modo in cui un popolo concepisce se stesso e come viene visto d fuori

    inoltre la resistenza che viene dipinta come atto di purificazione rispetto all' esperienza fascista di fatto non consente di gettare le basi di una rifondazione di un' idea nazionale che il fascismo aveva saputo creare, lo stesso pci che in qualche modo è riuscito ad appropriarsi della resistenza(anche se nel comitato di liberazione nazionale c' erano anche cattolici, azionisti, liberali) manifestava al contrario un' inquietante tendenza antinazonale come dimostrano le vicende del confine triestino, l' istria ecc

    il trattato di pace del 47' di fatto sancisce una netta perdita di sovranità e indipendenza nazionale che gli italiani hanno poi accettato di buon grado..

    ma cosa resta della nazione?

    è possibile tornare a parlare di nazione e interesse nazionale?
    «che giova ne la fata dar di cozzo?»

    “Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è ottima”

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  2. #2
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    Predefinito re: la morte della patria

    C'è stato anche il rovescio della medaglia: migliaia di italiani che si sono schierati per salvare o l'onore della patria o l'onore del fascismo o entrambi, nonostante una vittoria dell'Asse fosse ormai impossibile.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

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  3. #3
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    Predefinito re: la morte della patria

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    C'è stato anche il rovescio della medaglia: migliaia di italiani che si sono schierati per salvare o l'onore della patria o l'onore del fascismo o entrambi, nonostante una vittoria dell'Asse fosse ormai impossibile.
    per me chi ha combattuto da una parte o dall'' altra è comunque meritevole di rispetto, perché pur da parti opposte ma si è combattuto per una patria

    il problema sono quelli che sono scappati, a partire dal re, da Badoglio, i generali e anche i soldati, quando mancano gli ufficiali che danno l' esempio e ognuno pensa per se.. una nazione è tale se resta unita nel momento della difficoltà, questa è una pagina buia

    né in germania né in giappone è successo nulla di simile e persero anche più duramente, è successo in italia, ed è anche per queste cose che nel mondo veniamo consierati in un certo modo
    «che giova ne la fata dar di cozzo?»

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  4. #4
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    Predefinito re: la morte della patria

    Io sono del parere che il più rapido sgretolamento del regime e la spaccatura più netta tra due fazioni opposte in Italia rispetto agli altri paesi dell'Asse sia dovuta a due fattori principali.

    In primo luogo il dualismo mai veramente risolto regime-monarchia. Vi erano strati della popolazione che pur non ostili al regime mettevano al primo posto la fedeltà monarchica. Questo ha fatto sì che quando il re ha scaricato Mussolini, molti han tenuto fede al giuramento prestato alla corona e si sono rifiutati di rinnegarlo per servire sotto le bandiere della RSI. Sia in Germania che in Giappone non esistevano figure di spicco alternative al Fuhrer o al Tenno.

    Nel 1943, inoltre, l'Italia ha già pagato un prezzo pesantissimo per la guerra, in proporzione più alto di quello degli alleati dell'Asse. Le città sono pesantemente bombardate fin dal 1940 (in Germania i bombardamenti a tappeto inizieranno nel 1944, e in Giappone la guerra del Pacifico è ancora ben lontana dall'arcipelago nipponico), parte del territorio nazionale è stato invaso dal nemico (il primo Russo a metter piede sul suolo tedesco arriverà in Prussia solo nel gennaio 1945, il primo americano a Remagen a marzo dello stesso anno), le colonie sono perdute, i reduci tornano dalla Russia decimati a raccontare di una rotta devastante.

    In una situazione come questa è naturale che il distacco tra popolazione e regime al momento dell'armistizio sia più netto: è maturato per più tempo, grazie a conseguenze proporzionalmente più pesanti, e facilitato dalla presenza di un contropotere di fatto (la corona) pronto ad approfittarne.
    Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.

  5. #5
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    Predefinito Re: la morte della patria

    Bisogna anche dire che l'8 settembre avvenne quando il regime fascista era già stato esautorato.
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  6. #6
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    Predefinito Re: la morte della patria

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    per me chi ha combattuto da una parte o dall'' altra è comunque meritevole di rispetto, perché pur da parti opposte ma si è combattuto per una patria

    il problema sono quelli che sono scappati, a partire dal re, da Badoglio, i generali e anche i soldati, quando mancano gli ufficiali che danno l' esempio e ognuno pensa per se.. una nazione è tale se resta unita nel momento della difficoltà, questa è una pagina buia

    né in germania né in giappone è successo nulla di simile e persero anche più duramente, è successo in italia, ed è anche per queste cose che nel mondo veniamo consierati in un certo modo
    Senza nulla togliere a chi fece il partigiano in totale buona fede, un conto è schierarsi dalla parte che sembra vincente, un altro è schierarsi dalla parte che invece pare quasi certamente perdente.
    Di base c'è comunque un fatto: i tedeschi sono un popolo che, in genere, segue sempre in modo pedissequo quello che ordina il proprio governo perché sostanzialmente acritici nei confronti dell'autorità. Gli italiani invece seguono una causa quando convinti della sua giustizia e non per altri motivi. La guerra a fianco ai tedeschi, se inizialmente aveva destato entusiasmi e adesioni, col tempo venne sempre più percepita come una guerra estranea agli interessi italiani.
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  7. #7
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    Predefinito Re: la morte della patria

    c'è poco da dire, l'8 settembre fu la morte della patria, la monarchia avrebbe potuto sganciarsi dall'alleanza con la Germania in 1000 modi, anche se il re era in una situazione disperata avrebbe potuto opporre resistenza e difendere Roma dove era in superiorità numerica, invece era attornaito da una banda di generali pusillanimi che contrariamente ai loro giuramenti scapparono come lepri, cioè da traditori e nel peggiore dei modi.

    Che importa rischiare un campo di concentramento o anche la morte quando si è il capo dello stato e si difende il proprio paese? e quando uno è generale dell'esercito o ammiraglio e ha guirato centinaia di volte di morire per il proprio paese fino all'ultima goccia, allora sono solo parole inutili? Niente, tutti a scappare come lepri

    Circa un anno dopo la Finlandia si sgancio' dalla seconda guerra mondiale comunicando ai tedeschi che ormai era finita: non avevano piu' risorse, armi, uomini, aerei, e coi russi già presenti sul suo territorio che minacciavano di distruggere il paese: fu uno sganciamento doloroso ma dignitoso, nessun tedesco parlo' di tradimento e i Russi fermarono la loro avanzata in Finlandia che venne praticamente neutralizzata, cosa che duro' per i successivi 50 anni

    la piccola Finlandia con un territorio grande come l'Italia ma con soli 2 o 3 milioni di popolazione diede una grande lezione di dignità a tutti

  8. #8
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    Predefinito Re: la morte della patria

    La patria può continuare a vivere in noi, e anche oltre...
    OT: Qualche tempo fa, in macchina, stavo guidando e canticchiavo l'inno tedesco, solo la prima strofa poi, perché le altre non le conosco...Deutschland, Deutschland über alles, über alles in der Welt e andavo avanti così...
    A un certo punto mia figlia (7 anni, dal seggiolino!), infastidita mi fa : Non puoi cantare l'inno tedesco, noi siamo italiani!
    Lo conosce perché lo ha sentito altre volte...e valle a spiegare che i tedeschi sono nostri amici... Da un lato mi ha fatto piacere, ma d'altro canto non vorrei che fosse indice dell'eccessivo condizionamento che le sto trasmettendo... Cosa dite?

  9. #9
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    Predefinito Re: la morte della patria

    Va anche detto che la Finlandia si era combattuta la sua guerra separata durante Barbarossa, aveva avuto il preambolo della Guerra d'Inverno (quella in cui il Reich bloccava gli aiuti italiani a Helsinki, Parigi voleva bombardare Baku e Mosca faceva il pariah doplomatico) e il suo sganciamento non apriva una voragine verso la Germania propriamente detta.
    Con un decreto speciale / è stata abolita la lingua del mio paese / sostituita da una nuova / tutto quello che finora avevo scritto / si considera non tradotto.

  10. #10
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    Predefinito Re: la morte della patria

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    c'è poco da dire, l'8 settembre fu la morte della patria, la monarchia avrebbe potuto sganciarsi dall'alleanza con la Germania in 1000 modi, anche se il re era in una situazione disperata avrebbe potuto opporre resistenza e difendere Roma dove era in superiorità numerica, invece era attornaito da una banda di generali pusillanimi che contrariamente ai loro giuramenti scapparono come lepri, cioè da traditori e nel peggiore dei modi.

    Che importa rischiare un campo di concentramento o anche la morte quando si è il capo dello stato e si difende il proprio paese? e quando uno è generale dell'esercito o ammiraglio e ha guirato centinaia di volte di morire per il proprio paese fino all'ultima goccia, allora sono solo parole inutili? Niente, tutti a scappare come lepri

    Circa un anno dopo la Finlandia si sgancio' dalla seconda guerra mondiale comunicando ai tedeschi che ormai era finita: non avevano piu' risorse, armi, uomini, aerei, e coi russi già presenti sul suo territorio che minacciavano di distruggere il paese: fu uno sganciamento doloroso ma dignitoso, nessun tedesco parlo' di tradimento e i Russi fermarono la loro avanzata in Finlandia che venne praticamente neutralizzata, cosa che duro' per i successivi 50 anni

    la piccola Finlandia con un territorio grande come l'Italia ma con soli 2 o 3 milioni di popolazione diede una grande lezione di dignità a tutti

    O forse, la piccola Finlandia, non se la cagava nessuno.

 

 
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