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  1. #111
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    Predefinito Re: Gli infallibili Tomahawk

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    Quindi avete buttato nel cesso un milione di dollari a missile per usarli a un decimo del loro potenziale. E lo scrivi pure! LOL che fesso!
    soddisfazioni che non puoi capire, per tua fortuna.
    "Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
    Gratteri: "L'Ue è una prateria per le mafie"

  2. #112
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    Predefinito Re: Gli infallibili Tomahawk

    quando torna palla ??

  3. #113
    Gianicolo, 1849
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    Predefinito Re: Gli infallibili Tomahawk

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    Si le ha usate.

    E ti ho anche spiegato (tecnicamente) il perche, non essendo stato capace di documentarti, non hai capito.

    I soccorritori sono arrivati ad ore di distanza. Le armi usate sono state lanciate in minime quantita, non hanno tirato certo una tonnellata di Sarin.

    Ci sono stati decine di episodi negli ultimi 2 anni. Ci sono le prove.

    Peraltro non si capisce perche avrebbero dovuto inscenare questa farsa delle armi chimiche, e quindi tirare dei missili contro un aeroporto vuoto !!!

    Illuminaci.
    Nel video i soccorsi ai gasati morenti, al secondo 54 il vecchietto rivuole la Keffia. Nel video sotto il particolare della scena. Il perchè abbiano incenato la pagliacciata è chiarissimo.





    https://www.facebook.com/FronteEurop...3813790723297/
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  4. #114
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Predefinito Re: Gli infallibili Tomahawk

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Ma quale verita'.. hai fatto un commento idiota.

    Questo non lo ha spinto nessuno, questo e' cosi di carattere, dice una cosa e ne fa un altra e nega pure d'aver detto quella prima.
    Lascia perdere va.
    eh bè certo...perchè, lo sciacallaggio mediatico, i collaboratori fatti silurare, il russiagate, ovviamente non c'entrano niente con il suo cambio di idea
    certo, certo
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  5. #115
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Predefinito Re: Gli infallibili Tomahawk

    Tanto per capire cosa potrebbe aspettarci

    Craig Roberts: Trump si è arreso, il prossimo sarà Putin?
    Hanno lasciato nell'amministrazione Trump sionisti estremisti e generali impazziti che vogliono la guerra. E non c'è nessuno capace di fermarli, alla Casa Bianca
    Redazione
    lunedì 10 aprile 2017 18:08


    da Libreidee.

    «Trump si è arreso. Il prossimo sarà Putin?». Se lo domanda Paul Craig Roberts, uno dei più autorevoli osservatori indipendenti della scena internazionale, all'indomani del raid missilistico sulla Siria ordinato dal capo della Casa Bianca senza prima acquisire prove sulle responsabilità di Assad nell'attacco a Idlib con il gas Sarin. «L'establishment di Washington ha ripreso il controllo», scrive sul suo blog l'ex viceministro di Ronald Reagan. «Prima Flynn e ora Bannon», via le "colombe" che avevano trainato la campagna elettorale di Trump, lasciando intravedere il disgelo col resto del mondo. «Tutto ciò che hanno lasciato nell'amministrazione Trump - afferma Roberts - sono i sionisti e i generali impazziti che vogliono la guerra con la Russia, la Cina, l'Iran, la Siria e la Corea del Nord. E non c'è nessuno, alla Casa Bianca, capace di fermarli».

    Questo è il «bacio d'addio alla normalizzazione delle relazioni con la Russia: il conflitto siriano è impostato per essere riaperto». Incidente gravissimo, strategico: data «l'assenza di qualsiasi prova» sulle responsabilità di Assad, «è del tutto evidente che l'attacco chimico è un evento orchestrato da Washington».
    Il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha messo in guardia la Russia: è scattata l'operazione per rimuovere Assad, e purtroppo Trump è d'accordo, continua Craig Roberts. Conseguenza: «La rimozione di Assad permette a Washington di imporre un altro burattino americano su popoli musulmani». Obiettivo sostanziale:«Rimuovere un altro governo arabo con una politica indipendente da Washington, per eliminare un altro governo che si oppone al furto di Israele della Palestina».

    Per Tillerson, storico patron della Exxon, far cadere il governo siriano significa anche «tagliare il gas russo destinato all'Europa con un gasdotto controllato degli Stati Uniti, che dal Qatar raggiunga l'Europa attraverso la Siria». Brutte notizie per Mosca, che - combattendo seriamente contro l'Isis - sperava davvero, con Trump, di raggiungere una partnership con Washington attraverso uno sforzo comune contro il terrorismo. Speranze che Craig Roberts oggi definisce «del tutto irrealistiche». Un'idea addirittura «ridicola», visto che «il terrorismo è l'arma di Washington». Un'accusa frontale, dunque: sono gli Usa i mandanti diretti dell'Isis, accusa l'ex stratega di Reagan.

    Una volta messa fuori gioco la Russia, continua Craig Roberts, «il terrorismo verrà poi diretto contro l'Iran su larga scala». E quando l'Iran dovesse a sua volta cadere, sempre il terrorismo "amico" della Cia, quello che oggi è targato Isis, «inizierà a lavorare sulla Federazione Russa e con la provincia cinese che confina con il Kazakhstan».
    Possibile? Senz'altro: «Washington ha già dato alla Russia un assaggio del terrorismo sostenuto dagli Usa in Cecenia. E il più è deve ancora arrivare». Craig Roberts rimprovera ai russi una sorta di fatale ingenuità: speravano, davvero in Donald Trump. Per questo, sostiene, hanno evitato di stravincere, dopo aver conquistato il cruciale ovest della Siria, paese che oggi è invece, ancora, a rischio di spartizione, dopo la brutale defenestrazione di Assad.
    I russi, «ipnotizzati dal sogno di cooperare con Washington, hanno messo la Siria (e se stessi) in una posizione difficile». Avevano «sorpreso il mondo», accettando di difendere la Siria dall'Isis, e allora «Washington era impotente». In pochi mesi, l'intervento russo ha sbaragliato l'Isis. «Poi, all'improvviso, Putin si è fermato: ha annunciato il ritiro, affermando, come Bush sulla portaerei: missione compiuta».

    Ma la missione non era compiuta, sottolinea Craig Roberts: la Russia è stata costretta a tornare in campo, «nella vana convinzione che Washington si sarebbe messa finalmente a collaborare con la Russia per eliminare l'ultima roccaforte Isis». Al contrario, invece, «gli Stati Uniti hanno inviato forze militari per bloccare i progressi russi sulla scena siriana». Il ministro degli esteri Lavrov ha protestato, ma - ancora una volta - la Russia «non ha usato il suo potere superiore sulla scena per battere le forze americane e portare a termine il conflitto».
    Ora Washington dà "avvertimenti" a Mosca, a suon di missili: riuscirà il Cremlino a capire che può scordarsi ogni cooperazione e, semmai, prenotarsi per un ruolo di vassallo? Si avvicina una trappola pericolosa, continua Craig Roberts: «La Russia non permetterà a Washington di rimuovere Assad», ma a Mosca esiste una "quinta colonna" «che è alleata con l'Occidente».
    Per Putin e l'indipendenza della Russia come potenza sovrana, si tratta del pericolo più insidioso, tale da metter fine al ruolo di Mosca come attore euroasiatico capace di imporre stabilità geopolitica, a cavallo dei due continenti.

    Collaboratori infedeli: spesso si è accennato, in quei termini, al gruppo che fa capo all'ex presidente Dmitrij Medvedev. Questa "quinta colonna", sostiene Craig Roberts, «insisterà dicendo che la Russia potrà finalmente ottenere la collaborazione di Washington solo se "sacrificherà" Assad». Sarebbe un suicidio: l'acquiescenza di Putin «distruggerebbe l'immagine del potere russo», e sarebbe utilizzata «per privare la Russia di valuta estera dalle vendite di gas naturale verso l'Europa».
    Putin ha detto che la Russia non può fidarsi di Washington? «Si tratta di una deduzione corretta dai fatti», conclude Craig Roberts. E quindi, perché mai la Russia dovrebbe cedere, in cambio del miraggio della mitica cooperazione con Washington, cioè con il potere che sostiene sottobanco i terroristi dell'Isis?
    «La cooperazione ha un solo significato: significa arrendersi a Washington». Per il grande analista americano, Putin ha "ripulito" la Russia solo in parte: «Il paese rimane pieno di agenti americani, ed è straordinario vedere quanto poco, i media russi, capiscono il pericolo nel quale la Russia si trova». E dunque: «Sarà Putin il prossimo a cadere vittima dell'establishment di Washington, come è appena accaduto a Trump?».


    Fonte: Craig Roberts: Trump si è arreso, il prossimo sarà Putin? | LIBRE.
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  6. #116
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito Re: Gli infallibili Tomahawk

    Citazione Originariamente Scritto da Zefram_Cochrane Visualizza Messaggio
    eh bè certo...perchè, lo sciacallaggio mediatico, i collaboratori fatti silurare, il russiagate, ovviamente non c'entrano niente con il suo cambio di idea
    certo, certo
    Sciacallaggio mediatico?

    Mah, veramente questo spara balle, ed OVVIAMENTE, essendo BALLE, i massmedia... le fanno notare (mica solo loro, sono talmente OVVIE come balle.. hce anche se nonci fossero i massmedia meriterebbe d'essere preso a pernacchie).
    Nessuno ha fatto "sulurare", quelli i ha dovutu silurare LUI, in quanto avevano violato delle leggi... capito la differenza?

    Russiagate, cosa? dichiarazioni di uno dei membroi della commissione, pochi giorni fa : "alla fien della storia, qui qualcuno va in proigione".

    Quindi stando a te, non si sarebbe dovuto far presente che spara balle, che suoi collaboratori hanno violato leggi e dubbi legittimi non dovrebbero essere investigati... insomma... nuovamente... ma non fare commenti XXXXX suvvia.
    Globalizzazione..... si grazie.

  7. #117
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito Re: Gli infallibili Tomahawk

    Citazione Originariamente Scritto da Zefram_Cochrane Visualizza Messaggio
    Tanto per capire cosa potrebbe aspettarci

    Craig Roberts: Trump si è arreso, il prossimo sarà Putin?
    Hanno lasciato nell'amministrazione Trump sionisti estremisti e generali impazziti che vogliono la guerra. E non c'è nessuno capace di fermarli, alla Casa Bianca
    Redazione
    lunedì 10 aprile 2017 18:08


    da Libreidee.

    «Trump si è arreso. Il prossimo sarà Putin?». Se lo domanda Paul Craig Roberts, uno dei più autorevoli osservatori indipendenti della scena internazionale, all'indomani del raid missilistico sulla Siria ordinato dal capo della Casa Bianca senza prima acquisire prove sulle responsabilità di Assad nell'attacco a Idlib con il gas Sarin. «L'establishment di Washington ha ripreso il controllo», scrive sul suo blog l'ex viceministro di Ronald Reagan. «Prima Flynn e ora Bannon», via le "colombe" che avevano trainato la campagna elettorale di Trump, lasciando intravedere il disgelo col resto del mondo. «Tutto ciò che hanno lasciato nell'amministrazione Trump - afferma Roberts - sono i sionisti e i generali impazziti che vogliono la guerra con la Russia, la Cina, l'Iran, la Siria e la Corea del Nord. E non c'è nessuno, alla Casa Bianca, capace di fermarli».

    Questo è il «bacio d'addio alla normalizzazione delle relazioni con la Russia: il conflitto siriano è impostato per essere riaperto». Incidente gravissimo, strategico: data «l'assenza di qualsiasi prova» sulle responsabilità di Assad, «è del tutto evidente che l'attacco chimico è un evento orchestrato da Washington».
    Il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha messo in guardia la Russia: è scattata l'operazione per rimuovere Assad, e purtroppo Trump è d'accordo, continua Craig Roberts. Conseguenza: «La rimozione di Assad permette a Washington di imporre un altro burattino americano su popoli musulmani». Obiettivo sostanziale:«Rimuovere un altro governo arabo con una politica indipendente da Washington, per eliminare un altro governo che si oppone al furto di Israele della Palestina».

    Per Tillerson, storico patron della Exxon, far cadere il governo siriano significa anche «tagliare il gas russo destinato all'Europa con un gasdotto controllato degli Stati Uniti, che dal Qatar raggiunga l'Europa attraverso la Siria». Brutte notizie per Mosca, che - combattendo seriamente contro l'Isis - sperava davvero, con Trump, di raggiungere una partnership con Washington attraverso uno sforzo comune contro il terrorismo. Speranze che Craig Roberts oggi definisce «del tutto irrealistiche». Un'idea addirittura «ridicola», visto che «il terrorismo è l'arma di Washington». Un'accusa frontale, dunque: sono gli Usa i mandanti diretti dell'Isis, accusa l'ex stratega di Reagan.

    Una volta messa fuori gioco la Russia, continua Craig Roberts, «il terrorismo verrà poi diretto contro l'Iran su larga scala». E quando l'Iran dovesse a sua volta cadere, sempre il terrorismo "amico" della Cia, quello che oggi è targato Isis, «inizierà a lavorare sulla Federazione Russa e con la provincia cinese che confina con il Kazakhstan».
    Possibile? Senz'altro: «Washington ha già dato alla Russia un assaggio del terrorismo sostenuto dagli Usa in Cecenia. E il più è deve ancora arrivare». Craig Roberts rimprovera ai russi una sorta di fatale ingenuità: speravano, davvero in Donald Trump. Per questo, sostiene, hanno evitato di stravincere, dopo aver conquistato il cruciale ovest della Siria, paese che oggi è invece, ancora, a rischio di spartizione, dopo la brutale defenestrazione di Assad.
    I russi, «ipnotizzati dal sogno di cooperare con Washington, hanno messo la Siria (e se stessi) in una posizione difficile». Avevano «sorpreso il mondo», accettando di difendere la Siria dall'Isis, e allora «Washington era impotente». In pochi mesi, l'intervento russo ha sbaragliato l'Isis. «Poi, all'improvviso, Putin si è fermato: ha annunciato il ritiro, affermando, come Bush sulla portaerei: missione compiuta».

    Ma la missione non era compiuta, sottolinea Craig Roberts: la Russia è stata costretta a tornare in campo, «nella vana convinzione che Washington si sarebbe messa finalmente a collaborare con la Russia per eliminare l'ultima roccaforte Isis». Al contrario, invece, «gli Stati Uniti hanno inviato forze militari per bloccare i progressi russi sulla scena siriana». Il ministro degli esteri Lavrov ha protestato, ma - ancora una volta - la Russia «non ha usato il suo potere superiore sulla scena per battere le forze americane e portare a termine il conflitto».
    Ora Washington dà "avvertimenti" a Mosca, a suon di missili: riuscirà il Cremlino a capire che può scordarsi ogni cooperazione e, semmai, prenotarsi per un ruolo di vassallo? Si avvicina una trappola pericolosa, continua Craig Roberts: «La Russia non permetterà a Washington di rimuovere Assad», ma a Mosca esiste una "quinta colonna" «che è alleata con l'Occidente».
    Per Putin e l'indipendenza della Russia come potenza sovrana, si tratta del pericolo più insidioso, tale da metter fine al ruolo di Mosca come attore euroasiatico capace di imporre stabilità geopolitica, a cavallo dei due continenti.

    Collaboratori infedeli: spesso si è accennato, in quei termini, al gruppo che fa capo all'ex presidente Dmitrij Medvedev. Questa "quinta colonna", sostiene Craig Roberts, «insisterà dicendo che la Russia potrà finalmente ottenere la collaborazione di Washington solo se "sacrificherà" Assad». Sarebbe un suicidio: l'acquiescenza di Putin «distruggerebbe l'immagine del potere russo», e sarebbe utilizzata «per privare la Russia di valuta estera dalle vendite di gas naturale verso l'Europa».
    Putin ha detto che la Russia non può fidarsi di Washington? «Si tratta di una deduzione corretta dai fatti», conclude Craig Roberts. E quindi, perché mai la Russia dovrebbe cedere, in cambio del miraggio della mitica cooperazione con Washington, cioè con il potere che sostiene sottobanco i terroristi dell'Isis?
    «La cooperazione ha un solo significato: significa arrendersi a Washington». Per il grande analista americano, Putin ha "ripulito" la Russia solo in parte: «Il paese rimane pieno di agenti americani, ed è straordinario vedere quanto poco, i media russi, capiscono il pericolo nel quale la Russia si trova». E dunque: «Sarà Putin il prossimo a cadere vittima dell'establishment di Washington, come è appena accaduto a Trump?».


    Fonte: Craig Roberts: Trump si è arreso, il prossimo sarà Putin? | LIBRE.
    Oh signore... ancroa che si cita questo Paul Craig Roberts.. NON ne ha indovinata UNA.... questo si aspetta il crollo del Dollaro dal 1985.... si aspetta la guerra nucleare da almeno 4 anni... ma ogni tanto non sarebbe utile controlalre se qeusti geni mancati amati dai supermegafantablogs, ogni tanto ne dicono una che poi... nella realta'.... trovo riscontro?
    Globalizzazione..... si grazie.

  8. #118
    Klassenkampf ist alles!
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    Predefinito Re: Gli infallibili Tomahawk

    Citazione Originariamente Scritto da Zefram_Cochrane Visualizza Messaggio
    eh bè certo...perchè, lo sciacallaggio mediatico, i collaboratori fatti silurare, il russiagate, ovviamente non c'entrano niente con il suo cambio di idea
    certo, certo
    Non è stato lo sciacallaggio mediatico a imporgli di fare sposare la figlia con un sionista figlio di un palazzinaro pluripregiudicato. In pratica l'ha data in moglie a Genny Sevastano, e adesso i trumpiani si lamentano che comanda la camorra? Guagliò, ma chi dà la figlia in sposa a un boss di solito è già malamente di suo.
    Una Cina, una Yugoslavia, una Russia, una Corea, una Palestina, un'Irlanda. E zero USA
    Il Mein Kampf è una nota a margine del Manifest Destiny

  9. #119
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    Predefinito Re: Gli infallibili Tomahawk

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Oh signore... ancroa che si cita questo Paul Craig Roberts.. NON ne ha indovinata UNA.... questo si aspetta il crollo del Dollaro dal 1985.... si aspetta la guerra nucleare da almeno 4 anni... ma ogni tanto non sarebbe utile controlalre se qeusti geni mancati amati dai supermegafantablogs, ogni tanto ne dicono una che poi... nella realta'.... trovo riscontro?
    C'è una barzelletta che spiega perchè i supermegafantablogs hanno successo.
    Berlino, anni '30, due ebrei in panchina, uno legge lo Sturmer (il quotidiano ufficiale della propaganda antisemita nazista).
    L'altro sbrocca: "ma come, con quello che ci stanno facendo i nazisti, leggi un giornale dove istigano alla violenza contro di noi?"
    Il primo spiega: "e cosa dovrei leggere, la stampa ebraica, che parla solo di pogrom violenze antisemite, ebrei perseguitati e in fuga? Almeno qui leggo che gli ebrei sono potentissimi e ricchissimi, controllano il mondo e schiavizzano i gentili, quando ho finito di leggerlo sono pieno di ottimismo."
    Una Cina, una Yugoslavia, una Russia, una Corea, una Palestina, un'Irlanda. E zero USA
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  10. #120
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    Predefinito Re: Gli infallibili Tomahawk

    Citazione Originariamente Scritto da Andreitos97 Visualizza Messaggio
    E che li lanciano a fare? Così per spendere qualche milione di dollari? Ahahaha ma che ti fumi

    Inviato dal mio ONEPLUS A3003 utilizzando Tapatalk
    ***********************************************
    Gli USA si rifaranno( forse) nei confronti della Korea Nord ma in ogni caso avremo notizie menzognere sia nel bene sia nel male.
    Io penso però che dopo tanta esibizione di muscoli e flotta del pacifico, gli americani dovranno (pena dil discredito come potenza mondiale) compiere qualche azione criminale di cui saranno orgogliosi perché intanto il TIP lo controllano loro almeno fino a quando non perderanno il conflitto contro la Russia p la Cina nello spazio-tempo del secolo post-americano.
    GLF

 

 
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