lavoravo a casa di due, giovane coppia entrambi insegnanti, dieci anni fa. Vivevano in campagna. Lei mi invita sessualmente, io mi ritraggo, la prima volta che lavoravo a casa loro. Mi suona i notturni e i preludi di Chopin, mi fa vedere la sua abilità da vicino. Tengo per me che se sapessi suonare il piano non suonerei questa musica romantica. La seconda e ultima volta che lavorai a casa loro entrai a casa solo per un minuto. Mi pagarono, lei era sul letto con la febbre, in fondo al salone, e sarà stato il ricordo di quella musica, sarà stato lo stato in cui era che impediva un saluto normale, ma ebbi quel giorno la sensazione struggente e pietosa che non avrei più rimesso piede da loro, come fu.




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