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Discussione: Osservatorio Venezuela

  1. #311
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    Predefinito Re: Osservatorio Venezuela

    Citazione Originariamente Scritto da Lord Attilio Visualizza Messaggio
    Nel PSUV ci sono elementi di rinnegati, gli stessi che hanno preso il potere in Equador contro il gruppo di Correa. Ma questi elementi ci sono pure nei partiti comunisti, abbiamo visto cosa hanno fatto all'Unione Sovietica. Per ora non sembrano essere ancora maggioritari.
    E l'autonomia della FANB, in cui non è difficile ipotizzare che qualche rinnegato si trovi in posizioni delicate, rende la situazione assai complessa per Maduro, che probabilmente dovrebbe iniziare a pensare a qualche salutare purga.
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  2. #312
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    Predefinito Re: Osservatorio Venezuela

    Venezuela, trionfo diplomatico. Rettifica per 10 paesi su 12 del Gruppo di Lima



    Dieci paesi su dodici dello sgangherato Gruppo di Lima hanno fatto un passo indietro e deciso di cambiare posizione rispetto al punto 9 del documento pubblicato lo scorso 4 di gennaio.



    Un punto assai sensibile dove addirittura i paesi satellite degli Stati Uniti arrivavano a mettere in dubbio l’integrità territoriale del Venezuela in relazione al caso delle navi petroliere statunitensi in acque venezuelane con l’avallo della Guyana.



    La rettifica dei dieci paesi è stata definita dal ministro degli Esteri della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Jorge Arreaza, come un «trionfo del Venezuela per la pace».

    Per proseguire nella lettura: https://www.lantidiplomatico.it/dett...ma/5694_26694/
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  3. #313
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    Predefinito Re: Osservatorio Venezuela

    Il Venezuela ha ridotto la povertà estrema del 4,4% nonostante la guerra economica



    di Fabrizio Verde

    La narrazione mediatica dominante rappresenta il Venezuela come una nazione fallita portata nel baratro dalle politiche di segno socialista adottate dai governi di Chavez prima e Maduro poi con l’obiettivo di screditare ogni politica che provi a discostarsi dal nefasto neoliberismo. Un’ideologia economica che davvero ha prodotto, e continua a produrre, fame e miseria in ogni angolo del globo dove trova applicazione.



    Le difficoltà che vive Caracas sono innegabili, ma occultare scientificamente il ruolo giocato da guerra economica, boicottaggi e azioni di sabotaggio quanto interne che esterne, non serve a comprendere la reale situazione, ma creare ulteriori mistificazioni, utili alla propaganda promossa dagli Stati Uniti che hanno come obiettivo quello di installare a Caracas un governo fantoccio asservito ai voleri di Washington.



    I fatti però hanno la testa dura: il vicepresidente con delega alla Pianificazione, Ricardo Menéndez, ha reso noto che il paese latinoamericano è riuscito a ridurre la povertà estrema nelle cinque variabili che compongono questo indicatore.



    Fin dal suo inizio, grazie alla Rivoluzione Bolivariana, nonostante la cosiddetta "guerra economica" condotta contro il Venezuela negli ultimi anni, «siamo riusciti a ridurre il tasso di povertà estrema al 4,4%, e l'anno scorso (2018) abbiamo raggiunto una riduzione maggiore per i bisogni di base e insoddisfatti», ha spiegato Menéndez durante l'incontro di lavoro con i rappresentanti delle Nazioni Unite (ONU) che il presidente Nicolás Maduro ha guidato nella giornata di sabato.

    Per proseguire nella lettura: https://www.lantidiplomatico.it/dett...ca/5694_26710/
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  4. #314
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    Predefinito Re: Osservatorio Venezuela

    La deriva mercenaria di Washington in Venezuela


    da aurorasito
    Mision Verdad 15 gennaio 2019



    La proclamazione e l’autonomina di Juan Guaidó a “presidente ad interim e presidente della transizione” in Venezuela, utilizzando l’Assemblea nazionale in disgrazie e squalificate nelle funzioni amministrative, suggeriva al Venezuela un’altra tappa del complotto della destabilizzazione. Guaidó fu anche “autorizzato” ad assumere la presidenza del Venezuela dall’organo che si autoproclamava “Corte suprema di giustizia in esilio”, che mesi prima aveva proclamato Antonio Ledezma “Presidente della transizione in Venezuela”. Con lettera firmata a Washington, il cosiddetto tribunale, creato come istanza parallela alle istanze legittime del Venezuela, autorizzò Guaidó a prendere il potere. Nel contesto dell’assedio totale come quello subìto dal Venezuela, l’istituzione di istanze parallele parallele, come le corti supreme e i presidenti paralleli, prefigura le condizioni per lo smembramento della legittimità di cui il Presidente Nicolás Maduro è investito, almeno di fronte la comunità internazionale, il vero spazio in cui questi eventi vengono delimitati e sviluppati. Si tenta di frammentare le istituzioni venezuelane che, in teoria, legittimerebbero l’uso della forza contro lo Stato venezuelano coll’ipotesi del “salvataggio della democrazia”. Prima dell’autoproclamazione di Guaidó, le reazioni non si fecero aspettare da Washington attraverso molte sue importanti portavoce. Mike Pompeo, segretario di Stato; il senatore della Florida Marco Rubio; e John Bolton, consigliere di sicurezza di Trump, che dal 10 gennaio dichiaravano il Presidente Nicolás Maduro “usurpatore”, e poi l’11 gennaio proclamavano Juan Guaidó figura “legittima” nella posizione di “presidente”del Venezuela. Nel contesto, il complotto per delegittimare le autorità venezuelane veniva chiaramente delineata dalla posizione della Casa Bianca, che cerca di piegare le istituzioni venezuelane e quindi rovesciare Nicolás Maduro, nel chiaro tentativo di smantellare il governo venezuelano dello Stato nazionale venezuelano, data la negazione di Washington delle leggi venezuelane e l’assenza, finora, di un nuovo accordo che metta chavismo ed opposizione sulla via della risoluzione del conflitto interno. Per l’opposizione venezuelana, chiaramente diretta e sostenuta dagli Stati Uniti, non è possibile il dialogo col chavsimo. Pertanto, l’agenda venezuelana appare sempre più sulla via dello scontro e del caos.
    Il ruolo di Pompeo, Rubio e Bolton era indispensabile per porre la questione venezuelana avanti sul tavolo oberato e complicato delle relazioni internazionali statunitensi. Con diversi fronti di scontri simultanei, la Casa Bianca adotta e ordina la sua politica regionale amalgamando la prontezza politica del gruppo di Lima, condensando una lobby delle pressioni politiche regionali contro il Venezuela e promuovendo l’assedio diplomatico ed economico contro la nazione petrolifera. Ma allo stesso tempo, l’agenda, che prevede azioni militari regolari e irregolari contro il Venezuela, sembra degenerare quando tali funzionari invocano, sulla stessa linea narrativa di Guaidó, le “forze armate” (FANB), la comunità internazionale e i fattori civili della vita venezuelana, per “rendere effettivo” un governo di transizione presieduto da Guaidó. Appello aperto all’uso della forza. Lo smantellamento dell'”Operazione Costituzione”, indicato dal media nordamericano Bloomberg a metà del 2018, confermando la pianificazione di azioni armate irregolari in Venezuela cooptando componenti militari e di sicurezza nel Paese, nonché con la collaborazione logistica di Florida (USA) e Colombia, col probabile inserimento di mercenari sul campo, elemento rilevante ed indispensabile da riconoscere, in quanto è un importante indicazione di azioni armate che non avverrebbero senza il supporto dei funzionari statunitensi. L’ex-colonnello venezuelano Oswaldo García Palomo spiegò a Bloomberg nel dicembre 2018, l’ideaa di una rivolta militare in Venezuela, all’unisono coi continui appelli del senatore Marco Rubio a rovesciare Maduro alle FANB.
    A metà dicembre, dopo la visita in Russia, il Presidente Nicolás Maduro presentò gravi denunce sul consulente della sicurezza statunitense John Bolton che forgiava l’insfiltrazione di forze regolari e irregolari di Stati Uniti e Colombia in Venezuela, agendo sotto mentite spoglie di forze regolari venezuelane, nel tentativo di colpo di Stato. Tale trama di segnali e situazioni che suppongono lo sviluppo della collaborazione tra funzionari e Paesi su un’altra “Baia dei porci” in Venezuela, avrebbe senza dubbio l’approvazione o il sostegno di Mike Pompeo, che dirige la politica estera degli Stati Uniti coi metodi della CIA, di cui fu direttore. L’uso di irregolari e mercenari contro il Venezuela camuffati da “Forze armate nazionali” è suggerito da varie possibilità di aggirare l’assenza di consenso politico nei Paesi della regione, la maggior parte integrata nel gruppo di Lima, sull’opzione militare contro il Venezuela. Il Ministero degli Esteri russo rilasciava una dichiarazione che spiegava la situazione, che si risolverebbe in un conflitto di proporzioni regionali che sarebbe impossibile frenare, acuendo fenomeni come la migrazione dal Venezuela e la creazione di un grande centro d’instabilità nella regione sudamericana e nei Caraibi.

    Traduzione di Alessandro Lattanzio

    La deriva mercenaria di Washington in Venezuela ? Aurora
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  5. #315
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    Predefinito Re: Osservatorio Venezuela

    Venezuela, il pieno sostegno della Russia a Maduro. "Gli USA mirano al collasso dei governi non allineati in America Latina"



    articolo completo: https://www.lantidiplomatico.it/dett...tina/82_26742/
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