



Assalto al parlamento della Macedonia - Limes
Nel pomeriggio di ieri, un gruppo di appartenenti al movimento “Macedonia Unita” (vicino alle posizioni del partito conservatore Vmro-Dpmne dell’ex premier Nikola Gruevski) ha fatto ingresso nel parlamento di Skopje protestando contro la decisione del Partito socialdemocratico di Zoran Zaev e delle formazioni politiche albanesi di eleggere Talat Džaferi – leader di queste ultime – come nuovo presidente dell’Assemblea.
La rabbia dei cittadini, che hanno gridato al golpe, è stata motivata dal fatto che la seduta, pur essendo stata dichiarata chiusa dal legittimo presidente, è continuata sotto il controllo del deputato più anziano presente, che ha quindi immediatamente ordinato di procedere alle votazioni.
Approfittando della situazione concitata, però, sono comparsi anche alcuni individui mascherati che hanno letteralmente aggredito i deputati presenti, ferendo lievemente Zaev e, dalle informazioni disponibili, gravemente un rappresentante della comunità albanofona.
Le proteste sono andate avanti fuori dal parlamento anche nella notte e hanno portato al ferimento di un numero compreso fra 77 e 100 persone.
Questi recenti sviluppi non fanno che confermare il precario stato di salute della democrazia macedone e, soprattutto, le forti tensioni esistenti fra le diverse anime del paese. Qualora i partiti non riuscissero a trovare un accordo per ridare forza allo Stato di diritto non è escluso che la situazione possa precipitare ulteriormente, in special modo se si accentuasse l’aspetto etnico dello scontro.
Infine, mentre gli Stati Uniti sembrano essersi schierati a favore di Džaferi, confermando la loro linea filoalbanese, non è ancora chiaro quale sarà la posizione dell’Unione Europea, la cui credibilità sembra essere stata ulteriormente messa a dura prova dallo scarso successo avuto dalla recente visita nell’area dell’Alto pappresentante Federica Mogherini.
Dal canto loro, Serbia e Grecia seguono la vicenda con preoccupazione, in quanto ai loro occhi è sempre più evidente il rischio che in Macedonia si formi un governo in cui la componente albanese legata a Tirana rivesta un ruolo fondamentale.




come già scrissi, essendoci stato di persona, a ohrid ci sono più marziani che albanesi, ma loro pretendono di prendersela per controllare anche tutto il lago










Appunto. La Macedonia è una cosa assurda. Si tratta di nulla di più di un territorio abitato da bulgari, che fu strappato all'Impero ottomano dall'alleanza dei paesi balcanici con la Prima Guerra Balcanica.
In origine era perfino chiamata "Serbia del Sud", senza particolari riferimenti. Ai bulgari, che erano stati alleati dei serbi contro i turhci, però sta cosa non andava bene, e così scoppiò la Seconda Guerra Balcanica con la Bulgaria contro gli altri, a cui si unirono persino gli ottomani stessi. Alla fine i bulgari persero e dovettero pure cedere alcuni territori ai turchi.
Dopodichè la cosiddetta Serbia meridionale è rimasta a far parte della Jugoslavia, come repubblica autonoma, e si è deciso di dargli questo nome altisonante di "Macedonia" (probabilmente per richiamare al glorioso passato di Filippo e Alessandro Magno, anche se non c'entra niente) utilizzando la definizione geografica, per dargli una sua dignità e annullare le possibili mire bulgare sulla regione.
Ma non ha alcun senso. L'"etnia macedone" non esiste. E quindi non ha senso che esista uno stato di Macedonia, di cui perfino il nome è contestato...

