Originariamente Scritto da
pietro lo iacono
la grammatica uno non se la può dare...
Proprio della differenza tra appartenenza e domanda, tra ciò che uno non si dà e si dà, parlavo (anche questo, di mettere il verbo alla fine, è sicilianismo, talvolta carino: e non carino perché icastico). Perché, vedi, ciò che dice mio padre sul caldo e sul freddo, in realtà lo ha detto solo una volta (senza smentirlo mai, però), e dietro mia domanda. Ma mi è rimasto tanto impresso che ritengo di poter dire che mio padre lo dice (se ho scritto che mio padre dice che il caldo/freddo intenso ecc ecc, non è stato per scorrettezza verso i tuoi fronti/confronti. Sono stato a lungo incerto se scrivere "mio padre ripete quella cosa del caldo, ecc". Dire: "ripete" avrebbe dato forza al suo concetto, ma rischiato di far sembrare mio padre un fissato o un eccepente del nulla), perché agisce continuamente su di me (che prima di questo involontario insegnamento ero, stupidamente -si può dire, a questo punto- affascinato da tutto ciò che non conosco, che non è Mio).
L'appartenenza invece uno talvolta se la può dare, volontariamente, senza insegnamenti e ciò (per me, non so per te) non è un bene.