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Discussione: La libertà filosofica

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    Predefinito La libertà filosofica

    Il cammino dell'uomo verso la libertà è stato e rimane lungo e contrastato. La ricerca anche o la determinazione teoretica del suo fondamento non lo è stata di meno. Anzi, l'uno e l'altra durano tuttora. Questo però non significa che l'aspirazione dell'uomo si esaurisca in un lavoro di Sisifo, che la sua domanda essenziale resti sempre senza risposta. Lo scoglio sembra venire dal pensiero stesso. Come nell'antichità il caos che è "il sacro" (das Heilige) originario rievocato dalla poesia di Hoelderlin risucchiava nella legge del cosmo (anánke) ogni aspirazione del singolo, sordo alle proteste e alle lagrime di Antigone: «li Caos è perciò la voragine, la fessura socchiusa, l'apertura che si apre prima di tutto, nella quale tutto è intrecciato».[1]

    Parimenti, e questa volta da parte del soggetto e non più del cosmo, ma con dialettica analoga, nell'epoca moderna pensiero e volontà, riflessione ed azione, idealità e realtà tendono a coincidere. Di qui forse il prevalere nella tradizione occidentale della libertà contenutistica sulla libertà come energia ponente dell'atto che è la libertà liberante come scelta autonoma, come decisione del soggetto, cioè come autodecisione, la libertà originaria che è di tutti in quanto è prima appartenenza di ognuno, che è in sé incomunicabile in quanto è in ciascuno – ad ogni livello (politico, religioso, culturale o tecnologico...) – il principio di ogni apertura e di ogni comunicazione. Dobbiamo a Hegel, nella piena maturità del pensiero moderno, l'interpretazione più acuta e comprensiva della progressiva consapevolezza della libertà come l'asse portante della civiltà dell'Occidente. Secondo Hegel il concetto di libertà universale radicale, nel senso di nucleo originario della dignità di ogni uomo, è entrato nel mondo soltanto col Cristianesimo. Esso è ignoto al mondo orientale, che riserva la libertà al despota (“uno solo è libero”), ed è rimasto estraneo allo stesso mondo greco-romano che, pur avendo la coscienza della libertà, sapeva che soltanto "alcuni uomini" sono liberi (come cittadino ateniese, spartano, romano... ) e non l'uomo come tale, cioè ogni uomo in virtù della sua umanità e non soltanto in virtù della sua condizione, della forza del carattere, della cultura.

    «Quest'idea della libertà è venuta nel mondo soltanto col Cristianesimo secondo il quale l'individuo (il Singolo) come tale è stato creato ad immagine di Dio ed ha valore infinito ed è destinato perciò ad avere un rapporto diretto con Dio come spirito così che l'uomo è destinato a somma libertà».[2]

    Scrive ancora Hegel:

    «Certamente il soggetto era individuo libero, ma si sapeva tale soltanto nell'unità colla propria essenza: l'Ateniese si sapeva libero soltanto come Ateniese, e altrettanto il cittadino romano come ingenuus. Ma che l'uomo fosse libero in sé e per sé, secondo la propria sostanza, che fosse nato libero come uomo: questo non seppero né Platone, né Aristotele né Cicerone e neppure i giuristi romani, benché soltanto questo concetto sia la sorgente del diritto. Nel principio cristiano per la prima volta lo spirito individuale, personale, è essenzialmente di valore infinito, assoluto; Dio vuole che tutti gli uomini siano aiutati».

    La caratteristica fondamentale quindi di essere uomo è di essere libero e la storia dell'umanità è la faticosa ricerca dei fondamenti e dei diritti di questa libertà e tale ricerca non è ancora finita. Continua infatti Hegel:

    «Nella religione cristiana si fece strada la dottrina secondo cui tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio, perché Cristo li ha chiamati alla libertà cristiana. Queste affermazioni rendono la libertà indipendente dalle condizioni di nascita, di stato sociale, di educazione ecc. e sono enormi le conseguenze di queste idee, ma tuttavia esse sono ancora diverse da ciò che costituisce il concetto dell'uomo come essere libero. il sentimento di tale determinazione fermentò attraverso i secoli e i millenni, quest'impresa ha prodotto i più enormi rivolgimenti, ma il concetto, la conoscenza che l'uomo è libero per natura, questa scienza di sé stessi non è antica».[3]

    continua...
    Ultima modifica di Dudone; 03-08-10 alle 17:12

 

 

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