Ultimamente molte persone che conosco si lamentano quando vengono definite buoniste, perché essere buoni non può essere vista come cosa negativa.
Ho pertanto fatto un esempio lampante di buonismo (nel senso negativo) che li ha lasciati perplessi.
La storiella è questa: c'è un dottore e tre pazienti che hanno contratto una malattia mortale. Il dottore ha una sola dose di antidoto, sufficiente a salvare un solo paziente.
Razionalmente e seguendo il buonsenso, il dottore dovrebbe scegliere uno dei tre pazienti e salvarlo con la somministrazione dell'antidoto, lasciando deliberatamente morire gli altri due. Il paziente che verrà salvato non avrà alcun merito... come i due pazienti che moriranno non avranno alcuna colpa. E la scelta fatta dal dottore sarà basata su fattori che comunque sono discriminatori da un punto di vista politicamente corretto (nazionalità, età, sesso, prestanza fisica?).
Invece passiamo al dottore buonista: non volendo discriminare nessuno, visto che è una cosa brutta e cattiva, e non potendo lasciare morire due persone senza tentare di salvarle, darebbe una dose parziale di antidoto ad ogni paziente, tentando di salvare tutti e tre (pur sapendo di non poterlo fare - per salvare un paziente serve una dose completa). Con questo si sentirà a posto con la sua coscienza. Ma con il risultato di farli morire tutti. Certo, è la soluzione più buona, la più equa, la più corretta politicamente, quella moralmente ineccepibile. Ma paradossalmente è la più dannosa.
Ecco scoperto che in realtà il buonismo è proprio questo: una costante ricerca della soluzione "più buona", senza però alcuna razionalità. E molto spesso la soluzione "più buona" non è assolutamente quella corretta ed è quella che alla fine produce più danni per tutti. Se si pensa bene, tutti i discorsi dei buonisti sono riconducibili a questo: le soluzioni che auspicano sono indubbiamente intrise di bontà, ma le più dannose per tutte le parti in causa. Ovviamente la cosa più attuale in questo momento è il tema dell'immigrazione: accogliere chiunque voglia venire in Italia, anzi, andarlo pure a prendere per evitargli il rischio della traversata via mare, è indubbiamente la cosa più buona. Ma allo stesso tempo la cosa più stupida: perché se anche il 5% di Africani venisse in Italia (e sono 50 milioni di persone), non bisogna essere dei geni per capire che sarebbe un disastro.
Per finire, una bellissima citazione di Gramsci:
"La bontà disarmata, incauta, inesperta e senza accorgimento non è neppure bontà, è ingenuità stolta e provoca solo disastri."




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