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Consip, Renzi: "Dico tutto sulla telefonata con mio papà". Ma tace su "la verità che non hai detto a Luca" - Il Fatto Quotidiano
Nell’appuntamento odierno di MatteoRisponde su Facebook, il segretario risponde, quindi, ma non precisa nulla, specie sul coinvolgimento in merito ai passaggi più interessanti della telefonata di due mesi fa con suo padre.
Renzi, ad esempio, non ha detto nulla sul perché ha chiesto al babbo Tiziano di dire la verità ai magistrati e di non fare “come hai fatto in passato con Luca”. E non dice neanche perché il padre, davanti ai pm che avrebbero dovuto sentirlo di lì a un paio di giorni, avrebbe dovuto evitare di nominare la madre, Laura Bovoli, “altrimenti interrogano anche lei”. Non solo. Pur continuando a promettere chiarezza via social ogni due minuti per non far calare le visualizzazioni e tenere in caldo chi voleva sapere la sua versione dei fatti, Matteo Renzi non fornisce particolari utili neanche sul suo riferimento a Marco Lillo e alla “clausola di riservatezza così da non dire fuori se e quanto ha dovuto pagare” in merito a una presunta causa persa dal giornalista contro l’ex premier.
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La questione principale, però, resta la mancata chiarezza sulle quelle verità non dette dal padre Tiziano a Luca Lotti, che nell’inchiesta Consip è indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento: secondo gli inquirenti è stato lui uno degli autori della fuga di notizie che ha portato l’ad di Consip Marroni a far bonificare il suo ufficio romano. “Io non voglio essere preso in giro e tu devi dire la verità in quanto in passato la verità non l’hai detta a Luca e non farmi aggiungere altro. Devi dire se hai incontrato Romeo una o più volte e devi riferire tutto quello che vi siete detti” dice il 2 marzo Renzi al padre. E oggi non spiega a cosa si riferisse. Quali bugie ha detto Tiziano Renzi al ministro dello Sport? Cosa ha voluto nascondere? Renzi non lo dice due mesi fa e non lo spiega oggi, tradendo la promessa di “chiarezza” e “dettagli sulla vicenda” ripetuta a favore di click per tutta l’ora abbondante di diretta su Facebook, in cui l’ex presidente del Consiglio rilegge e fa la parafrasi del messaggio pubblicato in mattinata sulla sua bacheca.
Dove, tra l’altro, si legge di un processo vinto contro Marco Lillo, con cui avrebbe siglato un patto di riservatezza per non parlare della vicenda. “Marco Lillo mi conosce – spiega Renzi, riprendendo quanto scritto in mattinata – Già in passato c’è stata tra noi una transazione per una notizia falsa su di me che aveva scritto: non rileverò i particolari, se vuole lo farà lui. C’è un vincolo”. Falso. Nel pomeriggio, infatti, il cronista del Fatto ha spiegato come sono andate realmente le cose: “Non è vero che ho perso una causa con Matteo Renzi – dice Lillo su Rai Radio1 – È un colpo basso visto che non riguarda me ma un mio collega. Avevo fatto un pezzo insieme ad un mio collega – spiega Lillo – ed è stato il mio collega a scrivere quella cosa sbagliata. Renzi lo sa benissimo perché ne abbiamo parlato anche io e lui personalmente“.