mi fa morire Preve che parla di "ateismo come indifferenza verso la Verità" (questo è il punto, nessuno ti mangia se le volti le spalle, non occorre neppure essere relativisti e dire che la Verità non esiste una volta che si è smesso di temere lo Sbirro cosmico), che denuncia "le dialettiche del nichilismo" e della "corruzione" di fronte allo spettacolo dell'opportunismo di quei compagni che hanno concluso che "tutto è possibile" (quelle tra virgolette sono tutte espressioni previane) - ed è tutto giustissimo, tutta un'analisi esatta: ma ciò detto cosa diavolo si aspettava? a differenza di Tommaso non crede nella spontanea emersione sociologica immanente dell'uomo virtuoso sotto la spinta di condizioni esterne che questa volta lo renderanno diverso da chi ha regolarmente tradito l'anelito comunista; cosa crede, che predicando l'ontologia dell'essere sociale qualcuno resti impressionato? (cioè qualcuno c'è sempre, ma la presenza dei veri credenti non impedisce che vengano menati per il naso)





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