
Originariamente Scritto da
adry571
La prossima fine del quantitative easing che non piace al Tesoro italiano
l tormentone sui mercati è partito già da diversi mesi: la BCE sta preparandosi a chiudere il Quantitative Easing e Draghi potrebbe darne notizia appena dopo l'estate, nell'usuale incontro dei banchieri centrali a Jackson Hole in settembre. Si tratta di una notizia non di poco conto per i conti pubblici nazionali, visto che la BCE in poco più di 2 anni ha già acquistato attraverso la Banca d'Italia 274 miliardi di titoli di Stato italiani al ritmo medio di 9 al mese. Solo l'anno scorso la BCE ha rastrellato dal mercato secondario un ammontare di BTP pari al 30% del totale delle emissioni di nuovo debito del governo italiano. Per capire, è come se ad un asta su 3 ci fosse stato un unico compratore, la Banca Centrale Europea (anche se in realtà non può andare in asta).
Il Quantitative Easing ha facilitato non poco il lavoro di gestione del debito pubblico a via XX Settembre, visto che il tasso medio delle emissioni è sceso di quasi l'1% dal 2015 facendo risparmiare ulteriori 8 miliardi di interessi. Quanto basta per coprire una parte dei 15 miliardi di perdite registrate nel biennio 2015-2016 sui derivati sottoscritti in passato. Per avere il senso delle proporzioni, lo 0,3% del PIL di sconto sulla manovra per il 2018 strappato da Padoan alla Commissione Europea vale circa 5 miliardi.
Nel 2016, forte della copertura BCE, il Tesoro ha anche azzardato un'emissione a 50 anni pagando un tasso assurdamente basso, sotto al 3% per un "prestito" di 5 miliardi.
Che il periodo di vacche grasse per il management del debito pubblico stia per finire lo si immagina da un po'. A fine 2016 la BCE ha cominciato a preparare il mercato dei titoli governativi alla fine del doping monetario, annunciando una prima riduzione degli acquisti a partire da aprile 2017 da 80 a 60 miliardi al mese, che poi era semplicemente il livello da cui era partito il programma prima dell'accelerazione impressa nel marzo 2016. Già questo primo – flebile – intervento non è.................................
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Debito pubblico, costo esplosivo per l'Italia con la fine del QE