La diocesi di Milano dopo e prima il Concilio Vaticano II


Cardinale Martini:

Una Chiesa che concede spazio alle gente che pensa più in là.

La possibilità di ordinare viri probati (cioè uomini sposati di provata fede, ndr) va discussa

Persino il sacerdozio femminile non lo spaventa.
Ricorda che il Nuovo Testamento conosce le diaconesse. Ammette che il mondo ortodosso è contrario. Ma racconta anche di un suo incontro con il primate anglicano Carey, al tempo in cui la Chiesa anglicana era in tensione per le prime ordinazioni di donne – sacerdote (avversate dal Vaticano). «Gli dissi per fargli coraggio che questa audacia poteva aiutare anche noi a valorizzare di più le donne e a capire come andare avanti».

Purtroppo l´enciclica Humanae Vitae ha provocato anche sviluppi negativi.

Chi dirige la Chiesa, sottolinea, oggi può «indicare una via migliore dell´Humanae Vitae

Tra i miei conoscenti ci sono coppie omosessuali, uomini molto stimati e sociali. Non mi è stato mai domandato né mi sarebbe venuto in mente di condannarli

«Dio non è cattolico», era solita esclamare Madre Teresa. «Non puoi rendere cattolico Dio», scandisce Martini

Ed è bello camminare insieme a chi ha una fede diversa. «Lasciati invitare ad una preghiera con lui

il cardinale di Santa Romana Chiesa tira fuori il Corano

Giusto è colui che crede in Allah e nell´Ultimo Giudizio.

Eppure ho la speranza che Dio alla fine salvi tutti». E se esistono persone come un Hitler o un assassino che abusa di bambini, allora forse l´immagine del Purgatorio è un segno per dire: «Anche se tu hai prodotto tanto inferno (sulla terra) forse dopo la morte esiste ancora un luogo dove puoi essere guarito».

Non condivido le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili», perché «non è male che due persone, anche omosessuali, abbiano una stabilità e che lo Stato li favorisca». Soprattutto, «non è giusto esprimere alcuna discriminazione per altri tipi di unioni».

Martini, il Cardinale e Dio Il testamento del cardinale - la Repubblica.it

Martini: il valore di un legame tra persone dello stesso sesso - Corriere.it

Dal sito del grande oriente d'Italia:

Un uomo di dialogo e di profonda cultura, che ha saputo parlare ai giovani ed è stato sempre aperto al confronto e al cambiamento. Una spiritualità forte, grande espressione della Chiesa-Parola, cioè di quel 'kerigma' che è oltre ogni struttura e convenzione". Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, ricorda così il cardinale Carlo Maria Martini, morto oggi all'età di 85 anni.

"Ha creduto nell'ecumenismo e nel dialogo con la società civile e con le altre religioni a cominciare dall'ebraismo -prosegue Raffi - e mancherà a credenti e non credenti la sua grande umanità e l'esempio di una riflessione che ha affrontato i grandi temi della vita umana. In ogni occasione - conclude il Gran Maestro - ha saputo sempre guardare l'altro negli occhi, cercando insieme la verità".

Martini: Raffi (GOI), addio a un uomo di dialogo, grande espressione della Chiesa-Parola - Grande Oriente d'Italia - Sito Ufficiale


Leone XIII: supremo intendimento dei Frammassoni esser questo: distruggere da capo a fondo tutto l'ordine religioso e sociale, qual fu creato dal Cristianesimo

https://w2.vatican.va/content/leo-xi...num-genus.html


Cardinale Scola:

Pubblichiamo di seguito il messaggio che l'arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, ha inviato ai responsabili delle comunità Musulmane di Milano e della Diocesi per la rottura del digiuno del mese di Ramadan. Il testo, tradotto anche in arabo, viene consegnato in questi giorni dai sacerdoti che hanno nel proprio territorio parrocchiale un centro islamico mentre si recano in visita nei luoghi in cui i musulmani si radunano per la preghiera serale.

Ai responsabili delle comunità Musulmane di Milano e Lombardia.

Per la prima volta dalla città di sant' Ambrogio ho il gradito compito di trasmettervi il messaggio augurale del Pontificio Consiglio del Dialogo Interreligioso (PCDI) in occasione della "rottura" del digiuno del mese di Ramadan.
Cari fedeli musulmani, voi state concludendo il tempo santo del digiuno che tempra lo spirito e il corpo (ancor più affaticato in questo periodo estivo) per sottometterli alla divina volontà. Desideriamo che sentiate la vicinanza della nostra preghiera e attenzione. In questo anno essa si rivolge in particolare alle nuove generazioni.
Sia carica di bene e di benedizione la vostra imminente festa. Ve lo auguriamo di tutto cuore!

Scola ai musulmani: insieme contro i disordini - IlGiornale.it



L'ecumenismo di sant'Ambrogio

Anno 384, dal nobile senatore (il pagano Simmaco) viene un accorato appello alla tolleranza:

"Diversi sono i culti che gli uomini praticano... Ma gli astri che guardiamo sono gli stessi, comune è il cielo, un medesimo universo ci circonda: che importa allora se per vie diverse ognuno cerca il vero?"

Implacabile è la risposta di Ambrogio:
"Chi si pone al servizio di Dio (...) deve usare non tolleranza, non indulgenza, ma zelo per la fede" E ancora "Noi non possiamo venire a patti con coloro che sono in errore"

Anno 388: cristiani, insultati dai giudei, incendiano una sinagoga e demoliscono il tempio degli eretici Valentiniani. L'imperatore Teodosio ordina di far ricostruire gli edifici a spese dei cristiani e del vescovo Callinico.

Risposta di Ambrogio: Le angosce del mio cuore son quasi continue. Ma non sono mai stato più inquieto di adesso, pensando alle precauzioni che devo prendere per schivare ogni partecipazione al sacrilegio che si prepara. Se il vescovo Callinico è colpevole, qual condotta tiene con lui l'imperatore? Lo mette nell'alternativa d'essere sacrilego o martire. Sacrilego se, consacrato a Cristo, contribuisce a edificare un tempio dove si bestemmierà il nome di Gesù. Martire se non s'arrende a un comando riprovato dalla coscienza.
Alla fine, Teodosio, perché vi importa? Per l'incendio di un vilissimo edificio (e che potrebbe aver di grande un castello così ignobile?). Forse la santità d'un luogo destinato al culto? Ma questo culto è empietà; e questo luogo il rifugio di una abominazione condannata dal cielo!
Vendicherete il tempio dei Valentiniani? Ma non è un vero tempio pagano? I pagani non adoravano che dodici divinità principali, e questi eretici adorano trentadue Eoni che chiamano dèi.
L'imperatore proteggerà i nemici di Cristo, egli che deve tutto a Cristo? Non teme la sorte di Massimo, che preluse allo sgraziato suo fine col ristabilire una sinagoga in Roma? Lo spoglio della Chiesa servirà a rifabbricare l'edificio dove si radunano i deicidi?
Voi dite, o imperatore: l'ordine pubblico lo vuole! Ma chi deve vincerla? Un apparenza di ordine o la causa della religione? Ceda il censore alla fede! (l'imperatore cederà)

Tratto da Storia di Sant'Ambrogio dell'abate Baunard


… e di San Carlo Borromeo:

La prima e più grande cura dei Pastori deve essere intorno alle cose che riguardano il conservare integra e inviolata la fede cattolica, quella fede che la Santa Romana Chiesa professa e insegna, e senza la quale é impossibile piacere a Dio

sommo debba essere lo studio e diligentissima sopra ogni altra cura del Vescovo nel combattere il delitto dell'eresia

Perciò deve il vescovo onzitutto persistere in questa sollecitudine perenne e vigilanza continua, acciocché non solo il morbo pestilentissimo dell'eresia non s'infiltri mai nel gregge a lui commesso, ma ne vada lontanissimo qualsiasi sospetto. E se poi, il che tolga Cristo Signore per la sua pietosa misericordia, s'infiltrasse, allora sopra tutto si adoperi con ogni sforzo perché sia ricacciato prestissimamente, e quelli che di tale pestilenza sono infetti o sospetti siano trattati a norma dei canoni e delle sanzioni pontificie"

Quei che confinano con gli eretici ove non fossero stabili e fermi nei fondamenti della fede, darebbero moltissimo a temere che non si lasciassero troppo facilmente tirare da essi in qualche inganno di empietà e di guasta dottrina

è "cosa certa e riconosciuta, che da nessuna altra colpa è Dio più gravemente offeso, da nessuna provocato a maggiore sdegno quanto dal vizio delle eresie, e che a sua volta nulla può tanto a rovina delle province e dei regni, quanto può quell'orrida peste"

https://w2.vatican.va/content/pius-x...tae-saepe.html