Un dipendente, rimasto anonimo, se la prende con la visione dell’azienda, ritenuta troppo di sinistra, e con l’inclusione delle donne.
Diversità, inclusione e tolleranza sono temi fondamentali per un’azienda moderna, soprattutto se parliamo di un soggetto che sta in qualche modo plasmando il futuro della nostra società, come Google. Tuttavia, non è detto che questi ideali siano condivisi da tutte le persone che lavorano al suo interno, c’è sempre il rischio che una voce fuori dal coro generi imbarazzo.
Questo è esattamente ciò che sta succedendo in queste ore con la diffusione attraverso Twitter di un documento interno, scritto da uno dei molti ingegneri informatici che lavorano a Mountain View. La nota, dal titolo “Google’s Ideological Echo Chamber ” nelle sue dieci pagine si scaglia contro la cultura della tolleranza a tutti i costi che starebbe in qualche modo danneggiando l’azienda e impedendo alle opinioni più controverse e meno popolari di emergere e ottenere il medesimo rispetto e attenzione.
Secondo l’autore dentro Google ci sono idee “troppo sacre per venire messe in discussione” e correggere la discriminazione con un’altra discriminazione delle opinioni ritenute sbagliate è altrettanto dannoso. Se la prende anche con le donne, dichiarando che la loro scarsa rappresentanza nel mondo dello sviluppo software è dovuta a differenze biologiche e non ideologiche. Inoltre, Google non dovrebbe impegnarsi troppo nel creare programmi di supporto alle minoranze, ma garantire a tutti libertà di opinione, anche ai suoi dipendenti più conservatori e non allineati con le idee della compagnia, ritenute di sinistra.
Insomma, sarebbe tutta colpa del “politically correct”.
Il documento è circolato prima nelle mail interne, per poi affiorare su Twitter, condiviso per lo più da persone che non erano assolutamente d’accordo con la visione dell’autore, ma anche da alcune che in parte ne sposavano la tesi. Secondo un commentatore anonimo infatti l’inclusione delle donne e di altre minoranze avrebbe “abbassato la qualità” dell’azienda.
Ovviamente Google è corsa subito ai ripari con una dichiarazione ufficiale .
Oltre ad aver pubblicato questo chiarimento Google ha anche provveduto a identificare e licenziare il responsabile del documento, James Damore. Secondo Sundar Pichai la decisione sarebbe stato presa perché lo scritto violava il codice di condotta della compagnia “proponendo pericolosi stereotipi sessuali nel nostro posto di lavoro”. Damore dal canto suo ha dichiarato che agirà per via legali poiché ritiene i suoi legittimi diritti di espressione.
Il tema della disparità di trattamento è molto attuale per Google e si inserisce in un contesto molto più ampio. Sono sempre più le denunce da parte di donne e impiegati di colore per le discriminazioni da parte delle aziende della Silicon Valley che li pagherebbero poco e ne limiterebbero la carriera. La stessa Google è sotto inchiesta per presunte disparità salariali, già emerse ad aprile grazie a un’inchiesta di Washington Post e Guardian.
Google: un documento interno se la prende contro il ?politically correct? - La Stampa
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