Il fulgido esempio di Dominicano, Fascista e Mistico che versò il suo sangue per l’Impero. Così si può sintetizzare la vita dell'Eroe citato nel famoso "Canti dei legionari":
"I morti che lasciammo a Passo Uarieu
sono i pilastri del Romano Impero.
Gronda di sangue il gagliardetto nero
che contro l’Amba il barbaro inchiodò.
Sui morti che lasciammo a Passo Uarieu
la Croce di Giuliani sfolgorò."
Padre Reginaldo Giuliani nacque a Torino il 28 agosto 1887. Da giovanissimo abbracciò la vita monastica dell’ordine dei Domenicani. Allo scoppio della Grande Guerra si arruolò volontario nella III Armata degli Arditi, meritandosi più Medaglie al Valor Militare. Data la sua abilità, riuscì a sostituire egregiamente un alto Ufficiale caduto e riuscì a fare attraversare il Piave di isolotto in isolotto ad un intero reparto. Fu tra i liberatori di Trieste, unendosi poi a D’Annunzio nell’Impresa di Fiume organizzando gli Squadristi Cattolici (Fiamme Bianche). Aderì subito al Fascismo e nel 1922 marciò su Roma e durante il primo decennio dell’Era Fascista si fa esponente del “Misticismo Religioso Dominicano applicato al Fascismo” aderendo alla Scuola di Mistica Fascista. Allo scoppio della Guerra d’Africa è volontario nell’Armata Camice Nere del Generale Diamanti col grado di Padre Centurione della I Brigata Eritrea. Si fa portavoce della missione civilizzatrice Romana e Cattolica in Etiopia. Tra gli arditi che presero parte alla furiosa battaglia di Passo Uarieu, Medaglia d’Oro al Valor Militare, fu ferito gravemente, dopo essersi gettato ardimentosamente su un manipolo di nemici armato solo di pugnali, bombe a mano ed una Croce. Era il 21 gennaio 1936/xiv. Il corpo fu ritrovato solo 3 giorni dopo da Alberto Lixia che riferì in sintesi: “l’Eroe ha ancora indosso la Camicia Nera bagnata del suo glorioso sangue di martire, la clavicola sinistra spezzata da una sciabolata”.




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