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... Chissà se i politicanti hanno fatto in tempo ad intascare i soldi per la siccità estiva...
Ecco infatti che una vasta perturbazione porta acqua in abbondanza in tutta Italia, allagando molte zone... E di nuovo una pioggia di soldi per coprire l'inefficienza dei comuni, l'incuria dei tombini e del sistema fognario.
Si aggrava anche la conta dei danni, pure di quelli ambientali. La grande raffineria dell'Eni è ferma: un metro e mezzo d'acqua aveva fatto scattare i sistemi di allarme e l'impianto, come confermato dal ministro dell'Ambiente Galletti, era stato fermato. Ieri sera poi la conferma che il cattivo odore, denunciato fin da ieri dai cittadini, arrivava proprio da lì, dove c'è stato uno sversamento di idrocarburi finito in mare attraverso un canale. È stata "una leggera perdita di acqua mista a idrocarburi pesanti" a confluire "in un fosso limitrofo al perimetro della raffineria passando attraverso un varco del muro di cinta". È quanto precisa Eni in una nota a proposito dello sversamento di idrocarburi che si è riversato in mare, all'altezza del porto industriale di Livorno, a seguito del violento nubifragio. Il tutto, assicura, è già stato "confinato" ed è in fase di recupero. E c'è il caso, sollevato da La Repubblica oggi in prima pagina, dei fondi per le alluvioni mai usati. "A leggere le tabelle della Struttura di missione contro il dissesto ideologico della Presidenza del Consiglio, abbiamo 7,7 miliardi di euro da spendere entro il 2023. Per fare, dunque, ciò che avrebbe evitato le stragi".
- See more at: Livorno, sette vittime, riprese ricerche disperso. Il caso dei fondi mai usati. Forte libecciata - Rai News
Guerre, terremoti, carestie, inondazioni, terrorismo...
Tutti i giorni i mass media danno grande risalto a queste terribii sciagure, ma trascurano la più grande ed evitabile disgrazia del mondo, l'inquinamento ambientale.
Eh sì, perché a conti fatti ciò che viene falsamente presentato come una ricchezza da secoli, ossia l'industrializzazione e la cementificazione selvaggia, non tiene conto di ciò che più ha distrutto il benessere dell'umanità.
Quanti morti ha fatto l'isis? E il terremoto? E l'uragano? E la siccità? E le inondazioni?
Molti, ma molti di meno dell'inquinamento...
Si parla tanto di vaccini per evitare il morbillo, ma cosa fa il ministero della salute pubblica per prevenire i tumori dovuti all'avvelenamento industriale?
Si considerino i decessi per malattie dovute all'inquinamento di aria, acqua e terra, e si vedrà quale è la vera emergenza, il vero problema da combattere con ogni mezzo, invece di aiutare e finanziare le aziende che si sono arricchite sui cadaveri della gente...
Le aziende private fanno profitti inquinando, ma poi è lo Stato a pagare i danni...
Inquinamento e tumori a Livorno: dati e analisi - Senza Soste
“I dati raccolti non lasciano dubbi sulla realtà: in Italia la crescita dei casi di tumori è a livelli da epidemia.
Fra le 54 aree più “colpite” da questa “epidemia” ci sono Livorno e la sua provincia. (...)
Livorno distretto delle nocività
Mentre a Livorno si muore per cancro a causa di fattori ambientali, le amministrazioni locali si stanno adoperando per autorizzare la realizzazione di nuove infrastrutture che peggioreranno la situazione:
costruire un terminale di rigassificazione al largo delle coste, iniziativa inutile perché di gas ne arriverà a sufficienza dai gasdotti che si stanno realizzando, dannosa per gli interessi della città, rischiosa e fortemente inquinante (si calcolano 1 o 2 milioni di metri cubi di metano rilasciati ogni anno in atmosfera a causa delle lavorazioni per non parlare dell’inquinamento del mare);
costruire un secondo rigassificatore, questa volta a terra nell’area industriale della Solvay;
raddoppiare, grazie ai soldi di una fra le TIA più care d’Italia, l’inceneritore del Picchianti non per una necessità della città ma per bruciare rifiuti provenienti da mezza Toscana;
costruire un megainceneritore per rifiuti industriali che dovrebbe servire tutta la Toscana (si parla di 1400 tonnellate al giorno incenerite);
realizzare una filiera di centrali a biomasse per la produzione di elettricità che bruciano olio di palma: due a Livorno in ambito portuale, una a Piombino (già autorizzate) e una a Campiglia (da autorizzare); centrali piccole ma estremamente inquinanti;
spalleggiare i progetti di ENEL che vorrebbe convertire a carbone una parte della centrale di Torre del sale (circa 750 MW) e a biomasse una parte della centrale del Marzocco.
Insomma nuove pesanti fonti di inquinamento e quindi di morte volute solo per fini affaristici visto che le ricadute occupazionali sarebbero minime (si pensi alle poche decine di posti garantiti dal rigassificatore di Livorno) mentre i profitti finirebbero nelle casse di multinazionali e società non del territorio (una vera e propria colonizzazione). Tutto sulla pelle dei livornesi.
(articolo completo:
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