





Non capisco in base a quali dati si possa affermare che la maggiorparte degli internauti voterebbe Salvini o Grillo.
I moderati ad esempio generalmente commentano o condividono in misura minore le "notizie" che girano su facebook, anche perché non amano fare cagnara come la gran parte dei tifosi del web che si limitano o ad insultare chi non la pensa come loro o ad affermare la propria simpatia pur l'una o l'altra parte senza argomentare. Poi dipende sempre da dove si va a cercare, dove tali atteggiamenti sono banditi generalmente trovi un forte equilibrio tra le diverse campane.








Ammesso e concesso, invece.
Nella mia classe, al liceo, già a 16 anni si facevano dibattiti politici: e parlo dell'inizio degli anni '60, che il'68 era di là da venire.
Oggi vedo che i miei figli sono digiuni di qualsiasi termine, anche i più elementari.
Mio figlio è operaio: quando ero ragazzo io dal linguaggio di un operaio si poteva solo apprendere. Oggi, no.
Mia figlia è laureata: ma anche durante il periodo universitario ha solo sentito qualche vago eco del linguaggio politico.
E sappi che la scuola, pubblica e non pubblica, è scarsamente controllabile dalla politica, da qualsiasi parte politica.
Un insegnante non è manipolabile. E se lo è, i suoi studenti lo capiscono e quindi conta meno di zero ai loto occhi.
La scuola è, o dovrebbe essere, fonte di conoscenza; quella conoscenza che è la premessa di un pensiero autonomo.
Non confondere gli insegnanti (delle superiori: qualche centinaio di migliaia) con gli studenti, che sono milioni. E che escono con le più diverse idee, fortunatamente.
Certo, chi esce dalle scuole private esce con una visione molto unilaterale, perché il privato questo vuole: ma ci mette poco ad ambientarsi e confrontarsi con gli altri.