Risultati da 1 a 4 di 4

Discussione: L'orrore degli OGM

  1. #1
    Moderatore
    Data Registrazione
    04 Jun 2009
    Località
    Mein Reich ist in der Luft
    Messaggi
    11,092
     Likes dati
    495
     Like avuti
    906
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito L'orrore degli OGM

    OGM: punto di non ritorno?
    Marcello Pamio - 8 febbraio 2010

    Entro aprile 2010 gli ogm faranno il loro ingresso nell’agricoltura italiana. Parola del Consiglio di Stato!
    Il più alto organo della “giustizia amministrativa” italiana, ha sentenziato il 19 gennaio 2010 (con sentenza depositata in Segreteria), almeno sulla carta, un punto a favore (e palla al centro) dei colossi del biotech.
    I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso di Silvano Dalla Libera, vicepresidente dell’ Associazione Agricoltori Futuragra[1], un’associazione “culturale” di Vivaro a Pordenone, composta da circa 500 imprenditori agricoli che vogliono a tutti i costi coltivare gli ogm, in particolare il mais (Mon 810) della Monsanto (leggi Pfizer).
    Il sito ufficiale di tale “associazione culturale”, è un poutporri di propaganda disinformativa in merito agli organismi geneticamente modificati.
    “La sentenza è inappellabile - dichiara pubblicamente Silvano Dalla Libera - e la sua “mancata applicazione…creerebbe un danno enorme all’agricoltura italiana!
    Il vicepresidente di Futuragra parla di danno all’agricoltura italiana se gli ogm verranno bloccati, e non parla invece del danno alla salute delle persone, se gli ogm entreranno nella catena alimentare diretta (visto che già ci entrano attraverso quella indiretta cioè l’alimentazione animale: il 92% dei mangimi per animali sono etichettati ogm[2])!

    Facciamo un po’ di chiarezza per capire cosa è effettivamente avvenuto.
    Silvano Dalla Libera nel 2007 si era rivolto al Tribunale dopo che il ministero delle Politiche agricole gli aveva negato l’autorizzazione alla semina di mais ogm, per la mancanza dei piani regionali di coesistenza. Dopo un primo pronunciamento del T.A.R. e un ricorso ora arriva la decisione finale del Consiglio di Stato.
    Questo non significa assolutamente che gli agricoltori italiani possono e potranno seminare mais ogm!

    È molto probabile e se lo augurano tutte le persone intelligenti e consapevoli che non hanno alcun interesse economico, che il Ministro Luca Zaia impedisca di fatto la coltivazione, visto che ben sei paesi dell’U.E., Francia, Germania, Austria, Ungheria, Grecia e Lussemburgo hanno bandito il mais transgenico Mon 810 della Monsanto.
    Nonostante la maggioranza degli italiani (il 74%) sia contraria al cibo frankenstein, nonostante sempre più evidenze scientifiche tenute ovviamente nascoste, dimostrano che gli ogm non sono la panacea per la fame nel mondo, ma creano problemi seri di salute a terreni e consumatori, la domanda sorge spontanea: perché vogliono a tutti i costi farceli mangiare?
    Certamente le pressioni economiche sono incommensurabili, e la politica, da che mondo e mondo, è alla mercè del potere finanziario. Non sbagliava il grande poeta statunitense Ezra Pound quando denunciava il servilismo della politica nei confronti dell’economia (“i politici sono i camerieri del potere economico”).

    Business da capogiro
    La d.ssa Marina Mariani, agronoma, esperta in ogm e docente di legislazione e sicurezza alimentare al Politecnico del Commercio di Milano, a tal proposito ricorda che nel mondo gli ogm più coltivati sono prevalentemente sei: soia, mais, colza, cotone, riso e frumento. Oltre 125 milioni di ettari sparsi in 23 paesi, diffusi principalmente negli Stati Uniti, Argentina, Brasile, Canada, Cina e India.
    Nonostante questo, a tirare le fila dell'immane mercato sono davvero in pochi: cinque colossi multinazionali, quali Monsanto, Du Pont, Syngenta, Bayer Crop Science e Dow.
    Da soli gestiscono il 35 percento del mercato mondiale delle sementi, alimenti base per il 50% della popolazione mondiale![3]
    Un business da capogiro.

    Le aziende interessate all’affaire ogm, non sono piccole società o ridicole associazioni pseudo culturali, ma i più potenti gruppi della chimica e farmaceutica planetaria, i quali speculano e guadagnano miliardi di dollari ogni anno non solo nelle sementi brevettate o nei pesticidi cancerogeni, ma soprattutto nella creazione di malati!
    Nel solo mondo occidentale, il cosiddetto “mercato della malattia”, surclassa quello delle armi e del petrolio.
    Noi tutti pensiamo che i mercati del petrolio e delle armi siano i più floridi, ma non è così nella realtà.
    La malattia è il mercato più attraente che esista, anche perché oltre all’indubbio guadagno economico c’è anche il controllo delle masse: una persona ammalata non è libera!

    Quindi da una parte ci mettono a disposizione:
    - Sistemi di coltivazione velenosi e tossici per l’ambiente e quindi per l’uomo che a lungo andare indeboliscono la salute dei terreni e dell’uomo stesso, predisponendoci alle malattie;
    - Sementi che muoiono ogni anno costringendo i coltivatori a comperarli a fine raccolto, rendendoli sempre più schiavi al Sistema monopolistico (vedi cosa sta accadendo nel mondo in paesi come India, Iraq e moltissimi altri;
    - Alimenti modificati geneticamente che lentamente ma inesorabilmente avvelenano l’organismo animale e umano;

    Punto a) e c)
    Una volta che la popolazione è sempre più ammalata, le stesse corporation stenderanno gentilmente le mani offrendoci pillole, vaccini, esami, operazioni, farmaci contro quelle malattie da loro stesse create e incrementate a tavolino!!!

    Punto b)
    Quando dal punto di vista economico saranno strozzati tutti i coltivatori convinti, come quelli di Futuragra e anche quelli restii agli ogm, a causa dell’infestazione e diffusione a distanza delle spore, le corporation avranno nelle loro mani l’intera produzione di alimenti globale. Controllando la produzione alimentare avranno ovviamente il controllo della vita di centinaia di milioni di persone.

    Il problema delle sementi
    Molti lettori ricorderanno che nella gelida isola di Spitsbergen (leggi articolo completo), nel desolato arcipelago delle Svalbard stanno costruendo la superbanca delle sementi, destinata a conservare 3 milioni di varietà di piante di tutto il mondo. Una banca scavata nel granito, con chiusure a prova di bomba, sensori di movimento e una muraglia di cemento armato spessa un metro. Una specie di "Arca dell'Apocalisse".
    Il grosso problema è che il finanziatore principale è la Fondazione Rockefeller assieme a Monsanto e Syngenta (i due colossi del biotech), la Pioneer Hi-Bred che studia ogm per la chimica DuPont e la Fondazione "Bill & Melissa Gates" di William III Gates il patron della Microsoft.
    Di banche di sementi ne esistono almeno un migliaio in giro per le università del mondo, per l'esattezza, secondo la FAO sono 1400. Perché proprio questa?
    Ricordiamo a questo punto le parole pronunciate da Henry Kissinger intorno agli anni '70: «Chi controlla il petrolio controlla il Paese; chi controlla il cibo, controlla la popolazione».
    Il petrolio i Rockefeller lo controllavano all'inizio del secolo scorso con la Standard Oil, oggi lo controllano con il cartello petrolifero mondiale.
    Quindi si stanno organizzando per controllare il cibo...

    Il problema dell’acqua
    Infine, ma non per importanza, c’è il grosso problema dell’acqua.
    Le coltivazioni intensive, a differenza di quelle biodinamiche, hanno bisogno di grandi quantitativi di acqua: solamente la zootecnia e l’agricoltura divorano circa il 70% di tutta l’acqua del pianeta.
    Un esempio per tutti: per produrre 1 tonnellata di mais, usato poi per alimentare poveri animali da macello, necessita di circa 1000 tonnellate di acqua!
    Terreni aridi, pregni di sostanze chimiche come pesticidi, diserbanti ma privi dell’importantissimo e vitale humus, non assorbono correttamente l’acqua e quando piove tanto avviene quel fenomeno chiamato ruscellamento. In pratica l’acqua, che non viene assorbita correttamente dalla terra (per colpa dell’uomo), andrà a finire nelle falde acquifere portandosi dietro oltre al letame, pesticidi, diserbanti, crittogamici e quintali di farmaci (antibiotici, antistaminici, ormoni, beta-bloccanti, ecc.) dati agli animali.
    Le falde acquifere dove noi tutti beviamo, compresi anche i 500 soci di Futuragra e le loro famiglie, non a caso è sempre più inquinata.

    Il controllo globale
    Quindi stiamo parlando di un progetto occulto di Controllo globale e non è quindi un problema solo economico.
    Per ultimo ci sono i fenomeni meteorologici che si stanno sempre più estremizzando, con prolungati periodi di siccità e di piovosità, studiati a tavolino (vedi H.A.A.R.P. e scie chimiche) per causare massimi danni alle colture e spingere agricoltori e ministeri dei vari paesi verso colture apparentemente più resistenti e produttive[4].
    In poche parole, il mondo intero sarà costretto a ricorrere ai sistemi ogm brevettati appositamente per noi dalle lobbies, strada senza ritorno che porterà alla scomparsa delle sementi autoctone riproducibili, in cambio di sementi penosamente sterili e alla dipendenza totale e schiavistica nei riguardi dei nuovi monopolisti.[5]

    Cosa possiamo fare?
    E’ arrivato il momento di svegliarci da questo sonno profondo, di muoverci per evitare l’inevitabile, anche perché se dovessero entrare gli ogm nelle coltivazioni tradizionali, difficilmente potremo tornare indietro, proprio a causa della loro enorme e veloce infestazione.
    Organizziamo convegni, congressi per sensibilizzare le popolazioni e i coltivatori ignari dell’importanza di una alimentazione sana e quindi del pericolo di una alimentazione basata su organismi geneticamente modificati, soprattutto nella dieta dei bambini.
    Incoraggiamo la nascita e/o aiutiamo la diffusione dei Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.) e dei seedsavers, cioè dei gruppi di scambio sementi biologiche, perché se scompariranno le sementi autoctone, originarie, per colpa dell'invasione degli ogm, un domani dovremmo chiedere il permesso alla Fondazione Rockefeller....
    Per le persone che credono ancora nei politicanti, invece, facciano sentire la loro voce con i rappresentati di partito. Con il Trattato di Lisbona abbiamo perduto la sovranità monetaria, giuridica, economica e politica il tutto nelle mani dell’oligarchia bancaria internazionale: cerchiamo almeno di impedire la perdita di quella alimentare…
    Nei piccoli supermercati o dal negoziante di fiducia, chiediamo e pretendiamo solo alimenti biologici o biodinamici; evitiamo di fare acquisti nei grossi centri commerciali, tutti a capitale straniero.

    La scelta vegetariana biologica è per esempio, il primo passo, o come diceva il grande Leone Tolstoi: “il primo gradino di un progresso spirituale“.
    Progresso spirituale, ma anche etico e morale, nei confronti della Natura e degli animali, importante e attualmente impellente.

    [1]Sito ufficiale di Futuragra Associazione Agricoltori FUTURAGRA - HOME
    [2]“Futuragra: McItaly operazione ogm free?” Associazione Agricoltori FUTURAGRA - FUTURAGRA: McITALY OPERAZIONE OGM FREE?
    [3]“Gli ogm? Il colpo di grazia per la nostra agricoltura”, d.ssa Marina Mariani 'Gli Ogm? Il colpo di grazia per la nostra agricoltura', Stella Spinelli
    [4]“La Terza guerra alla salute e al clima”, Valdo Vaccaio, La terza guerra alla salute ed al clima
    [5]Idem


    Ogm: punto di non ritorno?

  2. #2
    Moderatore
    Data Registrazione
    04 Jun 2009
    Località
    Mein Reich ist in der Luft
    Messaggi
    11,092
     Likes dati
    495
     Like avuti
    906
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: L'orrore degli OGM

    OGM, Natura e Sistema immunitario
    Giovanni Peccarisio – 15 febbraio 2010

    Fra i più conosciuti miti nella letteratura della Grecia antica vi è quello che racconta delle nove fatiche di Eracle o Ercole.
    La seconda descrive la vittoria di Eracle su un terribile mostro a nove teste, che infestava la palude di Lerna in Argolide.
    La caratteristica di questo mostro dall’alito fetido consisteva nel possedere nove teste, otto delle quali si rigeneravano immediatamente quando venivano recise.
    La nona testa però era immortale.
    Eracle recise una ad una le prime otto bruciandone la radice: sotterrò invece la nona, una volta recisa, al centro della terra rendendola in tal modo per sempre inoffensiva.

    Questo significativo mito mi è ritornato alla memoria venendo a sapere che il 29 gennaio 2010 il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dell’Associazione Agricoltori Futuragra di Vivano, in provincia di Pordenone, riguardante la possibilità di seminare in campo aperto vegetali O.G.M. (Organismi Geneticamente Modificati), soprattutto della Monsanto.
    Saputa questa notizia ho associato l’ O.G.M. all’Idra dalle nove teste anche se, naturalmente, vi é una qualche differenza: nel caso dell’O.G.M. infatti sono cinque le mostruose teste.
    Esse portano i nomi dei colossi multinazionali: Syngenta, Du Pont, Dow, Bayer e Monsanto.

    Vi sono state sentenze di tribunali, deliberazioni legislative di molte nazioni europee contrarie agli O.G.M., vi sono stati sondaggi popolari in Europa dimostratisi fortemente contrari - in Italia il 74 % - e addirittura continua ad esserci mancanza totale di verifiche a breve, medio, lungo termine riguardanti la salute dell’essere umano ma inutilmente.
    Le teste del mostro continuano imperterrite a rispuntare minacciose.
    Molti Eracle continuano però a combattere. Già nell’ormai lontano 1998 Jeremy Rifkin nel suo libro “Il secolo biotech” ammoniva così.

    “Immaginate il trasferimento di geni tra specie viventi senza alcuna affinità tra loro o che addirittura attraversano i confini della biologia (piante, animali ed esseri umani) che vanno a centinaia di forme di vita, totalmente nuove, ottenute in un batter di ciglia, rispetto ai tempi estremamente lunghi dell’evoluzione.

    Immaginate quindi la propagazione di cloni, la produzione di massa di un numero illimitato di repliche di nuove creazioni, la loro liberazione nella biosfera che permette loro di propagarsi, mutarsi, prolificare e migrare colonizzando la terra, l’acqua e l’aria.

    Questo ci piaccia o meno è il grande esperimento scientifico e commerciale che avverrà appena gireremo pagina e ci troveremo nel secolo della biotecnologia”.



    La pagina di cui parlava Rifkin dodici anni fa è già divenuto un voluminoso romanzo del terrore.
    Il dibattito, che ormai da diversi anni è in corso ha senza alcun dubbio evidenziato che gli O.G.M. non sono assolutamente innocui.
    Quelle poche ricerche, indipendenti e non di parte, che sono riuscite a filtrare attraverso la fitta rete di censure e di informazioni pilotate da parte dei mass-media cosiddetti ufficiali, hanno affermato al contrario che gli O.G.M. sono pericolosi per la salute dell’habitat terrestre, uomo compreso.
    A questo punto del discorso vale la pena di considerare il danno principale che può comportare la liberazione nell’ambiente e negli organismi viventi di organismi geneticamente modificati.
    Approfondendo ciò che ha efficacemente detto Rifkin è necessario prima di tutto considerare una legge della natura.
    Nel medesimo libro citato più sopra, Rifkin riporta un’affermazione di Bernard Rollin, professore di fisiologia, biofisica e filosofia presso l’Università di Colorado:

    “Sappiamo con certezza che se prendiamo animali le cui caratteristiche sono ben conosciute, ben comprese e ragionevolmente prevedibili e le introduciamo in ambienti che non sono familiari, molto probabilmente rischiamo di provocare un disastro, a cui talvolta non possiamo rimediare.

    Ma se ciò è vero, quanto di peggio possiamo fare con i nuovi (geneticamente modificati) organismi, dei quali non comprendiamo ancora le caratteristiche?

    Per giungere ad una sempre più precisa disamina del problema è necessario aggiungere ulteriori conoscenze riguardanti l’essere umano ed inerenti al suo sistema immunitario.
    Il corpo fisico dell’uomo nel suo lungo cammino evolutivo ha elaborato efficaci strategie per difendersi da nocive intrusioni esterne atte a salvaguardare la sua stessa integrità: questo compito è esplicato dal sistema immunitario.
    Quest’ultimo si articola in quattro essenziali funzioni sinteticamente caratterizzate come:

    1° Percezione dell’intruso
    2° Strategia di neutralizzazione
    3° Attuazione di difesa
    4° Acquisizione del nuovo e formazione di memoria

    Alla luce di tali considerazioni si può affermare che il sistema immunitario, nell’arco di una lunghissima evoluzione, ha acquisito nuove capacità che gli permettono di integrare nuove conoscenze. Queste ultime poi elaborano e ampliano continuamente e dinamicamente la sua memoria.
    Tale meraviglioso processo presuppone però un elemento essenziale: qualsiasi intruso esterno deve far parte della natura. Può anche minacciare l’integrità dell’io biologico, può essergli nocivo ma deve appartenere, o essere apparentato, alla natura.
    In questa tipologia rientrano ad esempio batteri, virus, funghi ecc., ma certamente non gli organismi geneticamente modificati.

    Come accennato nel brano riportato da Rifkin, non rientra a assolutamente nei principî della vita della natura che ad esempio geni di un pesce dell’Artico entrino a far parte del patrimonio genetico di una fragola e questo è soltanto uno tra i tanti esempi delle manipolazioni eseguite tra un componente del regno vegetale e uno del regno animale.
    Sono stati manipolati geneticamente vegetali importantissimi per l’alimentazione umana quali mais, riso, frumento, soia rendendoli, per di più, sterili.
    Per avviare una nuova produzione gli agricoltori sono così costretti a comperare ogni anno le sementi da multinazionali, poche e sempre quelle, che detengono la proprietà delle sementi grazie ad un brevetto.
    Ci si potrebbe chiedere come possa esistere il brevetto, e quindi la proprietà, di un processo che riguarda il rinnovamento e la prosecuzione della vita e che avviene grazie al lavoro di un grandioso confluire di energie cosmiche che insufflano la vita nel seme.

    Aldilà però delle implicazioni economiche che fanno conseguire enormi ricavi alle multinazionali, Fra le molte due sono le prioritarie domande che ciascuno dovrebbe porre a se stesso cercando di dare una risposta.

    La prima chiede:
    può la natura rimanere indifferente a questi mostruosi interventi sull’essenza stessa della sua vita?

    La seconda chiede:
    quali effetti possono avere sul corpo fisico umano gli alimenti derivanti da vegetali O.G.M.?

    Per quanto riguarda la risposta alla prima domanda è legittimo pensare alle parole di Rifkin sulle quali vale la pena di riflettere con molta serietà.

    “Ogni volta che un organismo trattato geneticamente viene liberato, esiste almeno una piccola probabilità che esso diventi pericoloso, perché, come le specie non-indigene, è stato introdotto artificialmente in un ambiente complesso, che ha sviluppato una complessa rete di relazioni integrate attraverso un lungo periodo nella storia evolutiva”.

    Riferendosi al processo del sistema immunitario accennato più sopra, come risposta alla seconda domanda ne sorge un’altra altrettanto legittima.
    Che cosa può succedere al sistema immunitario quando si trova a fronteggiare un nuovo elemento sconosciuto che però non è naturale e che è stato creato artificialmente mescolando i geni di due differenti regni della natura?
    E’ in grado il sistema immunitario che appartiene al mondo della natura, di riconoscere un qualcosa non appartenente alla natura?
    Non potrebbero sorgere forse reazioni di tipo autoimmune?
    Il sistema immunitario infatti, incapace di riconoscere un aggressore sconosciuto, pur di eliminarlo potrebbe commettere l’errore di aggredire il corpo stesso che dovrebbe invece difendere.
    E se oltre a quest’ultima eventualità, geni modificati geneticamente e non neutralizzati dal sistema immunitario passassero nel sangue e andassero a rigenerare tramite il ricambio cellulare i tessuti dell’organismo umano?
    Non bisogna dimenticare inoltre che fanno parte dell’umanità anche i bambini che hanno un sistema immunitario ancora in via di formazione e, di conseguenza, estremamente vulnerabile.

    Queste sono solo alcune domande che desidererei rivolgere a tutte le persone di buon senso e in special modo al Sig. Silvano Dalla Libera vicepresidente della Futuragra preoccupatissimo del danno enorme che verrebbe procurato all’agricoltura, se l’O.G.M. non fosse liberalizzato, danno considerato non certo dal punto di vista ambientale bensì economico.
    Ai componenti del Consiglio di Stato vorrei chiedere invece con quale criterio hanno deliberato di ammettere la coltivazione dell’O.G.M. a cielo e campo aperto.
    Probabilmente hanno considerato il bene supremo della libera circolazione delle merci, non certo quello della salute pubblica che, evidentemente, non è di loro competenza.
    Ai cosiddetti scienziati che sostengono l’innocuità degli O.G.M. non chiedo nulla, perché mi ricordano le tre famose scimmiette che non vedono, non sentono, ma che purtroppo, al contrario della terza scimmietta, parlano senza avere sicure prove scientifiche.
    Infine invito le madri e le mogli degli agricoltori della Futuragra, dei Consiglieri di Stato, degli scienziati O.G.M. a pensare con grande attenzione alla salute dei propri figli piccoli o,anche in proiezione futura, dei loro nipoti e augurandomi che il loro meraviglioso senso materno - e lo dico con molta convinzione, assolutamente senza ironia - riesca a cambiare i pensieri dei loro uomini e li trasformino da astratti a viventi, come lo sono, fino ad ora, tutti gli esseri della natura, di cui tutti noi facciamo parte.

    Giovanni Peccarisio
    Laureato alla "Libera Università della Scienza e dello Spirito" di Dornach (Svizzera), come Maestro Waldorf (scuole steineriane) e Maestro di pittura.
    Consulente pedagogico, svolge la sua attività di conferenziere in varie sedi in Italia e all'estero.
    Autore dei libri: "L'evoluzione storica della coscienza: il passaggio della Soglia" ed "Ereditarietà ed individualità"


    Ogm, natura e sistema immunitario

  3. #3
    Moderatore
    Data Registrazione
    04 Jun 2009
    Località
    Mein Reich ist in der Luft
    Messaggi
    11,092
     Likes dati
    495
     Like avuti
    906
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: L'orrore degli OGM

    Ogm: perché NO
    A cura della D.ssa Marina Mariani, autrice dei libri: "Gli organismi geneticamente modificati", ed. Xenia - "Gli additivi. Come riconoscere le sostanze nocive aggiunte in ciò che mangiamo", ed Macro - "Alimenti geneticamente modificati", ed Hoepli
    Pubblicato su "Naturalmente"

    Li conoscono in molti, anche se non tutti sanno davvero di cosa si tratta. Sono gli Organismi Geneticamente Modificati (OGM), esseri viventi ottenuti inserendo nelle cellule materiale genetico ad esse estraneo, proveniente da piante, animali, batteri, virus, e perfino da esseri umani. Questo tema così controverso ci riguarda tutti per fatto che la nostra dieta comprende già alcune piante che potrebbero rientrare in questa categoria. La soia e il mais sono state le prime colture sottoposte a modifiche genetiche e attualmente i brevetti depositati per specie geneticamente modificate sono più di 2000. In Europa è già stato dato il via a 37 di questi.

    Illustri uomini di scienza si sono già pronunciati sia in favore che contro questo tipo di intervento, che nulla ha in comune con le tradizionali tecniche di selezione operate dagli agricoltori per secoli. Adesso l’ultima parola spetta al consumatore, a chi va a fare la spesa, che può decidere se vuole o non vuole trovarsi nel piatto questi alimenti.
    Siamo perfettamente consapevoli del fatto che le biotecnologie sono una delle frontiere più avanzate e promettenti della ricerca e della innovazione tecnologica.
    Ma la ricerca deve sempre essere valutata in base al rapporto tra i costi e i benefici.
    Dopo aver ascoltato le grida di chi, in televisione e sui giornali, ha cercato di convincerci che gli ogm sono bravi, belli e buoni, addirittura meglio degli altri alimenti noi continuiamo ad essere scettici, non solo sulle loro caratteristiche nutritive, ma anche sul modo in cui ci vengono proposti.
    In questo articolo vi spieghiamo perché.

    NON SIAMO SICURI CHE SIANO INNOCUI
    Ci riferiamo alle garanzie di sicurezza alimentare che, ancora oggi e dopo vent’anni di modifiche genetiche, ancora non ci sono.
    Coloro che si oppongono alla diffusione di ogm sono stati spesso accusati di essere dei poveri ignoranti, paurosi del futuro e del progresso scientifico.
    Noi, al contrario esigiamo prove condotte con il rigore che la scienza deve essere in grado di dare.
    Quello che non sempre viene dichiarato è che non sono tutte rose e fiori: per esempio ci si è accorti che un tipo di soia modificata contiene sostanze ritenute responsabili di diminuire l’accrescimento.

    Può darsi che particolari come questi, per qualcuno siano semplici dettagli. Per noi non lo sono.
    Si ha un bel dire che, essendo state consumate da migliaia di Statunitensi per oltre un decennio, tutto sommato grossi guai non sono emersi, non ci si fa scrupolo ad affermare che “non è ancora morto nessuno”. Questa non è scienza e comunque non è vero.
    Sono passati molti anni da quando, nel 1988, negli USA 37 persone morirono dopo aver consumato un integratore alimentare ottenuto da microrganismi modificati.

    In tempi più recenti si sono avuti casi di intossicazione (citati anche da quotidiani molto noti): alcune persone, negli USA, sono finite al pronto soccorso per aver consumato un alimento prodotto con un mais geneticamente modificato originariamente approvato solo per consumo animale.
    Sono stati registrati casi di shock anafilattico e numerosi problemi, fortunatamente meno gravi, dovuti all'ingestione del mais StarLink finito per "errore" negli alimenti destinati agli umani. Quel mais non avrebbe dovuto essere lì, invece c’era. Come è stato possibile?
    Molto banalmente, infine, notiamo che i casi di allergie e intolleranze alimentari sono in aumento tra la popolazione. Un'indagine condotta da 15 Centri della Società Italiana di gastroenterologia ed epatologia pediatrica su 17 mila studenti delle scuole medie inferiori ha dimostrato la presenza di celiachia, cioè l'intolleranza al glutine, in un caso su 150. Qualche anno fa la frequenza era di un caso su 1000/2000.

    Dato che stiamo consumando frumento da secoli come alimento di base e senza aver acquisito intolleranza, sembra logico avanzare l’ipotesi che la causa sia da ricercare nel tipo di frumento che si sta attualmente consumando. Gli ogm potrebbero aggravare questa situazione.
    Il fatto è che non siamo in grado di ricondurre nessun malessere, temporaneo o duraturo, acuto o cronico, al consumo di ogm, perché per anni non sono stati dichiarati in etichetta, quindi non possiamo sapere se ci sono stati effetti sui parametri fisiologici e clinici; in altri termini, come si fa a sapere se qualcuno dei malanni che periodicamente ci disturbano può essere dovuto “anche” al consumo di ogm se per anni non sono stati riconoscibili?

    Ci piacerebbe chiedere agli Statunitensi, che da anni consumano prodotti a base di mais e soia gm, se sono contenti di aver fatto inconsciamente da cavia per tutti questi anni; crediamo di no, visto che alcune contee statunitensi (Mendocino, Stato della California, in testa) hanno già cominciato la loro battaglia per dichiararsi liberi da ogm.
    Ecco il punto: nonostante le insistenze di molti comitati scientifici indipendenti e delle associazioni di consumatori, non è ancora successo che un gruppo di volontari, nutriti con alimenti gm, sia stato sottoposto a un controllo costante negli anni, che permettesse di capire se questi nuovi alimenti sono davvero sicuri come qualcuno dice.
    Eppure di tempo ne è passato, se si fosse iniziato subito a quest’ora avremmo già le risposte e le rassicurazioni che vogliamo. Non vogliamo pensare che sia stato per mancanza di volontari, e vista la grande quantità di scienziati che sostengono i pregi di questi alimenti riteniamo che potrebbero essere proprio loro a dare questa prova, sottoponendosi con coerenza a un esperimento di nutrizione a base di ogm.

    Non sono mancati scienziati che hanno già lavorato in questo senso, uno studio condotto in modo scientificamente attendibile è, per esempio, quello svolto dall’Università di Newcastle.
    Ma, per quanto utile e interessante, l’esperimento ha impiegato un numero di volontari molto ridotto (12) e, soprattutto, è durato poco tempo. E’ comunque servito a dimostrare che, contrariamente a quanto si pensava, il DNA resta integro nell’intestino per alcuni minuti, tempo potenzialmente sufficiente per interagire con la microflora intestinale.

    NON E’ VERO CHE SONO STABILI
    Oggi la scienza non dispone degli strumenti per capire cosa accade esattamente con una manipolazione genetica, tanto meno per prevedere i risultati a medio e lungo termine. Si è capito che nessun gene funziona isolatamente, e poco si sa delle interazioni che possono
    avvenire tra i geni e con l'ambiente.

    Nella relazione della Compagnia che detiene il brevetto del mais Bt11, recentemente accettato dall’Unione Europea, viene dichiara la presenza di una singola copia del transgene inserito. Invece le analisi condotte del Belgian Council for Biosafety hanno rivelato che questo inserto nel tempo ha subìto una specie di assestamento, sono stati rilevati frammenti in posizioni anormali e parti troncate.
    Non si è neanche sicuri che sia presente solo una copia del transgene inserito originariamente.
    Sembrerebbe infatti che il materiale genetico inserito si sia duplicato da solo e di propria iniziativa si sia inserito in parti diverse dei cromosomi.

    Questo è un caso tutt’altro che strano, esistono infatti alcune porzioni di materiale genetico, note come trasposoni, in grado di autoduplicarsi e “saltare qua e là”. Si tenga presente che l’inserimento di un gene estraneo (il transgene), avviene sempre in modo casuale, quindi potrebbe benissimo essersi inserito in un trasposone.
    Purtroppo questo significa che il suo destino è continuare a modificarsi da solo, in modo casuale e, quel che è peggio, totalmente fuori controllo.
    Un'altra scoperta preoccupante è che questo mais potrebbe già essere stato contaminato da un altro mais transgenico (il Bt176), che nel 2001 è stato collegato alla morte di alcune vacche da latte in Germania. Infatti ci si è accorti che per identificare il transgene di questi due tipi di mais è possibile usare lo stesso reagente (il cosiddetto primer) che “funziona” in entrambi i casi.
    Riteniamo che questi esempi dovrebbero far riflettere.

    NON E’ VERO CHE SONO PIU’ SICURI DEI PRODOTTI BIOLOGICI
    Recentemente sui giornali e in programmi televisivi alcuni noti scienziati, apertamente favorevoli agli ogm, hanno dichiarato che i prodotti biologici, che non usano fungicidi, sono più contaminati da aflatossine rispetto ai prodotti convenzionali e a quelli geneticamente modificati, dando ad intendere al pubblico che gli ogm potrebbero essere la soluzione anche per questo problema. Le aflatossine appartengono alla categoria delle micotossine, sono cioè sostanze molto tossiche, prodotte da alcuni ceppi di muffe (dei generi Fusarium e Aspergillus), con effetti potenzialmente cancerogeni sul fegato. Le infestazioni di queste muffe si hanno sui foraggi insilati quando le condizioni ambientali sono particolarmente calde e umide. Le aflatossine ingerite dagli animali vengono eliminate anche tramite il latte ed è per questa via che possono arrivare ai prodotti caseari.

    Non vogliamo qui dilungarci spiegando come, nelle coltivazioni biologiche, l’estratto di agave sia risultato utile per inibire le crescita di muffe e la produzione di micotossine, ci riserviamo di farlo in una futura occasione. Tuttavia teniamo a puntualizzare che l’effetto delle colture gm nell’ostacolare la produzione di aflatossine è solo indiretto: infatti le colture che sono state modificate inserendo il gene Bt, che ha effetto insetticida, evitano le infestazioni degli insetti parassiti, e quindi si limitano a ridurre la possibilità che sulle ferite aperte dagli insetti possano, eventualmente e in un secondo tempo, svilupparsi le muffe. A coloro che sostengono queste ipotesi vogliano citare le conclusioni apparse nel rapporto della FAO in occasione del congresso tenutosi a Porto nel luglio del 2000.

    La FAO è ritenuta un organismo scientificamente attendibile, pertanto ci limitiamo a citare testualmente: “dagli studi presentati non si può concludere che le coltivazioni biologiche comportino un aumento del rischio di contaminazione da micotossine. E’ importante sottolineare che sono previste buone pratiche agricole e di stoccaggio, nell’agricoltura convenzionale e biologica, che servono a minimizzare i rischi di sviluppo di muffe e contaminazione da micotossine”. Inoltre la stessa FAO cita due studi che hanno dimostrato che i livelli di una aflatossina sono risultati addirittura inferiori nel latte biologico rispetto a quello convenzionale e conclude affermando che “Buone pratiche di alimentazione del bestiame richiedono che i foraggi siano stoccati in modo da evitare la contaminazione. Dato che il bestiame allevato con il sistema biologico viene nutrito con maggiori proporzioni di fieno, erba e foraggi insilati, c’è una ridotta possibilità che alimenti contaminati da micotossine comportino la contaminazione del latte”.

    I GENI CHE VENGONO INSERITI NON SONO UGUALI A QUELLI NATURALI
    Molti dei geni introdotti nelle piante sono composti da frammenti di DNA di origine batterica che però sono stati prodotti ex-novo in laboratorio, in modo da includere alcune parti che servono a migliorare l’effetto finale, servono cioè a renderne più efficiente l’espressione nella pianta.
    La sequenza del DNA della tossina, e quindi la sua formula chimica, è diversa da quella prodotta da un microbo, in quanto è stata modificata per rendere il gene più attivo nella coltura oppure per fare in modo che si possa sciogliere nella cellula vegetale.
    Del resto una pianta e un batterio non potrebbero mai produrre la stessa identica sostanza, non fosse altro per il fatto che non dispongono degli stessi organi.

    Ogni tossina che si fa produrre a una pianta coltivata è quindi diversa rispetto a quella naturale. I test condotti per verificare l’innocuità e la sicurezza delle piante gm sui mammiferi e sull’ambiente si sono basati sulla tossina naturale, non hanno affatto verificato quella “vera”, cioè quella che davvero è presente nella pianta, non si è preso in considerazione l’effettivo prodotto dei geni modificati, presente nella coltura gm.
    Questo significa che le tossine presenti effettivamente nelle colture modificate non sono mai state sottoposte a una valutazione di tossicità.
    Si è dato per scontato che le tossine prodotte dai geni modificati fossero identiche a quelle delle tossine naturali, ma così non è.
    Sappiamo bene che si tratta di analisi che hanno costi molto elevati, ma riteniamo che la salute dei consumatori abbia un valore comunque maggiore.

    NON E’ VERO CHE SONO IN GRADO SI SFAMARE IL TERZO MONDO
    Nonostante le affermazioni che abbiamo sentito fare nelle recenti campagne elettorali da alcuni politici, e quelle delle ditte sementiere che vorrebbero far credere di essere opere pie di beneficenza, vogliamo che una cosa sia chiara: almeno per il momento, non esiste alcuna coltura geneticamente modificata in grado di rispondere alle esigenze delle popolazioni più povere. Siamo al corrente che è in fase di studio un tipo di frumento resistente alla siccità, ma allo stato attuale delle cose, purtroppo, non esiste semente gm che possa trovare impiego per sfamare le popolazioni del cosiddetto “terzo mondo”.

    Avevamo sperato che il favoloso “golden rice” potesse almeno risolvere le carenze di vitamina A che affliggono alcune popolazioni, ma anche questa si è rivelata una delusione: non solo perché la vitamina A presente nei semi è in una forma chimica scarsamente efficace dal punto di vista nutrizionale, ma soprattutto perché la quantità di questo riso che dovrebbe essere consumata da ogni persona, bambini compresi, supera abbondantemente i due chilogrammi al giorno.
    Un problema da non sottovalutare è inoltre la necessità che gli agricoltori acquistino i semi (costosi) ogni anno, senza avere la possibilità di riseminare una parte del raccolto dell’anno precedente.
    Questa necessità comporta una dipendenza ancora più stretta degli agricoltori nei confronti delle ditte sementiere, che del resto devono in qualche modo rientrare delle ingentissime spese sostenute per mettere a punto queste sementi e non possono certo permettere che vengano acquistate una sola volta.

    LE RIPERCUSSIONI SULL’AMBIENTE
    Si parla molto del rischio che si perda la biodiversità: tanto tempo fa le varietà coltivate erano moltissime, oggi si rischia di vedere ridotto questo patrimonio a poche decine. In questo ambito le piante gm potrebbero prendere il sopravvento su tutte le altre, non solo diffondendo il loro polline, ma sostituendosi a tutte le varietà locali grazie alla loro resistenza ai parassiti e ai diserbanti.
    Le prime coltivazioni a essere danneggiate saranno certamente quelle biologiche.
    L’elemento che troppo spesso viene sottovalutato è il polline. Questa polverina impalpabile ha la possibilità di essere trasportata dal vento anche a distanze notevoli.

    Vorremmo riflettere su un dato preciso: attualmente la presenza di ogm in un prodotto fino allo 0,9 % è legalmente considerata “accidentale”. Secondo noi proprio questo dettaglio costituisce una dichiarazione implicita di incapacità di gestire la diffusione dei transgeni nell’ambiente.
    Per definizione le colture biologiche sono esenti da ogm, ma come si può evitare che il polline estraneo le raggiunga? Ecco perché si discute molto della distanza da garantire tra i campi che ospitano colture gm e quelli con colture biologiche.
    Restiamo davvero stupiti quando leggiamo, anche su giornali molto noti (si veda per esempio il Corriere della Sera del 4 novembre 2004), le affermazioni di alcuni genetisti secondo i quali il polline del mais non va oltre i 25 metri e quello del riso non supera distanze oltre il mezzo metro. Vorremmo far presente che, nella Pianura Padana, quando il riso e il mais sono in fioritura, normalmente c’è vento. Riteniamo non sia necessario essere degli esperti per comprendere che mezzo metro sia una distanza decisamente improbabile.

    Del resto gli agronomi sanno bene che il polline del mais può giungere ben oltre i 2 chilometri dal campo in cui viene prodotto.
    Questo è il problema: genetisti, oncologi e agronomi, sul tema degli ogm si consultano e collaborano troppo poco. A giudicare da quanto si sente, sembra proprio che ogni categoria di scienziati resti chiusa nel suo mondo, e non prenda in considerazione altri punti di vista, il che è un peccato.
    Esiste perfino un gruppo di volontari, i seed savers, che va alla ricerca delle sementi tradizionali, quelle che hanno caratteri particolari e radici che affondano nella cultura stessa delle nostre regioni; anno dopo anno questi semi vengono coltivati e mantenuti vitali, per evitare che spariscano per sempre e perché un giorno, forse, qualcuno ne avrà bisogno.

    Molti agricoltori italiani scalpitano, non vedono l’ora di iniziare a coltivare piante gm, ma stanno prendendo un abbaglio se pensano di risolvere così tutti i problemi di parassiti e piante infestanti. Infatti sta già avvenendo una selezione genetica di erbe infestanti e di insetti che non risentono di alcun danno dalle piante gm. La tossina prodotta dal mais Bt, ad esempio è già inefficace su alcuni insetti, che hanno sviluppato una naturale resistenza. I geni di resistenza a un certo diserbante sono già stati assorbiti anche da alcune piante infestanti, che quindi non ne risentono più.
    In breve: facciamo attenzione perché gli eventuali vantaggi potrebbero essere comunque di breve durata e gli eventuali svantaggi tutti a carico degli agricoltori, che dovranno farsi carico dei rischi connessi alle loro colture e per questo motivo rischiano di essere fortemente penalizzati.

    Vogliamo ricordare che nessuna compagnia di assicurazione ha mai accettato di accollarsi il rischio di possibili danni da parte di colture gm.
    Per quanto riguarda la sicurezza e la tutela ambientale si deve applicare il cosiddetto “principio di precauzione”, ossia non si possono coltivare specie vegetali modificate fino a quando non si è dimostrato che queste colture non arrecano danni all’ambiente o alla salute dei consumatori. Siccome nei transgeni vengono impiegate anche porzioni di materiale genetico di virus, necessarie per ottenere l’inserimento nella cellula ospite, non si può escludere la possibilità che avvenga quello che si chiama “trasferimento orizzontale”, cioè la diffusione incontrollata di geni a specie diverse.
    Nell’incertezza è senz’altro preferibile non compiere scelte con effetti irreversibili: già, perché l’inquinamento genetico, cioè la diffusione dei geni per mezzo del polline, non è un evento che si può controllare, né fermare, né revocare. Si tratta di una macchina che, una volta avviata, non si potrà mai più “spegnere”.

    LA LEGISLAZIONE VIGENTE
    Il rapporto del Centro Comune di Ricerche della UE ha evidenziato gravi problemi di convivenza tra agricoltura transgenica, agricoltura biologica e convenzionale, affermando che l’agricoltura biologica sarebbe irreversibilmente compromessa dalla contaminazione da OGM e paventando, inoltre, forti rischi di perdita di competitività per l’agricoltura convenzionale.
    Per cercare di tutelare i diversi tipi di coltivazioni e, specialmente, il diritto di scelta dei consumatori, in Italia è recentemente entrato in vigore il discusso Decreto-Legge 22 novembre 2004, n.279, più noto come Decreto Alemanno.

    In esso si afferma che “L'attuazione delle regole di coesistenza deve assicurare ai consumatori la reale possibilità di scelta tra prodotti transgenici e non transgenici e, pertanto, le coltivazioni transgeniche sono praticate all'interno di filiere di produzione separate rispetto a quelle convenzionali e biologiche.” Questo ci sembra giusto, ma stiamo a vedere cosa faranno le regioni, delegate a decidere, entro la fine di quest’anno, secondo quali regole e criteri potranno essere coltivate piante transgeniche. Stiamo quindi a vedere come le nostre regioni risolveranno il problema della coesistenza tra le diverse coltivazioni.
    Intanto 1300 comuni italiani hanno scelto di essere OGM free, cioè liberi da ogm.

    FINALMENTE LE ETICHETTE
    Dopo molte insistenze, e solo in tempi recenti (il 18 aprile 2004), nell’Unione Europea si è riusciti a ottenere che la presenza di ingredienti geneticamente modificati in un alimento sia dichiarata in etichetta. Si è trattato di un successo non da poco, vista la netta opposizione di tutte le multinazionali che producono sementi gm e di molti comitati scientifici.
    In Italia per il momento non risulta siano coltivate piante geneticamente modificate, se non in via sperimentale e in campi confinati, ma è certo che da anni vengono importate molte sementi di questo tipo. Come dire che, anche senza avvisarci, ce le hanno fatte mangiare. Proprio su questo punto è incentrato il nostro maggiore dissenso: riteniamo che il consumatore debba poter scegliere e non ci sembra giusto che per anni gran parte del mais e della soia che abbiamo importato contenesse anche semi gm senza che questo fatto fosse dichiarato esplicitamente.

    Anche la Coldiretti ha preso atto della grande diffidenza dei consumatori italiani nei confronti dei cibi che contengono ogm, tant’è che le industrie alimentari sono state scoraggiate a produrli e a commercializzarli.
    Molti italiani non si fidano, rispetto allo scorso anno sono aumentati del 12% coloro che comprano alimenti garantiti per l'assenza di ogm e oggi ben un italiano su due non si accontenta delle normali garanzie ma acquista cibi che sono certificati come Ogm free.
    La prova si è avuta quando è stato messo in commercio un olio alimentare che in etichetta dichiarava di essere stato ottenuto da semi gm. Si trattava del primo esempio di alimento ottenuto da materie prime gm messo in commercio in Italia: un olio di semi di soia, importata dall’America, raffinato in Italia e proposto a un prezzo molto basso, solo 89 centesimi al litro.
    Probabilmente il prezzo basso non è stato sufficiente a convincere i consumatori. Non l’ha comprato quasi nessuno, e nel giro di 10 giorni è stato ritirato dal mercato.

    OGm: perché NO di Marina Mariani

  4. #4
    Moderatore
    Data Registrazione
    04 Jun 2009
    Località
    Mein Reich ist in der Luft
    Messaggi
    11,092
     Likes dati
    495
     Like avuti
    906
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: L'orrore degli OGM

    ECCO LE RICERCHE SCIENTIFICHE
    SUI DANNI ALLA SALUTE DEGLI OGM

    Rassegna stampa curata dal Dr. Maurizio Fadda dell’Associazione Biosardinia Via Trento 62, NUORO tel. 0784/36867.
    Associazione BIOSARDINIA - Produttori Biologici Nuoro - BENVENUTO NEL SITO ANIMATO DA MAURIZIO FADDA

    1) Allarmanti risultati di una ricerca di un eminente scienziato dell'Accademia Russa delle Scienze
    GLI OGM DANNEGGIANO I FETI? Le donne che consumano alimenti OGM in gravidanza rischiano di danneggiare i feti?
    Secondo una nuova, allarmante ricerca, questo è successo in femmine di topo. Lo studio, condotto da un eminente scienziato
    dell'Accademia Russa delle Scienze, ha rilevato che più della metà dei cuccioli di topi nutriti con soia geneticamente
    modificata sono morti nelle prime tre settimane di vita, sei volte di più di quelli le cui madri consumavano una dieta
    "convenzionale". Sono risultati sei volte più numerosi anche quelli gravemente sottopeso. La ricerca - in preparazione per la
    pubblicazione - è solo l'ultima in ordine di tempo di una serie di studi che stanno rinfocolando i timori che gli OGM siano
    dannosi per la salute. Condotta dalla Dott.ssa Irina Ermakova dell'Istituto sull'Attivit à Nervosa e la Neurofisiologia
    dell'Accademia Russa delle Scienze, si ritiene sia la prima che abbia esaminato gli effetti degli alimenti transgenici sui feti. La
    ricercatrice ha aggiunto farina di soia OGM al mangime di topi femmina, iniziando due settimane prima che rimanessero
    gravide, proseguendo durante la gravidanza, la nascita e lo svezzamento. Ad un altro gruppo di cavie è stata data soia non
    OGM e ad un terzo non è stato dato nessun tipo di soia. Ermakova ha scoperto che il 36% dei cuccioli nati dai topi nutriti con
    soia modificata erano gravemente sottopeso, contro il 6% dei nati dagli altri gruppi. Inoltre, il 55,6% dei nati da madri a dieta
    OGM sono morti entro tre settimane dalla nascita, contro il 9% di quelli nati da topi nutriti con soia convenzionale ed il 6,8% di
    quelli discendenti dal gruppo che non ha mangiato soia. "La morfologia e le strutture biochimiche dei topi sono molto simili a
    quelle degli essere umani, il che rende questi risultati decisamente inquietanti", ha detto Ermakova. "Essi indicano un rischio
    per le madri ed i loro bambini".
    (Geoffrey Lean, Gran Bretagna, quotidiano - a cura di Agrapress)
    2) Ricerca che è apparsa sul TG Leonardo di RAI3, qualche mese fa.
    Evidenzio, che la ricerca è stata effettuata da Università ed Enti pubblici, nel solo interesse della scienza e della sicurezza
    dei cittadini. E’ singolare che da quando gli OGM sono entrati nella catena alimentare animale ed umana (all’incirca a metà
    degli anni Novanta), gli studi pubblicati in letteratura scientifica sui loro possibili effetti sulla salute e sull’ambiente siano stati
    decisamente scarsi; in particolare, sono straordinariamente carenti gli studi sui potenziali effetti a lungo termine, nonostante
    la richiesta di risposte certe sulla salubrità degli OGM per la salute umana e per le possibili conseguenze sull’ambiente sia
    diventata, in particolare in Europa, sempre più pressante. Purtroppo le informazioni diffuse dai media si basano quasi
    sempre sulle rassicurazioni fornite dalle ditte produttrici stesse (che rifiutano di rendere noti tutti i risultati delle loro
    sperimentazioni, considerandoli segreto industriale), oppure su dati di incerta provenienza, non validati da pubblicazione su
    riviste scientifiche.
    Occorre, inoltre, distinguere tra le pubblicazioni provenienti dai laboratori delle multinazionali produttrici degli OGM (che
    difficilmente possono avanzare dubbi sull’innocuità di nuovi OGM) e gli studi condotti da gruppi di ricerca indipendenti, non
    collegati in alcun modo ai produttori. Una risposta rigorosa può, invece, essere fornita soltanto dalla ricerca scientifica
    indipendente. Da uno studio condotto da due ricercatori, Manuela Malatesta dell’Università di Urbino e Marco Biggiogera
    dell’Università di Pavia, coadiuvati dall’Istituto Zooprofilattico dell’Umbria e delle Marche, che analizzava i possibili effetti sul
    topo di una dieta contenente soia transgenica (Roundup Ready di Monsanto, modificata per tollerare lo specifico erbicida
    Roundup®), è emerso che, dall’esame dei topi alimentati con una dieta contenente soia transgenica si sono evidenziate
    modificazioni delle cellule di fegato, pancreas e testicoli; sì microscopiche ma sufficienti a suggerire modificazioni funzionali.
    E’ interessante evidenziare che le modificazione della funzionalità dei vari organi permangono, a meno che la soia
    transgenica non venga sostituita con quella naturale, nel qual caso, in un mese, tutte le modificazioni regrediscono. Inoltre, se
    ai topi nutriti con soia naturale viene somministrata per un mese la soia transgenica, nei loro organi compaiono le stesse
    modificazioni osservate nei topi nutriti con soia transgenica sin dallo svezzamento.
    Studi più approfonditi appaiono necessari per comprendere non solo le cause delle modificazioni trovate, ma anche la loro
    potenziale influenza sullo stato di salute. Ma i finanziamenti alla ricerca sono cessati da tempo.
    I risultati delle osservazioni sono stati pubblicati su riviste scientifiche sin dal 2002, ma il grande pubblico è venuto a
    conoscenza di questa ricerca solo nel maggio 2005, a seguito dello scoop del giornale inglese The Independent sul mais
    transgenico MON863.
    Sintesi di un articolo della Dr.ssa Manuela Malatesta (Università di Urbino)
    3) OGM: Senatrice De Petris (Verdi) “Coesistenza, quella ricerca è uno spot promozionale”
    27/01/06 – “La ricerca resa nota oggi dal CEDAB è uno spot promozionale, in netto contrasto con i dati reali provenienti dai
    Paesi dove le coltivazioni OGM sono gia diffuse che attestano una pesante contaminazione delle colture biologiche e
    convenzionali”. Loredana De Petris, senatrice dei verdi e capogruppo in Commissione Agricoltura, commenta la ricerca sulla
    coesistenza fra coltivazioni di mais transgeniche e convenzionali condotta dal CEDAB in Lombardia.
    “Il coordinatore del CEDAB Patrick Trancu – prosegue la senatrice – è anche responsabile delle relazioni esterne della
    Monsanto Italia, la principale azienda multinazionale che vende sementi OGM. A noi piace la ricerca indipendente: ci
    permettiamo di esprimere le nostre perplessità quando è l’oste ad asserire che il vino è buono”.
    “In Aragona – conclude De Petris – la prima regione europea dove sono state autorizzate coltivazioni OGM di mais, sulla
    base di dati forniti dalle autorità regionali risulta contaminato il 40% delle colture biologiche. Questa è la drammatica realtà
    che ci rafforza nel difendere con intransigenza il diritto delle nostre Regioni a tutelare le caratteristiche tradizionali del sistema
    agroalimentare del Paese e la libera scelta dei consumatori”.
    Rassegna stampa curata dall’Associazione Biosardinia, Via Trento 62, NUORO tel. 0784/36867. Associazione BIOSARDINIA - Produttori Biologici Nuoro - BENVENUTO NEL SITO ANIMATO DA MAURIZIO FADDA
    2
    4) La soya made in Monsanto che spappola il fegato
    ROBERTO SUOZZI (Il Manifesto 3 Luglio 2005)
    L'epatocita, la cellula epatica, è tutto per il fegato, è la sua struttura più elementare ma è anche la sua essenza che capta il
    sangue arterioso e quello venoso. Senza gli epatociti, piccoli e sofisticatissimi laboratori, al tempo stesso, quella unica e
    fondamentale struttura ghiandolare del nostro organismo, il fegato, sarebbe poca cosa. Insieme «di laboratori» per un peso di
    1500 grammi, il fegato gioca un ruolo centrale bei processi metabolici dell'organismo, detossica e produce bile. Soluzione
    acquosa prodotta dall'epatocita la bile, che possiede anche la funzione di permettere l'assorbimento intestinale dei grassi
    alimentari e delle vitamine liposolubili (A, D, E, K) svolge anche un importante ruolo nella eliminazione del colesterolo, di
    sostanze tossiche e di farmaci. La notizia, vecchia ma non stantia e già citata da aerosol è che la soya roundup ready, una
    soya geneticamente modificata, secondo uno studio sperimentale condotto dall'istituto di Istologia dell'Università di Urbino e
    del Dipartimento di Biologia animale dell'università di Pavia provoca gravi alterazioni delle cellule del fegato, del pancreas e
    dei testicoli di piccoli animali alimentati con questa soya. Il punto è questo: nonostante che si sappia che la soya roundup
    ready, prodotta dalla multinazionale Monsanto, abbia dato prova di lesività su organismi animali, al di là di generici ma
    legittimi sospetti, continua a essere commercializzata finendo così nel nostro intestino e in altre parti del nostro organismo,
    fegato compreso. Altro problema, che non stiamo qui ad affrontare per il momento ma che non è affatto secondario è l'onestà
    e la correttezza dell'informazione medico-sanitaria. Le apprensioni sulla soya ogm della Monsanto sono nate da tempo,
    preoccupazioni sorte anche dal fatto che la stessa multinazionale aveva provveduto in prima persona a effettuare esperimenti
    (accettati dagli organismi di controllo e valutazione) che ne garantivano la sicurezza e il consumo sia in Gran Bretagna che
    negli Stati Uniti. A guastare le uova nel paniere della Monsanto è stato il biologo e genetista Stanley Robert, australiano della
    Tasmania e Ute Baumann del Dipartimento di Scienze delle piante dell'Università di Adelaide anch'esso australiano. Oltre a
    comunicare per iscritto alla Food and Drug Administration americana le loro contrarietà scientifiche sul fatto che non erano
    stati eseguiti test sulla sicurezza della soya ogm trattata con roundup, avevano anche chiaramente contestato che in
    mancanza di tali accertamenti non era possibile stabilire la sicurezza del prodotto in questione. In una intervista, pubblicata
    dal Guardian nel maggio del 1999, essi affermavano che la soya roundup ready doveva essere ritirata dal commercio o
    chiaramente «etichettata» affinché si distinguesse nettamente dalla soya non geneticamente manipolata e dai suoi prodotti.
    La soya roundup ready, una soya geneticamente modificata affinché possa sopportare una dose doppia di roundup gira
    tranquillamente in biscotti e biscottini, cioccolati e farine gialle cibi per bambini e margarine, pasta e cibo per i nostri animali.
    Dopo aver raccolto di un avveduto consumatore che suggeriva di dar vita negli ipermercati e similari reparti speciali, così
    come per il biologico, di cibo Ogm sgranocchiando un biscottino non si può anche non pensare oltre al fegato anche alle
    cellule del pancreas a quelle presenti nelle cosiddette isole del langherans dove trovi oltre le alpha e le delta anche le beta
    che producono e rilasciano l'insulina. Speriamo che non si fottono pure loro.
    5) Pubblicato uno studio segreto della Monsanto sul quotidiano britannico Independent.
    MALFORMAZIONI NELLE CAVIE NUTRITE A OGM
    "DANNI AI TOPI NUTRITI CON GLI OGM" (AGI) - Roma, 23 mag. - Pubblicato uno studio segreto della Monsanto: topi nutriti
    con mais biotech hanno sviluppato diverse anomalie. Alimentati con un mais geneticamente modificato che potrebbe presto
    entrare in commercio in Europa, topi da laboratorio hanno sviluppato reni più piccoli del normale, una diversa composizione
    del sangue e altre gravi anomalie fisiche, sollevando timori che anche la salute degli esseri umani potrebbe essere messa a
    rischio mangiando cibo Ogm. La scoperta - informa il Corriere della Sera - non viene dagli oppositori dell'uso della
    biotecnologia in campo alimentare, bensì da uno dei colossi del settore, la Monsanto, che produce tra l'altro il mais in
    questione. L'azienda non aveva mai reso pubblici i risultati della ricerca con la motivazione che conterrebbe "informazioni
    confidenziali industriali", ma un suo rapporto segreto è pervenuto al quotidiano britannico Independent, che ieri lo ha
    pubblicato in prima pagina con un titolo accusatorio: "Il cibo Ogm fa male ai topi, cosa può fare agli esseri umani? Abbiamo il
    diritto di saperlo". Secondo il rapporto riservato di 1.139 pagine, le anomalie riscontrate nel gruppo di topi nutriti con il mais
    transgenico, denominato MON 863, erano assenti nei topi alimentati con mais convenzionale. I risultati della ricerca sollevano
    pesanti interrogativi sui potenziali rischi di MON 863 per la salute umana. Proprio in questi giorni l’Unione Europea sta
    decidendo se dare il via libera all’importazione in Europa del mais Ogm prodotto da Monsanto. Una prima votazione la scorsa
    settimana ha respinto l’importazione di MON 863. La Gran Bretagna ed altre nove nazioni europee hanno votato a favore.
    L’Independent sottolinea tuttavia che secondo una fonte interna al governo britannico, i ministri ora sarebbero talmente
    preoccupati dai risultati dello studio che avrebbero chiesto a Monsanto ulteriori informazioni. I dettagli della ricerca sui topi
    fanno parte di un rapporto su MON 863 che Monsanto si rifiuta di rendere pubblico in quanto contiene «informazioni riservate
    che potrebbero essere utili alla concorrenza». Lo studio sui topi evidenzia tuttavia la necessità di condurre ulteriori ricerche
    sull’impatto a lungo termine del mais Ogm sulla salute. Secondo alcuni esperti interpellati da Independent on Sunday infatti, i
    cambiamenti nella composizione del sangue dei roditori potrebbero indicare che il loro sistema immunitario sia stato
    danneggiato o che abbia messo in atto un meccanismo di risposta ad una malattia. Michael Antoniu, esperto di genetica
    molecolare del Guy’s Hospital Medical School, ha definito i risultati dello studio «estremamente preoccupanti dal punto di
    vista medico», aggiungendo di essere «esterrefatto dal numero di differenze significative riscontrate» nei topi nutriti con MON
    863.Vyan Howard, docente di anatomia umana e biologia molecolare presso l’Università di Liverpool ha chiesto che l’intero
    studio condotto da Monsanto venga reso pubblico
    6) Alterazioni al sistema immunitario, al cervello, al fegato e ai reni su ratti alimentati con OGM
    Anni fa Arpad Pusztai, un ricercatore inglese, aveva fatto delle sperimentazioni nutrendo per alcuni mesi dei ratti con patate
    ogm. Pusztai aveva riscontrato nei topi marcate differenze rispetto al testimone riguardanti il loro sistema immunitario e la
    crescita dei loro organi. A causa della sua ricerca Pusztai era stato oggetto di violente critiche da parte di grandi associazioni
    scientifiche britanniche e dello stesso governo. Il ricercatore era stato costretto ad abbandonare il suo posto presso il Rowett
    Research Institute (RRI) di Aberdeen dove aveva lavorato per 36 anni ed il materiale riguardante il suo studio era stato
    confiscato. Diversi articoli di questo ricercatore scientifico troverete in Genetically Modified Foods: Are They a Risk to Human/Animal Health? (ActionBioscience)
    Rassegna stampa curata dall’Associazione Biosardinia, Via Trento 62, NUORO tel. 0784/36867. Associazione BIOSARDINIA - Produttori Biologici Nuoro - BENVENUTO NEL SITO ANIMATO DA MAURIZIO FADDA
    3
    7) RICERCA ITALIANA: GLI OGM CAMBIANO LE CAVIE
    Il maxi progetto di ricerca coordinato dall'Inran e finanziato dal Ministero per le politiche agricole evidenzia modifiche nel
    sistema immunitario delle cavie e mette in dubbio i tranquillizzanti pareri dell’Efsa. Mangiare cibi geneticamente modificati non
    è come mangiare cibi tradizionali. E coltivare questo tipo di piante, ha un impatto diverso sull’ambiente, rispetto alle piante
    normali. Sono queste le principali conclusioni a cui sono giunti alcuni ricercatori italiani che hanno partecipato ad un maxi
    progetto di ricerca sugli ogm finanziato dal Ministero per le politiche agricole e forestali e coordinato dall’Istituto Nazionale di
    Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Inran). I risultati di questa mega ricerca a cui hanno collaborato diversi ricercatori
    appartenenti a università (Napoli II, La Sapienza, Firenze) ed istituti di ricerca (Ense, Mipaf), saranno resi noti martedì
    prossimo nel corso di un convegno ufficiale a Roma, ma alcune conclusioni sono state già rese note.
    E si tratta di conclusioni destinate a far discutere non solo in ambito scientifico. I ricercatori dell’Inran hanno infatti scoperto
    che le cavie che erano state nutrite con farina di mais transgenico, in particolare il MON 810 (Bt11), hanno evidenziato «una
    diversa reazione immunitaria sia a livello intestinale, che periferico». «Sulla base delle informazioni ottenute - ha spiegato il
    coordinatore del progetto di ricerca “Ogm in agricoltura”, Giovanni Monastra, direttore generale dell’Inran - non sappiamo
    quale tipo di implicazioni per la salute hanno queste diverse reazioni. Se per esempio possono indurre ad una reazione
    allergica o si tratta di semplici differenze fisiologiche, del tutto insignificanti. Quello che è certo è che non possiamo negare
    che esistano».
    Consiglio dei Diritti genetici
    8) CON L'OGM SPUNTA L'ALLERGIA
    Dimostrato: un gene inserito in un organismo estraneo produce una proteina diversa da quella originale, con imprevedibili
    effetti sulla salute. Un team di ricercatori australiani e statunitensi ha scoperto che un gene assolutamente innocuo, presente
    nel fagiolo, provoca delle forti allergie quando è inserito nella pianta di pisello.
    Le normali procedure di valutazione non avrebbero potuto rilevare questo pericolo, che potrebbe riguardare gli Ogm già in
    commercio. I ricercatori della Csiro (Commonwealth scientific and industrial research organization) avevano inserito un gene
    presente nel fagiolo in piante di pisello, allo scopo di renderle più resistenti agli attacchi di un insetto.
    Il gene in questione «era stato studiato per molti anni e non si era mai dimostrato pericoloso per la salute di uomini o
    animali», dichiara la Csiro. Che ha voluto studiare meglio gli effetti dei piselli transgenici, dandoli in pasto ai topi di laboratorio.
    Quelli nutriti con fagioli e piselli normali sono rimasti sanissimi, ma quelli nutriti con i piselli Ogm hanno sviluppati forti
    infiammazioni ai polmoni e una reazione allergica diffusa. Non solo: i topi sono diventati allergici anche ad altre sostanze.
    «Questo è il primo studio pubblicato su una rivista scientifica che dimostra che un gene inserito in un organismo estraneo
    produce una proteina diversa da quella originale, con imprevedibili effetti sulla salute», spiega Gloria Adduci del Consiglio
    Diritti Genetici. Finora si riteneva che i geni trasferiti da un organismo all'altro producessero esattamente la stessa proteina.
    E l'unico timore era che, ad esempio, una fragola con inserito il gene di un pesce fosse pericolosa per chi è allergico al
    pesce. Adesso i timori si moltiplicano. La Csiro ha bloccato la produzione e lo studio di questi piselli transgenici e distruggerà
    tutte le piante esistenti. Ha inoltre dichiarato che «questo studio dimostra che ogni nuovo Ogm deve essere saggiato
    individualmente per i suoi effetti sulla salute». Peraltro nessuno, al momento, obbliga le industrie biotecnologiche a condurre
    il tipo di test fatto su questi piselli. La pericolosità di questi ultimi non sarebbe stata rilevata con le procedure adottate di solito.
    9) PADOVA, LETTERA DEI MEDICI SUGLI OGM
    Chiedono che la città sia dichiarata quanto prima OGM free
    Il pediatra Roberto Marinello lancia un'iniziativa che raccoglie subìto consenso dai colleghi.
    Gentile Direttore, siamo un gruppo di medici che vivono e lavorano a Padova e vogliamo portare l’attenzione sul problema
    degli organismi geneticamente modificati, interpretando anche le preoccupazioni dei nostri pazienti.
    Il problema dei cibi geneticamente modificati coinvolge infatti molti aspetti, di cui quello medico è certamente uno dei
    principali. Su molte importanti riviste mediche (Lancet, Rivista Italiana di Pediatria, Ped. Clin. North America, Science, Allergy,
    solo per citarne alcune) i timori intorno a possibili danni alla salute dovuti all’introduzione di alimenti transgenici nella
    nutrizione umana sono ampiamente illustrati e riguardano le interazioni tra i nutrienti e i geni introdotti, la biosponibilità degli
    alimenti ed il loro metabolismo; la possibile trasmissione della resistenza agli antibiotici alla flora batterica intestinale ed una
    eventuale tossicità per l’uomo dovuta all’accumulo di molecole tossiche e per finire la possibilità di allergie agli OGM. Tutto
    questo ha portato, tra l’altro, a vietare l’uso di alimenti transgenici negli alimenti per l’infanzia (DPR del 7/4/99). Ci sembra
    quindi che far ricorso al principio di precauzione rispetto al rischio di introdurre nell’ambiente organismi geneticamente
    modificati sia essenzialei appelliamo quindi al Sindaco di Padova (tra l’altro l’autorità sanitaria di più alto grado nel
    Comune) e al Consiglio Comunale, in cui sono presenti numerosi medici, perché Padova venga dichiarata quanto prima
    territorio “OGM free”.
    Prime firme: Roberto Marinello, Bruno Franco Novelletto, Roberto Bussi, Luigi Sambo, Federico Bellavere, Roberto Galante,
    Patrizia Longo, Gastone Zilio, Stefano Ivis, Anny Tormene, Catia Costanzo Boschieri, Gianfranco Mattiazzo, Chiara Turio,
    Stefania Perin, Luisa Macor, Pina De Giorgi, Emanuela Biasio, Stefano Drago, Patrizia Corrà, Roberta Luchelli Razzolini,
    Maria Concetta Digiacomo, Mariella Gilio
    Per informazioni sulla lettera: Roberto Marinello tel. 338.89.92.767
    Coalizione Padova OGM free, 11 novembre 2005
    10) EFFETTI SUI FIGLI DI CHI CONSUMA OGM?
    Ricerca russa: «I cibi OGM possono influenzare la "posterità dell'uomo e degli animali"»
    Un importante studio dell'Agenzia Nazionale Russa della Ricerca suggerisce che una dieta a base di cibo geneticamente
    modificato è in grado di produrre degli effetti e condizionare i nuovi nati da genitori che ne facevano uso.
    Secondo lo studio riportato dall'agenzia russa Regnum News Agency, i cibi GM possono influenzare la "posterità dell'uomo e
    degli animali". Questa è la prima ricerca che determina chiaramente il rapporto tra soia geneticamente modificata e la vita
    delle creature future.[ndr: in realtà è la seconda] Lo studio che include questa informazione è stato presentato ad un simposio
    dell'American Academy of Environmental Medicine sulle modificazioni genetiche il 10 ottobre da parte della National
    Rassegna stampa curata dall’Associazione Biosardinia, Via Trento 62, NUORO tel. 0784/36867. Associazione BIOSARDINIA - Produttori Biologici Nuoro - BENVENUTO NEL SITO ANIMATO DA MAURIZIO FADDA
    4
    Association for Genetic Security (NAGS). Lo studio è stato condotto da un team di ricercatori capitanati da Irina Ermakova,
    biologa all'Institute of Higher Nervous Activity and Neurophysiology della Russian Academy of Sciences (RAS). Durante
    l'esperimento, la dottoressa Ermakova ha aggiunto soia GM al cibo dei ratti femmina due settimane prima del concepimento,
    durante e durante l'allattamento. Nel gruppo di controllo ai ratti femmina non veniva aggiunto niente nel cibo. "A tre gruppi di
    ratti veniva assegnata una dieta differente per ciascuno: un gruppo di controllo non riceveva soia, il secondo gruppo riceveva
    soia GM e il terzo gruppo riceveva soia convenzionale. Gli scienziati hanno contato le nascite e le morti dopo l'offerta. Tre
    settimane dopo la nascita è stata effettuata la conta dei morti. Quello che è stato scoperto che la soia convenzionale e quella
    GM non influenzano il numero dei ratti nati da ciascuna madre. Comunque il numero dei morti dopo 3 settimane è stato
    radicalmente differente. I risultati hanno indicato che la soia convenzionale non ha nessun effetto negativo sulla percentuale
    dei morti, mentre quella GM aumenta la percentuale di morti di un topolino ogni otto. Inoltre, il 30 % dei nati nel gruppo della
    soia GM aveva un peso minore del normale di ben 20 grammi." "La morfologia e la struttura biochimica dei ratti sono molto
    simili a quelle dell'uomo e questo ci deve far pensare." Queste le parole di Irina Ermakova all'agenzia di stampa NAGS.
    Aleksey Kulikov, vice presidente del NAGS , ha detto che i risultati dello studio giustificano la necessità di un test su piena
    scala su tutte le creature viventi. Negli Stati Uniti, la maggior parte della soia è geneticamente modificata.
    In un recente passato, scienziati russi avevano avvertito Putin in una lettera della pericolosità dei prodotti
    geneticamente modificati. L'importazione di cibo geneticamente modificato potrebbe influenzare sia la salute che
    l'agricoltura russa. Alexander Baranov, president of the National Association for Genetic Security, ha spiegato che i prodotti
    geneticamente modificati stanno mettendo la salute della nazione in grave pericolo.
    La lettera a Vladimir Putin, firmata da 30 scienzati leader della comunità scientifica così dice:
    “Questa lettera è imposta dalla crescente vulnerabilità della sicurezza biologica della Russia. E' in corso un processo di
    sostituzione dell'ambiente naturale russo con prodotti importanti e modificati geneticamente. La Russia sta diventando un sito
    per i test biogenetici stranieri.” Tra le altre precauzioni, la lettera consiglia di bandire i prodotti GM nel cibo per bambini e una
    legge federale sulla sicurezza biologica. La lettera inoltre nota che il mercato del cibo russo è tempestato da prodotti importati
    geneticamente modificati che non sono soggetti a nessun controllo dello stato.
    “Questi prodotti sono pericolosi perchè non sono prevedibili, specialmente se se ne fa un uso prolungato. Non sappiamo gli
    eventuali effetti sul corpo umano” ha detto Vladimir Kuznetsov, capo del consiglio scientifico della Russian Academy of
    Sciences. Kuznetsov inoltre ha avvertito che alcuni settori dell'agricoltura russa come quelli della semenza stanno pian piano
    scomparendo e c'è il rischio che l'agricoltura russa dipenda sempre più dalle coporazioni multi-nazionali.
    Alexei Yablokov, President of the Center for Environmental Policy, è andato oltre definendo questo stato di cose “terrorismo
    biogenetico”.
    Articolo originale: GM Food Dangers Directly Affect Biological Descendants and Future Generations
    pubblicato da Robin Good - MasterNewMedia.org il 1 novembre 2005, tradotto e rilanciato da La Leva di Archimede.
    11) Consiglio dei Diritti Genetici: prudenza in materia di OGM
    Il Consiglio dei Diritti Genetici è un organismo di ricerca e comunicazione sulle biotecnologie. Dal 2002 opera come
    associazione scientifica e culturale indipendente, impegnata in attività di studio, informazione, progettazione sulle applicazioni
    e le diverse forme di impatto delle innovazioni biotecnologiche. Con l’apporto di studiosi di varia estrazione scientifica e
    sensibilità culturale, il C.D.G. promuove la ricerca indipendente e interdisciplinare nell’ambito delle bioscienze e delle
    biotecnologie, riservando particolare attenzione alle loro implicazioni ambientali e sociali. Il CDG si propone inoltre di
    diffondere la cultura scientifica, consapevole del ruolo sociale della scienza e della necessità di governance dell’innovazione.
    Il primo passo in questa direzione è il nostro appello alla prudenza in materia di OGM. Pubblicato nel marzo del 2003, è stato
    sottoscritto da centinaia di persone fra studiosi, intellettuali, giornalisti e semplici cittadini.
    Fondazione Diritti Genetici - Biotecnologie, Ricerca, Comunicazione e Intermediazione culturale
    12) Altri Organismi Scientifici contrari agli OGM (oltre a tutte le associazioni ambientaliste e molte associazioni di
    agricoltori)
    - ISDE, Associazione Mondiale Medici per l’ambiente. ISDE
    - Physicians and Scientists for responsable Application of Science and Technology. Genetically engineered food - Safety Problems.
    - RAFI, Rural Advancement Foundation International. Home | ETC Group
    - ACTIONAID, ActionAid UK: End poverty. Together.
    - Comitato contro la manipolazione genetica degli alimenti. www.rfb.it - Resistenza ai Frankenfood ed alla Biopirateria
    - Vandana Shiva, scienziata indiana, direttore della Fondazione di Ricerca per la Scienza, Tecnologia ed Ecologia e di grandi
    Enti di ricerca Indiani
    - Jeremy Rifkin, famoso economista Statunitense e presidente di “Foundation on Economic Trends”
    - Sergio Maria Francardo, medico a Milano, membro del Comitato scientifico di medicina complementare della Reg.
    Lombardia.
    E tantissimi altri eminenti medici e scienziati indipendenti da interessi diretti o indiretti nel mercato delle
    biotecnologie, al contrario di molti scienziati che invece sono a favore degli OGM !
    (e che per ragioni di sintesi non abbiamo potuto mettere in questa rassegna)

    http://www.biosardinia.it/download/d...e_def.%202.pdf

 

 

Discussioni Simili

  1. Orrore orrore ho visto un ramarro marrone!
    Di v!olet nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 34
    Ultimo Messaggio: 25-01-09, 18:51
  2. L'orrore ha un volto e bisogna farsi amico l'orrore
    Di Bardamu (POL) nel forum Destra Radicale
    Risposte: 25
    Ultimo Messaggio: 27-06-07, 14:07
  3. [Maurizio Blondet] L’Orrore, l’Orrore
    Di Hyspanico (POL) nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 12-04-07, 15:47
  4. «Scempio degli embrioni, orrore Ue»
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 04-11-03, 20:47
  5. Orrore!!! I primi bozzetti degli Euro inglesi!!
    Di Oli nel forum Politica Europea
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 02-09-03, 07:04

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito