Sì, fa proprio senso. :snob:
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Sarebbe interessante chiedere al monaco buddhista se sia consapevole di come anche tra i monaci che seguono la castità ci sia adesso come migliaia di anni fa l’alto rischio di sviluppo di diverse parafilie. Rischio così alto da obbligare gli stessi monaci buddhisti a redigere un elenco delle infrazioni della regola monastica che comportano l'espulsione dalla comunità.
Se leggessi il Vinaya ti accorgeresti che non c'è nulla di nuovo si parla di feticismo, incesto, autosodomia, necrofilia e via dicendo. Addirittura si fa l’esempio di un monaco che seguendo la ferrea linea della repressione sessuale è finito per avere una relazione molto intima con una bambola di legno. [emoji51]
Per parlare di sesso e sbhiridualidà chiamerei @PaolaRomana
Solitamente questa è una conclusione alla quale giungono le persone incapaci di vedere la donna per ciò che è in tutta la sua interezza. Nel momento in cui ci si focalizza sul suo organo sessuale, si riduce la donna ad un oggetto. Qualcosa composto da più cose. Una sorta di robot, o forse, analogia più calzante: una bambola gonfiabile.
Dipende da cosa sei e da cosa vuoi diventare.
Di sicuro non sei adatto al percorso tantrico. Hai una forte confusione in testa e non ci son dubbi che non sei nato pronto e adatto per questa via così difficile.
Non hai capito la differenza tra le religioni e i metodi realizzativi che non si identificano in una confessione. Sei attratto dal cristianesimo e dunque ti consiglio di rimanere lì. Eventualmente trovati un consigliere spirituale che ti possa dare degli input positivi. Egli non ti sottrarrà alla prassi comune della Chiesa...ti prescriverà di stare lontano dalla sessualità disordinata, di contenerla all'interno di un rapporto sponsale o comunque familiare e ti darà istruzioni per un percorso di fede e di preghiera. Nessuna rinuncia quindi alla carnalità, purchè con modus in rebus.
La rinuncia alla sessualità è per gli espertissimi. Poichè una potenza ignea non può essere messa in un cassetto e chiusa lì. Come all'interno di una grande diga l'acqua crescerebbe inesorabilmente fino a far schiantare la costruzione e dilagare producendo disastri senza pari, a meno che al momento giusto non si aprissero gli scolmatori per abbassare l'enorme pressione. Ecco perchè tutti gli asceti solitari si sono sempre trovati in gravi difficoltà ad un certo punto del loro cammino. I più fortunati avevano un esperto fratello, un istruttore che ne sapeva più di loro e che li indirizzò per le vie tortuose della trascendenza.
Quando poi si tratta di persone comuni, i preti ad esempio, essi sono soggetti a imboccare vie distorte di sessualità, non sapendo come fare e credendo di cassare sic et simpliciter una forza che, intendi bene, sta alla base dell'universo, della creazione del mondo.
La via più sicura per chi vive nel kali yuga ma non ha qualità particolari è quella di vivere la sessualità in modo equilibrato, senza eccessi e senza storture e magari contemporaneamente dedicarsi allo studio e all'approfondimento dei temi dello spirito utilizzando metodiche di ritiro temporaneo in solitudine e preghiera.
Temporaneo.
I due ambiti non sono affatto in contraddizione tra loro. Siamo tutti carnali e alla carne va dato il giusto peso. Ci vuole la scienza delle bilance, come dicevano gli antichi alchimisti.
Di sicuro però il desideroso di spiritualità deve stare lontano come dalla peste dalla disordinata ed eccessiva dispersione del seme, sia essa perpetrata con parners che, peggio che mai, attraverso la masturbazione
Chi ha orecchie...intenda.