Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    Rossobruno cattivone
    Data Registrazione
    15 Dec 2009
    Località
    Morte al liberismo!
    Messaggi
    23,674
     Likes dati
    7,745
     Like avuti
    6,876
    Mentioned
    260 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)

    Exclamation Dal 2019 in pensione a 67 anni

    L'Istat conferma: cresce l'aspettativa di vita. Dal 2019 in pensione a 67 anni





    La speranza di vita a 65 anni arriva a 20,7 anni e si allunga di 5 mesi, e dunque il governo dovrebbe confermare l'automatismo previsto dalla riforma previdenziale per la pensione di vecchiaia. Assorbito il picco di mortalità del 2015

    di ROSARIA AMATO

    ROMA - L'aspettativa di vita a 65 anni si allunga, cinque mesi in più rispetto al 2013. L'Istat conferma le stime, e dunque dal 2019 la pensione di vecchiaia scatterà a 67 anni e non più a 66 anni e 7 mesi, com'è adesso. Il governo ha infatti deciso che non ci saranno "sconti", nonostante le richieste di fermare l'adeguamento automatico: a luglio i presidenti della commissione Lavoro di Camera e Senato, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, avevano tenuto una conferenza stampa congiunta sostenendo che lo spostamento in avanti dell'età pensionabile sarebbe stato iniquo, alle loro richieste si erano subito uniti, compatti, i sindacati. Alcuni giorni fa però il no definitivo, sulla base dei calcoli dell'Inps e della Ragioneria Centrale dello Stato. L'Inps, in particolare, ha quantificato in 141 miliardi cumulati nei prossimi dieci anni il costo del mancato adeguamento.

    L'adeguamento è previsto dalla legge Tremonti-Sacconi del 2010, successivamente reso automatico dalla riforma Fornero. Infatti la riforma Fornero contiene una clausola di salvaguardia per cui l'aumento dell'età a 67 anni scatterebbe comunque, a partire dal 2021. Mentre al momento per far entrare in vigore il provvedimento occorre un decreto ministeriale.

    L'aumento della speranza di vita centra perfettamente le previsioni, e quindi si arriverebbe a 67 anni precisi. Fino a ieri sera tuttavia erano in molti ad augurarsi che il governo potrebbe anche non fare un'equivalenza, tenendo anche conto della diminuzione che s'è invece registrata nel 2015. "Il calcolo dell'Istat dovrà prendere a riferimento il triennio 2014-2016, periodo nel quale, nel 2015, è avvenuto un calo dell'aspettativa di vita.
    - ha detto Damiano - Noi ci aspettiamo un calcolo che tenga conto di questo calo e non solo degli aumenti". Damiano auspicava inoltre che "la decisione sull'aumento dell'età pensionabile sia rinviata a giugno del 2018".

    Lo chiedono anche i sindacati. "È indispensabile fermare la follia di un automatismo perverso che porta a peggiorare periodicamente l'età pensionabile dei lavoratori. - afferma la leader Cgil, Susanna Camusso - I dati diffusi dall'Istat che attesterebbero, dopo un periodo di calo dell'aspettativa di vita, un aumento di cinque mesi confermano l'urgenza di fermarsi e riconsiderare un meccanismo scorretto e penalizzante. Il governo aveva assunto l'impegno a discuterne".

    Ma sembra improbabile, dati i costi calcolati e dato che il "pacchetto pensioni" è praticamente fuori ormai dalla Legge di Bilancio. Ne faceva parte anche la cosiddetta "Ape rosa" cioè la possibilità per le donne in condizioni disagiate di anticipare l'età pensionistica di 6 mesi per ogni figlio fino ad un tetto di due anni. Si era parlato anche di pensione di garanzia per i giovani, ma in quel caso fin dall'inizio era stato chiaro che quest'anno si sarebbero semmai solo gettate le basi di una riforma estremamente costosa, che si è rimandata alla prossima legislatura.

    Per andare in pensione in anticipo rispetto all'età di vecchiaia (l'ex pensione di anzianità contributiva) dal 2019 saranno necessari 43 anni e tre mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne. Al momento infatti per l'uscita anticipata verso la pensione ci vogliono 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne.

    Aumenta anche l'aspettativa di vita alla nascita, che in Italia arriva adesso a 82,8 anni (più 0,4% sul 2015). Si tratta come sempre di una media: per le donne è di 85 anni e per gli uomini 80,6. Nel 2016 si registra anche una leggera riduzione delle disuguaglianze territoriali di sopravvivenza, tuttavia le differenze sono sempre notevoli: nel Nord-Est le donne possono contare su un'aspettativa di vita a 85,6 anni mentre nel Mezzogiorno si scende a 84,3 e per gli uomini si scende sotto gli 80 anni. Gli italiani più longevi vivono in Trentino Alto Adige mentre quelli meno longevi in Campania.

    Gli indicatori Istat sono positivi, dopo la battuta d'arresto del 2015, anche per quanto riguarda il tasso di mortalità. Infatti due anni fa si era registrato un aumento dell'8,2%. Nel 2016 invece la mortalità torna in linea con il biennio precedente, e quindi ci sono 32.000 decessi in meno rispetto al 2015 (meno 5%). I miglioramenti rispetto a 30 o 40 anni fa sono enormi, rileva inoltre l'Istat: rispetto a 40 anni fa in particolare la possibilità di morire nel primo anno di vita si è abbattuto di oltre sette volte, mentre quello di morire a 65 anni si è più che dimezzato.

    L'Istat conferma: cresce l'aspettativa di vita. Dal 2019 in pensione a 67 anni - Repubblica.it
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

    Il sonno della ragione genera i liberali

  2. #2
    Rossobruno cattivone
    Data Registrazione
    15 Dec 2009
    Località
    Morte al liberismo!
    Messaggi
    23,674
     Likes dati
    7,745
     Like avuti
    6,876
    Mentioned
    260 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)

    Predefinito Re: Dal 2019 in pensione a 67 anni

    Come sarà andare in pensione a 67 anni?


    Un sindacalista dell’Usb commenta su TPI la notizia che dal 2019 in Italia si andrà in pensione a 67 anni, criticandone gli aspetti più controversi
    L’Istat ha confermato che per gli italiani che oggi hanno 65 anni l’aspettativa di vita è cresciuta di cinque mesi rispetto al 2013.

    Ciò significa che, per effetto della legge Fornero, che adegua automaticamente l’età pensionabile all’aspettativa di vita, dal 2019 in Italia si andrà in pensione a 67 anni, mentre invece per la pensione anticipata ci vorranno 42-43 anni di contributi.

    Ma come sarà andare in pensione a 67 anni?

    Francesco Iacovone, sindacalista dell’Usb, ha commentato su TPI la notizia, criticandone gli aspetti più controversi:

    Come sarà? Chiedetelo alla commessa, alla cassiera, al macellaio o al magazziniere. Chiedetegli se in questo settore, come in altri, è umano andare in pensione a 67 anni, chiedetegli se l’azienda stessa li sopporterà fino a quell’età o li “sostituirà” con forze più fresche e a buon mercato.

    Andiamo da Zara a Roma centro, nell’ottocentesco Palazzo Bocconi, ex sede storica dei grandi magazzini La Rinascente. Il più grande flagship store del mondo.

    Quattro piani che sembrano otto, tanto sono alti i soffitti. Quattro piani serviti da scale mobili avveniristiche che sono un via vai di clienti alla ricerca dell’ultimo capo chip price, rigorosamente made in Bangladesh.

    Personalmente quell'enorme ballatoio mi provoca le vertigini, ma molti non conoscono i due piani superiori che io ho calpestato per motivi sindacali.

    In quei due piani non ci sono scale mobili illuminate. Si affrontano scalando quattro rampe di scaloni in ferro, che rompono il fiato anche ai più allenati, figuriamoci a una commessa a pochi mesi dalla pensione, alla soglia dei 67 anni.

    E ogni giorno, più volte al giorno, la signora deve scalare quella montagna d’acciaio prima, durante e alla fine del turno di lavoro.

    Quello di Palazzo Bocconi è solo lo spunto per gridare forte che non si può andare in pensione a 67 anni. Non si possono caricare pesanti ceste di frutta per una vita intera.

    Non si possono registrare spese incessantemente per una cinquantina d’anni. Che non è umano vivere una vita in piedi dietro uno dei banchi assistiti di macelleria o gastronomia.

    La legge Fornero è da cambiare e la vecchiaia è un bene da preservare.


    https://www.tpi.it/2017/10/25/pensio...ani-67-anni/#r
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

    Il sonno della ragione genera i liberali

  3. #3
    Rossobruno cattivone
    Data Registrazione
    15 Dec 2009
    Località
    Morte al liberismo!
    Messaggi
    23,674
     Likes dati
    7,745
     Like avuti
    6,876
    Mentioned
    260 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)

    Predefinito Re: Dal 2019 in pensione a 67 anni

    Sarà una frase scontata ma tant'è! La Fornero, i vertici del PD e di Confindustria , dovrebbero vivere e lavorare in un GULAG fino a 67 anni!!
    Ultima modifica di LupoSciolto°; 26-10-17 alle 15:16
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

    Il sonno della ragione genera i liberali

  4. #4
    Rossobruno cattivone
    Data Registrazione
    15 Dec 2009
    Località
    Morte al liberismo!
    Messaggi
    23,674
     Likes dati
    7,745
     Like avuti
    6,876
    Mentioned
    260 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)

    Predefinito Re: Dal 2019 in pensione a 67 anni

    Pensioni. "Papà al lavoro fino a 55 anni. Io potrò smettere solo a 71"




    Filippo ed Erio, i volti del paradosso italiano

    Reggio Emilia, 26 ottobre 2017 - In comune i cromosomi, l’affetto familiare, la passione per la Reggiana e per la Juve. Per il resto Erio Buffagni – anni 65 anni, papà – e Filippo Buffagni – anni 33, figlio – sono italiani divergenti. Ogni sera le loro vite si toccano, attorno alla tavola preparata dalla signora Maura, ma poi al mattino irrimediabilmente scattano verso tragitti d’incomprimibile distanza: Erio, in pensione da dieci anni (quando ne aveva 55), assiste gratuitamente gli altri pensionati alla Spi Cgil di Canossa (provincia di Reggio); Filippo, che una pensione la vedrà forse nel 2055 (a 71 anni), lucida la partita Iva e sgomma verso la filiale assicurativa di Scandiano, a mezz’ora da casa, dove fa «il procacciatore di contratti, lo stesso lavoro dei colleghi assunti, però guadagnando meno: 1.200 euro al mese, detratte le spese per Inps, commercialista e bolli». Nell’Italia dell’aspettativa di vita più alta (per chi arriva sano alla fine del lavoro), ma anche della penalizzazione contributiva per le nuove generazioni (sulla cui «salute prospettica sarebbe opportuno interrogarsi», nota Filippo), la famiglia Buffagni è la plastica rappresentazione di un Paese in ritirata, dove a meno di miracoli il destino dei figli sarà meno generoso di quello dei padri. Succede. Anche se non doveva. «SONO andato in pensione a 55 anni in quanto lavoratore precoce – racconta Erio –. Ho cominciato a 15 come operaio metalmeccanico in imprese artigiane. Dopo otto anni sono entrato in un’azienda meccanica di San Polo d’Enza, in area tecnico-impiegatizia per i settori produzione, collaudo, tempi e metodi. Ho lavorato tanto e mi sono anche divertito. C’era la dignità del lavoro, c’erano i diritti e naturalmente i doveri, c’era una bella idea di progresso. Quando sono entrato eravamo in 30. Siamo diventati 200». Un altro spirito. «Eravamo contenti di lavorare. E lo facevamo bene. Ultima busta paga da dipendente: 1.900 euro. Pensione mensile: 1.650 euro. Quando ho maturato la pensione mi hanno persino chiesto di restare un altro anno, come collaboratore. Poi è arrivata la crisi del 2008-2009. Non era più il caso di continuare».

    Il precipizio è cominciato lì, in quegli anni. Da allora l’Italia non ha più smesso di rotolare. Ogni tanto un rimbalzo tecnico, un sussulto statistico, ma nessuna inversione. «Parliamo spesso di questa realtà», riconosce Erio. «Di questa divaricazione di percorsi», ammette Filippo. Ma guerra generazionale no, non è la parola giusta. «Anzi, la mia famiglia è il mio welfare», spiega Buffagni jr. «Caso mai i problemi li avrò più avanti. Oggi preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno». In un mondo normale non andrebbe così. «I nostri mensili – il mio e di mio padre – dovrebbero essere invertiti: 1.650 euro a me, 1.200 a lui. E io sarei già dipendente. E non avrei mandato 400 curricula ottenendo appena 12 colloqui e un’occasione, dopo una laurea triennale in Economia».

    Erio e Filippo, Filippo e Erio. «Io non mi sento un privilegiato – ribatte Buffagni senior –. Ho lavorato 40 anni e 4 mesi, andando in fabbrica subito dopo la licenza media. Non sono mica un baby pensionato. Allo stesso modo la mamma, dopo 35 anni da assistente sociosanitaria, se li è guadagnati tutti i suoi 1.250 euro di pensione. Niente da rimproverarci. Abbiamo messo su casa lavorando e sudando. Allora si poteva». La Juve contro la Spal riunisce la famiglia davanti alla tv. A Canossa, Emilia senza sprechi, ai Buffagni in apparenza non manca nulla. Ma un pezzo di futuro sì. «Sto in casa, al momento non sono fidanzato, quindi lavoro e metto via», considera Filippo. Da solo sarebbe tutto diverso. «Tra affitto e bollette difficile resistere», abbozza i conti Erio. «Poi di bebé manco a parlarne. E pensare che potrei già essere nonno». C’è tempo. Nei momenti liberi Filippo suona il piano e la batteria. «Ma il nome del gruppo no, non lo dico: ci stiamo per ribattezzare... Canto anche, giusto per non farmi mancare nulla». Tu chiamale se vuoi compensazioni. Il figlio laureato condannato a inseguire il padre ex operaio. «Sapendo che molto probabilmente guadagnerò meno di lui, andrò in pensione dopo e con un trattamento più basso». Colpa di chi? «Della globalizzazione e della politica che non l’ha capita e ha speso male», rispondono entrambi: arrabbiati con stile, rassegnati no.

    Pensioni. "Papà al lavoro fino a 55 anni. Io potrò smettere solo a 71" - Economia - quotidiano.net
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

    Il sonno della ragione genera i liberali

  5. #5
    Rossobruno cattivone
    Data Registrazione
    15 Dec 2009
    Località
    Morte al liberismo!
    Messaggi
    23,674
     Likes dati
    7,745
     Like avuti
    6,876
    Mentioned
    260 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)

    Predefinito Re: Dal 2019 in pensione a 67 anni

    Pensioni, ridurre l’età? Boeri: “Un’idea sciagurata”


    Il presidente dell’Inps: aumenterebbe il debito pubblico



    L’«idea sciagurata», come la definisce il presidente dell’Inps Tito Boeri potrebbe costarci ben 141 miliardi di euro. Per questo, ma non solo per questo, bisognerebbe evitare di manomettere le regole introdotte nel 2009 dal governo Berlusconi e poi rafforzate con la riforma Monti-Fornero del 2011 che di fatto hanno messo in sicurezza la nostra previdenza. «Il blocco dell’età pensionabile è qualcosa che va a interferire con gli automatismi che abbiamo introdotto nel nostro sistema» sostiene da mesi Boeri che ora torna all’attacco segnalando i costi «insostenibili» di un’operazione del genere.

    L’adeguamento automatico dell’età della pensione alle aspettative di vita è fissato per legge, con revisioni prima triennali e poi dal 2019 biennali, ed è giudicato il vero perno del nostro sistema previdenziale. Insomma un vero meccanismo di garanzia, che anche all’estero ci riconoscono, soprattutto perché legato a decisioni di tipo amministrativo e quindi slegato dai possibili mercanteggiamenti a favore di questa o di quella categoria. Per questo è fondamentale «sottrarlo all’arbitrio della politica che, abbiamo visto, interviene sempre tardi e mira ad accontentare qualcuno in vista delle prossime elezioni» sostiene Boeri. Era fine settembre quando il presidente dell’Inps pronunciava queste parole e già anticipava in qualche modo quello che sta accadendo oggi.

    E’ convinzione diffusa che se a questo punto dovessimo cambiare le regole, avremmo subito contraccolpi sulla credibilità esterna del nostro Paese, un impatto forte sui titoli di Stato, che tra l’altro la diluizione del quantitative easing da parte della Bce renderebbe ancora più gravoso, e questo aumenterebbe ancor di più il peso dei nostri conti pubblici.

    Per il governo l’adeguamento dei requisiti di accesso alla pensione è uno strumento fondamentale che al pari dell’introduzione del nuovo sistema di calcolo contributivo e della ripresa della crescita contribuisce in questa fase a stabilizzare la nostra spesa previdenziale. Infatti, pur a fronte di una dinamica demografica tutt’altro che favorevole, come specifica anche l’ultimo Def, il costo delle pensioni «decresce per un periodo di circa 15 anni attestandosi al 15,1% del Pil attorno al 2028», mentre oggi viaggia ancora attorno al 15,5-15,6%. Per questo fino a ieri sia il premier Gentiloni che il ministro dell’Economia Padoan hanno tenuto il punto, tanto da costringere la settimana scorsa il ministro del Lavoro Poletti ad aggiornare a data da destinarsi il tavolo coi sindacati che hanno messo proprio il blocco dell’età in cima alla lista delle loro richieste.

    I 141 miliardi di spesa in più che calcola l’Inps, immaginando che venga rispettata unicamente la clausola di salvaguardia che fa scattare comunque la soglia dei 67 anni a partire da 2021, e lasciando poi invariata la situazione sino al 2035, sarebbero quasi interamente destinati a tradursi in aumento del debito pensionistico implicito, dato che l’uscita prima del previsto di centinaia di migliaia di lavoratori verrebbe compensata solo in minima parte dalla riduzione dell’importo delle loro pensioni.

    Per il presidente della Commissione lavoro della Camera Cesare Damiano quello dell’adeguamento automatico dell’età è «un meccanismo perverso», che non tiene conto delle mansioni svolte dai lavoratori e che pertanto «va assolutamente rivisto». Anche perché prevede solo aumenti al rialzo e mai all’ingiù, anche nel caso (ovviamente non auspicabile) che l’aspettativa di vita in alcuni anni cali. Assieme al suo omologo del Senato, Maurizio Sacconi, nelle scorse settimane Damiano ha lanciato un appello già sottoscritto da oltre 100 parlamentari. La loro idea è di rinviare a giugno 2018 la decisione sull’età, operazione ovviamente a costo zero. Se poi si volesse sospenderne temporaneamente l’aumento, mantenendo il livello attuale di 66 anni e 7 mesi per la vecchiaia e a 42 anni e 10 mesi per l’anticipo (41 e 10 mesi per le donne) fino al 2021, il costo sarebbe comunque relativamente contenuto. Al massimo per il biennio 2019-2020 potrebbero servire in tutto 5 miliardi.

    Pensioni, ridurre l?età? Boeri: ?Un?idea sciagurata? - La Stampa
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

    Il sonno della ragione genera i liberali

  6. #6
    Rossobruno cattivone
    Data Registrazione
    15 Dec 2009
    Località
    Morte al liberismo!
    Messaggi
    23,674
     Likes dati
    7,745
     Like avuti
    6,876
    Mentioned
    260 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)

    Predefinito Re: Dal 2019 in pensione a 67 anni

    Sciagurato il giorno nel quale Tito Boeri è stato messo al mondo!
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

    Il sonno della ragione genera i liberali

  7. #7
    ___La Causa del Popolo___
    Data Registrazione
    23 Nov 2011
    Località
    Sovranità politica, indipendenza economica, giustizia sociale
    Messaggi
    41,699
     Likes dati
    56,288
     Like avuti
    28,698
    Mentioned
    1209 Post(s)
    Tagged
    175 Thread(s)

    Predefinito Re: Dal 2019 in pensione a 67 anni

    Citazione Originariamente Scritto da LupoSciolto° Visualizza Messaggio
    Pensioni, ridurre l’età? Boeri: “Un’idea sciagurata”


    Il presidente dell’Inps: aumenterebbe il debito pubblico



    L’«idea sciagurata», come la definisce il presidente dell’Inps Tito Boeri potrebbe costarci ben 141 miliardi di euro. Per questo, ma non solo per questo, bisognerebbe evitare di manomettere le regole introdotte nel 2009 dal governo Berlusconi e poi rafforzate con la riforma Monti-Fornero del 2011 che di fatto hanno messo in sicurezza la nostra previdenza. «Il blocco dell’età pensionabile è qualcosa che va a interferire con gli automatismi che abbiamo introdotto nel nostro sistema» sostiene da mesi Boeri che ora torna all’attacco segnalando i costi «insostenibili» di un’operazione del genere.

    L’adeguamento automatico dell’età della pensione alle aspettative di vita è fissato per legge, con revisioni prima triennali e poi dal 2019 biennali, ed è giudicato il vero perno del nostro sistema previdenziale. Insomma un vero meccanismo di garanzia, che anche all’estero ci riconoscono, soprattutto perché legato a decisioni di tipo amministrativo e quindi slegato dai possibili mercanteggiamenti a favore di questa o di quella categoria. Per questo è fondamentale «sottrarlo all’arbitrio della politica che, abbiamo visto, interviene sempre tardi e mira ad accontentare qualcuno in vista delle prossime elezioni» sostiene Boeri. Era fine settembre quando il presidente dell’Inps pronunciava queste parole e già anticipava in qualche modo quello che sta accadendo oggi.

    E’ convinzione diffusa che se a questo punto dovessimo cambiare le regole, avremmo subito contraccolpi sulla credibilità esterna del nostro Paese, un impatto forte sui titoli di Stato, che tra l’altro la diluizione del quantitative easing da parte della Bce renderebbe ancora più gravoso, e questo aumenterebbe ancor di più il peso dei nostri conti pubblici.

    Per il governo l’adeguamento dei requisiti di accesso alla pensione è uno strumento fondamentale che al pari dell’introduzione del nuovo sistema di calcolo contributivo e della ripresa della crescita contribuisce in questa fase a stabilizzare la nostra spesa previdenziale. Infatti, pur a fronte di una dinamica demografica tutt’altro che favorevole, come specifica anche l’ultimo Def, il costo delle pensioni «decresce per un periodo di circa 15 anni attestandosi al 15,1% del Pil attorno al 2028», mentre oggi viaggia ancora attorno al 15,5-15,6%. Per questo fino a ieri sia il premier Gentiloni che il ministro dell’Economia Padoan hanno tenuto il punto, tanto da costringere la settimana scorsa il ministro del Lavoro Poletti ad aggiornare a data da destinarsi il tavolo coi sindacati che hanno messo proprio il blocco dell’età in cima alla lista delle loro richieste.

    I 141 miliardi di spesa in più che calcola l’Inps, immaginando che venga rispettata unicamente la clausola di salvaguardia che fa scattare comunque la soglia dei 67 anni a partire da 2021, e lasciando poi invariata la situazione sino al 2035, sarebbero quasi interamente destinati a tradursi in aumento del debito pensionistico implicito, dato che l’uscita prima del previsto di centinaia di migliaia di lavoratori verrebbe compensata solo in minima parte dalla riduzione dell’importo delle loro pensioni.

    Per il presidente della Commissione lavoro della Camera Cesare Damiano quello dell’adeguamento automatico dell’età è «un meccanismo perverso», che non tiene conto delle mansioni svolte dai lavoratori e che pertanto «va assolutamente rivisto». Anche perché prevede solo aumenti al rialzo e mai all’ingiù, anche nel caso (ovviamente non auspicabile) che l’aspettativa di vita in alcuni anni cali. Assieme al suo omologo del Senato, Maurizio Sacconi, nelle scorse settimane Damiano ha lanciato un appello già sottoscritto da oltre 100 parlamentari. La loro idea è di rinviare a giugno 2018 la decisione sull’età, operazione ovviamente a costo zero. Se poi si volesse sospenderne temporaneamente l’aumento, mantenendo il livello attuale di 66 anni e 7 mesi per la vecchiaia e a 42 anni e 10 mesi per l’anticipo (41 e 10 mesi per le donne) fino al 2021, il costo sarebbe comunque relativamente contenuto. Al massimo per il biennio 2019-2020 potrebbero servire in tutto 5 miliardi.

    Pensioni, ridurre l?età? Boeri: ?Un?idea sciagurata? - La Stampa
    La vera sciagura abbattutasi sugli italiani è proprio lui.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  8. #8
    Lo spirito del '22
    Data Registrazione
    12 Dec 2015
    Località
    Arciconfraternita di Santo Manganello
    Messaggi
    47,239
     Likes dati
    186,636
     Like avuti
    42,469
    Mentioned
    979 Post(s)
    Tagged
    52 Thread(s)

    Predefinito Re: Dal 2019 in pensione a 67 anni

    In un paese con la disoccupazione giovanile al duemila percento tengono i sessantaseienni al lavoro.

    Si vede che questi han studiato, eh.
    Hitler or Hell.

  9. #9
    From here to eternity
    Data Registrazione
    16 Sep 2009
    Messaggi
    13,236
     Likes dati
    2,542
     Like avuti
    2,915
    Mentioned
    196 Post(s)
    Tagged
    13 Thread(s)

    Predefinito Re: Dal 2019 in pensione a 67 anni

    Io mi sono già messo il cuore in pace: non vedrò pensione

  10. #10
    Rossobruno cattivone
    Data Registrazione
    15 Dec 2009
    Località
    Morte al liberismo!
    Messaggi
    23,674
     Likes dati
    7,745
     Like avuti
    6,876
    Mentioned
    260 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)

    Predefinito Re: Dal 2019 in pensione a 67 anni

    Citazione Originariamente Scritto da Hynkel Visualizza Messaggio
    Io mi sono già messo il cuore in pace: non vedrò pensione
    Non c'è problema. Se non avremo una pensione, esproprieremo le casse di Confindustria. In ogni città.
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

    Il sonno della ragione genera i liberali

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 171
    Ultimo Messaggio: 27-10-17, 13:08
  2. In pensione sempre più tardi: dal 2019 ci si va a 67 anni
    Di carter nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 50
    Ultimo Messaggio: 07-05-17, 21:55
  3. Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 16-12-15, 20:47
  4. Se la pensione netta mensile fosse calcolata facendo pensione = (1500 / 40) * anni
    Di parassita calabrese nel forum Comunismo e Socialismo Libertario
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 14-12-15, 19:45
  5. Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 31-08-15, 18:44

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito