Il ritrovamento in questione risale a qualche anno fà ,due ossa scoperte in Congo lanciano l’ipotesi sull’origine della matematica.
Adesso si affaccia un’altra ipotesi affascinante, sconvolgente: e se oltre che l’uomo anche la sua attività più astratta e insieme più pratica ovvero la matematica, fossero state inventate da un genio africano?
Cinquemila anni fa ci avevano assicurato finora, nella terra dei due fiumi, i sumeri cominciarono a contare. Niente affatto!
Ventimila anni fa nel continente nero pescatori pieni di immaginazione creativa già utilizzavano ossa segnate con sistemi numerici. C’è di che sconbussolare perfino gli estremismi di Martin Bernal e della sua Atena nera.
Raccontiamo questo giallo archeologico africano. Ventimila anni fa dunque, in Africa, ancor più di oggi terra coperta di foreste spesse e di laghi grandi come il mare.
Gli archeologi vi diranno che era l’età della pietra tarda: la animavano tribù indaffarate di pastori e di allevatori. Qui vicino alle rive del lago Edward si dedicavano alla pesca.
Era una vera civiltà, capace di migliorare sistematicamente i propri strumenti di lavoro, come gli arpioni fatti di osso,
che disponeva di mole e pietre di quarzo perfettamente tagliate, che aveva corde fatte di fibre vegetali.
Tutti oggetti che ha lasciato sulle rive del lago in provvidenziali discariche, insieme alle ossa degli animali e gli scheletri dei pesci.
Quanto sarebbero smilzi i nostri libri di storia antica senza questi magazzini di rifiuti!
Un giorno un pescatore, forse in attesa che la pesca desse i suoi frutti, prese in mano due piccole ossa, uno di dieci e l’altro di quattordici centimetri.
Uno era di un mammifero, forse un leone, forse una grande scimmia, l’altra umano.
Ne incise metodicamente la superficie su tutte le facce: i segni ancora oggi hanno una cadenza perfetta simmetrica,
sono serie cadenzate separate da uno spazio. Quell’uomo era forse il primo matematico della storia?





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