E' giusto e salutare per l'economia.
Il decreto Bersani-Visco nel 2006 ha abolito la tariffa minima per i professionisti ('na cosa fascista!), e così ci hanno regalato già un paio di generazioni di giovani professionisti-morti-di-fame (3, 5, 7 € l'ora esattamente come quelli che stanno in fabbrica)
Ora si capisce che aver fatto generazioni di maestranze morte di fame, giovani morti di fame, professionisti morti di fame... è un danno per tutti, che trascina tutti nel degrado o declassamento economico, che crolla il valore degli immobili, dei suoli, delle rendite, delle pensioni... tutti morti di fame!
E' come chiudersi le palle nel cassetto da soli.
Uno sciopero salariale è un riequilibrio dei rapporti di forza economici fra azienda e maestranze, stiamo parlando di elementari diritti alla rappresentanza sindacale che esistono da quasi due secoli.
Poi, quando nello sciopero ci si vuole ficcare i migranti, i gay, o la salvezza dei tapiri dell'amazzonia, allora questi vanno cacciati a bastonate perchè proprio in questo modo il sindacato venduto ha reso impotente la gente del lavoro.





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