Il senso della vita transeunte che creiamo serve a quietare la coscienza nell'attesa della fine ineluttabile.
La necessità di postulare un senso scaturisce dall'intrinseca assurdità dell'esistenza in sé, che non riusciamo ad accettare fino in fondo.
Non sopportiamo l'assenza di un senso oggettivo e ci accontentiamo di un senso soggettivo




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