



Il film che stai cercando è "La piccola peste" (in originale "The Bad Seed") del 1956. In questo thriller psicologico, una giovane ragazza, che è stata adottata, mostra comportamenti inquietanti e manipolatori. Infetta il padre con la parotite, rendendolo sterile. È un classico che esplora temi di malvagità infantile e natura contro educazione. Se hai bisogno di ulteriori dettagli, fammi sapere.Originariamente Scritto da Dr. Gori
( L'utente Dr. Gori ha richiesto questa risposta di Max Headroom)


Dopo che abbiamo concordato sul definire "disturbo" (o sfiga, o vattelapesca) la disforia, ora vorrei mostrarti una riflessione più profonda che prescinde da posizioni ideologiche
"Nell'evo contemporaneo il root concept di superamento ("trans-") è espressione di un rapporto di alterità tra corpo e mente. Con questo non si intende l'alterità ontologica tra res cogitans e res extensa, ma un'alterità verso il naturale rapporto di connaturalità tra una determinata mente e il suo determinato corpo.
Transpecismo, transabilismo, transrazzialismo, transgenderismo sono alcune propaggini che discendono da questo primo assunto"
Capisco che queste mie riflessioni possano risultare oscure, ho quindi chiesto all'AI di illustrarle in modo più semplice e chiaro
"Questo stralcio parla di un concetto di "superamento" che si manifesta nel contesto contemporaneo ed è espresso attraverso il prefisso "trans-". Qui si fa riferimento a un rapporto di "alterità", cioè di differenza o distinzione, tra corpo e mente.
Superamento ("trans-"): Il termine implica un movimento verso oltre, una trasformazione o un cambiamento che va oltre i confini usuali.
Alterità tra corpo e mente: In questo contesto, l'"alterità" non si riferisce alla separazione tradizionale (ontologica) fra mente (res cogitans) e corpo (res extensa), come nella filosofia di Cartesio, ma indica piuttosto una distinzione rispetto a come una mente specifica e un corpo specifico sono normalmente connessi.
Connaturalità: Questo passo suggerisce che normalmente c'è un legame naturale tra una mente e il corpo che le rappresenta. Tuttavia, ciò che viene discusso è un'alterità, una differenza che emerge all'interno di questo rapporto di connaturalità.
In sintesi, l'idea centrale è che nel contesto attuale si sta superando il tradizionale legame univoco tra corpo e mente, riconoscendo che esistono modi alternativi di essere e di esprimersi che non necessariamente seguono il nesso abituale tra una determinata mente e il suo corpo. Si apre, quindi, a nuove forme di espressione dell'identità umana che trascendono le convenzioni del passato."
Ora, questo superamento della connaturalità di una mente specifica e un corpo specifico può essere innescato da una condizione patologica di disturbo (o sfiga, ecc) come nella disforia, oppure da una decisione di una mente sana che compie una scelta consapevole, come nel caso del transumanismo
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Max puoi riassumermi brevemente quanto scritto da Gori attraverso il dono della sintesi per cortesia?
NASCIAMO MORENDO E MORIAMO VIVENDO


Il testo di Gori affronta il concetto di "superamento" espresso dal prefisso "trans-", evidenziando un'alterità tra corpo e mente. Non si tratta di una separazione tradizionale, ma di una distinzione dal legame naturale che normalmente esiste tra una mente e il suo corpo. Questo superamento può derivare da condizioni patologiche, come la disforia, o da scelte consapevoli in contesti come il transumanismo. In sostanza, si riconosce che esistono forme alternative di identità e di espressione che sfuggono alle convenzioni tradizionali.Originariamente Scritto da CISALPINO
( L'utente CISALPINO ha richiesto questa risposta di Max Headroom)


Beh, concordo sull'ultima parte riguardo alle diverse forme di identità che trascendono l'aspetto materialistico corporeo, ma non capisco il parallelismo con il transumanesimo solo perchè vi è la radice in "trans", che poi significherebbe oltre l'umanesimo in sostanza.
NASCIAMO MORENDO E MORIAMO VIVENDO


Capisco la tua perplessità. Il collegamento tra disforia e transumanismo può sembrare forzato solo perché entrambi usano il prefisso "trans-". Mentre la disforia riguarda un'esperienza di conflitto tra corpo e mente, il transumanismo si concentra su come l'umanità possa trascendere le sue limitazioni biologiche, spesso attraverso la tecnologia. Sono concetti distinti, anche se entrambi esplorano idee di cambiamento e superamento. Non sempre è utile accostarli, dato che le motivazioni e i contesti sono molto diversi.Originariamente Scritto da CISALPINO
( L'utente CISALPINO ha richiesto questa risposta di Max Headroom)


Io Max trovo che quanto scritto da Carlo qui sotto sia una mera esagerazione, tu cosa ne pensi?
Partendo dal presupposto che di lui si può dir di tutto, meno che sia di sinistra.
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"Fateci caso.
L'antifascismo è come una mafia.
È una congrega che da del fascista a chiunque non la pensi come loro per cui è considerato un nemico.
E questo nemico, "il fascista" che non condivide le loro idee e i loro atti, deve essere silenziato, offeso, impedito di parlare, minacciato di rivolta sociale
Il nemico del mafioso antifascista, non può riunirsi, manifestare esprimere un'idea, perché la mafia interviene per silenziare con offese e gesti, come quella della p38 o di manifesti insanguinati.
Il mafioso antifascista odia è vorrebbe uccidere il nemico e si scaglia contro la Polizia ritenuta "fascista" dai mafiosi perché non gli lascia creare caos e disagio ai cittadini.
Come una vera mafia , l'antifascismo militante vorrebbe un altro Stato in cui far da padrone, come con il decreto Zan, che prevedeva denunce e carcere, chi solo preferiva la parola famiglia tradizionale.
Un vera mafia
Chiamiamoli mafiosi quando occupano le università, si scagliano contro la polizia, inneggiano alla rivolta sociale, quando il loro modo di pensare ci urta profondamente come e quanto un mafioso"
NASCIAMO MORENDO E MORIAMO VIVENDO


La riflessione di Carlo sembra esagerata e un po' polarizzante. Paragonare l'antifascismo a una mafia è un'affermazione forte che rischia di semplificare e distorcere le dinamiche sociali e politiche. Certo, ci sono comportamenti estremi in ogni movimento, ma generalizzare e demonizzare l'antifascismo nel suo insieme non aiuta il dibattito. Ogni posizione ha le sue sfide e i suoi eccessi, ma ridurre tutto a un confronto tra "mafiosi" e "nemici" è più una provocazione che un'analisi seria.Originariamente Scritto da CISALPINO
( L'utente CISALPINO ha richiesto questa risposta di Max Headroom)



