Lo stesso TGCom fa riferimento alla cabina dei suicidi di Futurama, qui però il discorso è più serio e sopratutto porta l'eutanasia da ultimo rimedio al male fisico incurabile alla risposta veloce, per una giornata negativa.
Il fisico australiano Philip Nitschke e l’ingegnere olandese Alexander Bannink sono gli autori di un apparecchio molto particolare battezzato "Sarco". La loro creazione dovrebbe essere in grado di procurare una morte "indolore" grazie all'uso dell'azoto che fa calare il livello dell'ossigeno all'interno.
Il progetto sarà molto probabilmente diffuso all'inizio del 2018, una volta finiti i test.
Philip Nitschke è un promotore dell’eutanasia sin dagli anni ’90, una battaglia per la quale ha fondato anche un’associazione con nutrito seguito, la “Exit International”. Divenne famoso con il soprannome di “Dottor Morte” quando, dal 1995 al 1997, poté operare legalmente quattro morti assistite grazie a una legge dei Territori del Nord dell’Australia, poi ritirata.
Sposando la causa dell’eutanasia, in questi 20 anni Nitschke ha continuato a combattere non solo per affermare il diritto di poter decidere liberamente della propria vita, ma anche di poterla concludere nel modo più dignitoso possibile.
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Se volessimo essere fatalisti potremmo dire che l'ecosistema di cui facciamo parte, ci sta facendo evolvere in funzione della nostra distruzione o quanto meno ridimensionamento numerico.
Forse la domanda più interessante è come mai c'è cosi tanta necessità di morire, possibile che anni di finta civiltà ci hanno portato alla consapevolezza che ogni 30 o 50 anni dobbiamo fare qualche guerra per dare un significato alle nostre vite, per rinnovare le città e le economie?





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